RIORDINO DELL'ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA (I.N.A.F.)

 30 GENNAIO 2003

Decreto Legislativo

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

VISTA la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 recante le “modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”;

VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA la legge 6 luglio 2002, n. 137;

VISTO il decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 296;

VISTO il decreto legislativo 5 giugno 1998, n, 204;

VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

VISTE le linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo, emanate il 13 marzo 2002;

VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del….…..;

ACQUISITO il parere espresso dalla Commissione parlamentare di cui all’articolo 5 della citata legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTE le deliberazioni del Consiglio dei ministri adottate nelle riunioni del……….;

SU PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica;

 

 

EMANA

 

Il seguente decreto legislativo:

 

 


 

Art 1

Oggetto

 

1. Il presente decreto legislativo detta la disciplina di riordino dell’istituto nazionale di astrofisica (I.N.A.F.)  e ne definisce le finalità, le attività, gli organi, la struttura organizzativa e le modalità di funzionamento al fine di promuovere e di collegare realtà operative di eccellenza, di evitare duplicazioni per i medesimi obiettivi, di assicurare il massimo livello di flessibilità, di autonomia e di efficienza, nonché una più agevole stipula di intese, accordi di programma e consorzi, determinando le condizioni organizzative per:

 

a)      ottimizzare l’allocazione delle risorse  e determinare economie di risultato e di scopo.

b)      semplificare i meccanismi di programmazione delle attività di ricerca ed amministrative;

c)      promuovere le attività e le collaborazioni di ricerca internazionali;

d)      promuovere la valorizzazione dell’attività di ricerca;

e)      potenziare l’integrazione con le reti della ricerca universitaria ed imprenditoriale;

f)        delineare un equilibrato rapporto tra funzioni di indirizzo programmatico e di valutazione e funzioni di pianificazione e di conduzione operativa delle attività di ricerca;

g)      valutare i risultati della ricerca;

 

 

Art. 2

Finalità dell’ente

 

 

1. L’istituto nazionale di astrofisica (I.N.A.F.) è ente pubblico nazionale con il compito di promuovere, svolgere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca scientifica e tecnologica nei campi dell’astronomia, della radioastronomia, dell’astrofisica spaziale e della fisica cosmica, perseguendo obiettivi di eccellenza a livello internazionale.

 

2. L’I.N.A.F. promuove e realizza sulla base di specifiche convenzioni con le università, corsi di dottorato di ricerca nei settori di cui al comma 1, anche con il coinvolgimento di imprese.

 

3. L’I.N.A.F. ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia scientifica, finanziaria, patrimoniale e contabile e si dota di un ordinamento autonomo in conformità al presente decreto, alla legge 1989 n. 168 e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, nonché per quanto non previsto dalle predette disposizioni, al codice civile. L'I.N.A.F. è soggetto alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

 

4. Nell’Istituto Nazionale di Astrofisica (I.N.A.F.), dal momento dell’entrata in vigore del presente decreto legislativo, confluiscono i seguenti istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche:

 

a) istituto di radioastronomia;

b) istituto di astrofisica spaziale;

c) istituto di fisica dello spazio interplanetario.

 

  Art. 3

Attività dell’I.N.A.F.

 

1.       L’I.N.A.F.:

 

a)      Promuove, realizza e coordina, anche nell'ambito di programmi dell'Unione europea e di organismi internazionali, attività di ricerca nei campi dell’astronomia, della radioastronomia, dell’astrofisica spaziale e della fisica cosmica, sia tramite la rete degli osservatori astronomici e astrofisici e di altre strutture proprie, sia in collaborazione con le università e con altri soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali;

b)      progetta e coordina programmi nazionali ed internazionali di ricerca finalizzati alla costruzione, all'utilizzo e alla gestione di grandi apparecchiature localizzate sul territorio nazionale o all'estero;

c)      promuove, sostiene e coordina la partecipazione italiana ad organismi, progetti ed iniziative internazionali nelle materie di competenza, fornendo su richiesta di autorità governative competenze scientifiche, garantendo la collaborazione con enti ed istituzioni di altri paesi;

d)      promuove la valorizzazione ai fini produttivi e sociali e il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca svolta o coordinata dalla propria rete scientifica;

e)      svolge attività di comunicazione e promozione della ricerca di competenza,  curando la diffusione dei relativi risultati economici e sociali all’interno del paese e garantendo l’utilizzazione delle conoscenze prodotte;

f)        promuove e gestisce iniziative volte all’integrazione della ricerca nazionale ed internazionale nel settore di competenza, anche al fine di acquisire risorse ulteriori per il finanziamento di progetti congiunti;

g)      promuove la formazione e la crescita tecnico-professionale dei ricercatori italiani nel campo dell’astronomia, della radioastronomia, dell’astrofisica spaziale e della fisica cosmica, attraverso l’assegnazione di borse di studio e assegni di ricerca, nonché collaborando con le università, sulla base di apposite convenzioni, per la realizzazione di dottorati di ricerca;

h)      effettua la valutazione dei risultati dei propri programmi di ricerca, del funzionamento delle proprie strutture e dell’attività del personale, sulla base di criteri di valutazione definiti dal Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca;

i)        promuove lo sviluppo della conoscenza astronomica nella scuola e nella società mediante appropriate attività divulgative e museali;

j)        svolge, su richiesta, attività di consulenza tecnico-scientifica sulle materie di propria competenza, a favore del Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca, delle altre pubbliche amministrazioni, delle imprese o di altri soggetti privati.

 

Art. 4

Organi

 

1. Sono organi dell’I.N.A.F.:

 

a) il presidente;

b) il consiglio di amministrazione;

c) il consiglio scientifico;

d) il collegio dei revisori dei conti.

 

 Art. 5

Struttura organizzativa

 

1. La struttura organizzativa dell’I.N.A.F. è così articolata:

 

a) direttore amministrativo;

b) rete scientifica costituita dai dipartimenti, dagli  osservatori e dagli istituti;

 

Art. 6

Presidente

 

1. Il presidente ha la rappresentanza legale dell'ente ed è responsabile delle relazioni istituzionali. Esso:

 

a) convoca e presiede il consiglio di amministrazione stabilendone l’ordine del giorno;

b) definisce le linee guida per lo sviluppo dell’ente e per la redazione del piano triennale e del piano annuale e quella per l’organizzazione interna;

c) vigila, sovrintende e controlla il corretto svolgimento delle attività dell’ente;

d) adotta provvedimenti di urgenza, da sottoporre al consiglio di amministrazione per la ratifica, nei casi ed entro i limiti finanziari definiti con il regolamento di amministrazione, finanza e contabilità.

 

2. Il presidente è scelto secondo criteri di professionalità e competenza tra persone di alta qualificazione scientifica nel settore di riferimento e con pluriennale esperienza nella gestione di enti ed istituti complessi sia pubblici sia privati, nazionali e internazionali.

 

3. Il presidente è nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi dell’art. 6, comma 2 del decreto legislativo del 5 giugno 1998 n. 204,  dura in carica 4 anni, e può essere confermato una sola volta.

 

4. In caso di assenza o impedimento il Presidente è sostituito da un Vice Presidente nominato dal Consiglio di Amministrazione tra i suoi componenti che può operare anche in virtù di specifiche deleghe secondo quanto previsto dal regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ente.


Art. 7

Consiglio di amministrazione

 

1. Il consiglio di amministrazione ha compiti di indirizzo e programmazione generale dell’attività dell’ente.  Esso, su proposta del presidente:

 

a) delibera il piano triennale e il piano annuale dell’ente e i relativi aggiornamenti, sentito il consiglio scientifico;

b) approva il bilancio preventivo e bilancio consuntivo;

c) approva la relazione di accompagnamento al bilancio;

d) delibera i regolamenti dell’ente e le procedure per le selezioni del personale e dei dirigenti;

e) nomina il vice presidente eleggendolo tra i propri componenti;

f) nomina i componenti del consiglio scientifico, i direttori di dipartimento, di osservatorio, di istituto, i componenti del comitato di valutazione e il direttore amministrativo;

g) valuta i risultati  dell'attività gestionale ed economica dell’ente, previo parere del comitato di valutazione;

h) delibera sui  grandi investimenti in infrastrutture e su commesse rilevanti, secondo criteri definiti nel regolamento di organizzazione e funzionamento.

 

2. Il consiglio è composto dal presidente e da quattro componenti nominati dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca tra professionalità di alto profilo scientifico o tecnico amministrativo.

 

3. I componenti del consiglio di amministrazione sono nominati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, durano in carica quattro anni, e possono essere confermati una sola volta.

 


Art. 8

Consiglio scientifico

 

1. Il consiglio scientifico generale ha compiti propositivi e consultivi relativi all’attività complessiva di ricerca dell’ente. Esso:

 

a) esprime al consiglio di amministrazione il parere tecnico-scientifico sulle proposte di piano pluriennale e di piano annuale e sui relativi aggiornamenti;

b) realizza analisi, studi e confronti sullo stato della ricerca di competenza a livello internazionale;

c) individua le possibili linee evolutive della ricerca di competenza, elaborando proposte da sottoporre al presidente ed al consiglio di amministrazione;

d) designa due dei componenti del comitato di valutazione;

e) propone al consiglio di amministrazione i nominativi dei componenti delle commissioni esaminatrici per il reclutamento dei ricercatori nei vari livelli.

 

2. Il consiglio scientifico è composto da dodici componenti, scienziati italiani e stranieri di fama internazionale, con particolare e qualificata professionalità ed esperienza nel settore di competenza dell'ente, che eleggono al proprio interno il presidente, di cui quattro designati dal presidente e otto designati  dal consiglio di amministrazione sulla base di terne proposte dai direttori di osservatorio e di istituto.

 

3. I componenti del consiglio scientifico durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

 

Art. 9

Collegio dei revisori dei conti

 

1. Il collegio dei revisori dei conti è l'organo di controllo della regolarità amministrativa e contabile dell'ente e svolge i compiti previsti dall’articolo 2403 del codice civile, per quanto applicabile.

 

2. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e tre membri supplenti, iscritti al registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 88, nominati dal Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca con proprio decreto. Due membri effettivi e due membri supplenti sono designati dal Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, un membro effettivo e un membro supplente sono designati dal Ministro dell’economia e delle finanze. Il membro effettivo designato dal Ministro dell’economia e delle finanze svolge funzioni di presidente del collegio dei revisori dei conti dell’ente. I membri del collegio dei revisori dei conti durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta. 

 

Art. 10

Comitato di valutazione

 

1. Il comitato di valutazione valuta periodicamente i risultati dei programmi e dei progetti di ricerca dell’ente, anche in relazione agli obiettivi definiti nel piano triennale e nel piano annuale dell’ente, sulla base dei criteri di valutazione definiti, in deroga a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 5 giugno 1998 n. 204, dal Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, previo parere del CIVR.

 

2. Il comitato di valutazione è composto da cinque membri esterni all’ente, nominati dal consiglio di amministrazione, di cui tre designati dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, uno designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, e uno designato dalla Conferenza dei rettori delle università italiane. Il presidente del comitato dura in carica quattro anni ed è eletto tra i suoi componenti.

 

3. Il comitato di valutazione svolge i propri compiti in piena autonomia. Il comitato presenta al presidente ed al consiglio di amministrazione dell’ente una relazione di valutazione annuale dei risultati dell’attività di ricerca dell’ente.

 

Art. 11

Direttore amministrativo

 

1. Il direttore amministrativo ha la responsabilità di attuare le delibere del consiglio di amministrazione ed i provvedimenti del presidente, di curare la gestione amministrativa dell’ente, di dirigere la struttura centrale ed i servizi generali dell'ente. Svolge le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione, alle cui riunioni partecipa senza diritto di voto. Esso:

 

a) predispone il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo dell’ente;

b) elabora, sulla base delle indicazioni dei dipartimenti, la relazione annuale di verifica dei risultati gestionali ed economici dell’ente, da sottoporre al presidente che la presenta al consiglio di amministrazione;

c) predispone gli schemi dei regolamenti da sottoporre al presidente che li presenta al consiglio di amministrazione;

 

2. Il direttore amministrativo, il cui rapporto di lavoro è regolato con contratto di diritto privato, la cui durata deve coincidere con la scadenza del mandato del Presidente, è scelto tra persone di alta qualificazione tecnico-professionale e di comprovata esperienza gestionale, con profonda conoscenza delle normative e degli assetti organizzativi degli enti pubblici.

Art. 12

Dipartimenti

 

1. I dipartimenti, in numero non superiore a 2, sono definiti dal regolamento di organizzazione e funzionamento. Ad essi afferiscono gli osservatori e gli istituti, raggruppati secondo affinità disciplinari e tematiche.

 

2. I dipartimenti:

 

a)      propongono al consiglio di amministrazione il piano triennale e il piano annuale di attività complessiva del dipartimento e degli osservatori e degli istituti ad esso afferenti, elaborato sulla base di quelli degli stessi istituti, indicando le risorse necessarie per la loro attuazione, ivi inclusa l’acquisizione delle risorse umane;

b)      affidano agli osservatori e agli istituti ad essi afferenti la realizzazione dei programmi e dei progetti di ricerca assegnando loro le relative risorse, tenendo conto delle proposte  formulate dagli stessi istituti;

c)      gestiscono direttamente programmi e progetti di realizzazione di grandi attrezzature ed infrastrutture di ricerca, loro affidati dal consiglio di amministrazione;

d)      coordinano le attività degli osservatori e degli istituti ad essi afferenti;

e)      coordinano,  su specifico incarico del consiglio di amministrazione, programmi di ricerca comuni ad altri dipartimenti;

f)        istituiscono, previa autorizzazione del consiglio di amministrazione, unità di ricerca per singoli progetti, a tempo definito, presso le università o le imprese, sulla base di specifiche convenzioni; 

g)      propongono al consiglio di amministrazione iniziative di sviluppo, e di formazione dei ricercatori;

h)      coordinano le relazioni esterne, nazionali ed internazionali, relative alle proprie competenze;

i)        svolgono, su indicazione del consiglio di amministrazione, attività di valorizzazione dei risultati della ricerca, e supportano i ricercatori per le attività di tutela brevettuale e per il collocamento  sul mercato dei brevetti;

j)        presentano al consiglio di amministrazione una relazione annuale sull'attività scientifica svolta.

 

3. Il direttore di dipartimento si avvale di una struttura amministrativa, nell'ambito della dotazione organica, definita dal regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ente.

 

4. Il direttore di dipartimento è scelto tra professori universitari di ruolo, ricercatori di enti di ricerca o dirigenti pubblici o privati, sulla base di apposite procedure selettive, proposte dal presidente, previo parere del consiglio scientifico, e definite dal regolamento di organizzazione e funzionamento. Il direttore di dipartimento, il cui incarico è a tempo pieno, dura in carica cinque anni e può essere confermato una sola volta.

 

5. Presso ciascun dipartimento è costituito un consiglio scientifico di dipartimento, con compiti consultivi, di monitoraggio e valutazione dell'attività di ricerca svolta in attuazione dei programmi, composto da cinque membri, di cui almeno due esterni, scelti tra scienziati, italiani e stranieri, di fama internazionale e comprovata esperienza e professionalità nei settori di ricerca di riferimento, nominati dal direttore di dipartimento sulla base di terne proposte dai direttori degli istituti afferenti al dipartimento stesso.

 

Art. 13

Osservatori

 

1. Gli osservatori sono le unità organizzative responsabili dell’attività di ricerca astronomica dell’ente. Gli osservatori, le aree di competenza e la loro dislocazione sul territorio sono definiti dal regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ente.

 

2. Gli osservatori realizzano in autonomia scientifica i programmi e progetti di ricerca loro affidati come previsto dall’art 12. Essi hanno autonomia finanziaria e gestionale nei limiti definiti dal regolamento di amministrazione, contabilità e finanza dell'ente.

 

3. Gli osservatori:

 

a) propongono al dipartimento cui afferiscono il piano triennale ed il piano annuale sulle attività di competenza;

b) gestiscono i programmi e progetti di ricerca loro affidati dal piano dell’ente.

 

4. Il direttore dell’osservatorio è responsabile dell'attività dell’osservatorio stesso. E’ nominato dal consiglio di amministrazione sulla base delle competenze scientifiche e manageriali possedute, a seguito di procedure selettive definite dai regolamenti dell’ente.

 

5. I direttori degli osservatori durano in carica cinque anni e possono essere confermati una sola volta.

 

Art. 14

Istituti

 

1. Gli istituti sono le unità organizzative responsabili dell’attività di ricerca astrofisica spaziale e fisica spaziale dell’ente. Gli istituti, le aree di competenza e la loro dislocazione sul territorio sono definiti dal regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ente.

 

2. Gli istituti realizzano in autonomia scientifica i programmi e progetti di ricerca loro affidati come previsto dall’art 12. Essi hanno autonomia finanziaria e gestionale nei limiti definiti dal regolamento di amministrazione, contabilità e finanza dell'ente.

 

3. Gli istituti:

 

a) propongono al dipartimento cui afferiscono il piano triennale ed il piano annuale sulle attività di competenza;

b) gestiscono i programmi e progetti di ricerca loro affidati dal piano dell’ente.

 

4. Il direttore di istituto è responsabile dell'attività dell’istituto stesso. E’ nominato dal consiglio di amministrazione sulla base delle competenze scientifiche e manageriali possedute, a seguito di procedure selettive definite dai regolamenti dell’ente.

 

5. I direttori degli istituti durano in carica cinque anni e possono essere confermati una sola volta.

 

Art. 15

Disposizioni specifiche

 

1. Le incompatibilità con le cariche di presidente, componente del consiglio di amministrazione e del consiglio scientifico, di presidente e componente del collegio dei revisori dei conti, di direttore amministrativo, di direttore di dipartimento, di direttore di osservatorio e di istituto, sono disciplinate dal regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ente.

 

2. Il presidente e i direttori di dipartimento, se professori  universitari di ruolo, possono essere collocati in aspettativa, rispettivamente ai sensi degli articoli 13 e 12  del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

 

3. Le indennità di carica del presidente dell'ente, dei componenti del consiglio di amministrazione, del presidente e dei componenti del collegio dei revisori dei conti sono determinate con decreto del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, secondo criteri e parametri definiti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

4. I compensi dei direttori di dipartimento, del direttore amministrativo e dei componenti del consiglio scientifico sono determinati dal consiglio di amministrazione, su proposta del presidente dell’ente, con riferimento ai criteri e parametri di cui al comma 3.

 

Art. 16

Piani di attività

 

1. L’I.N.A.F. opera sulla base di un piano triennale di attività, formulato e rivisto annualmente. Il piano triennale definisce gli obiettivi, i programmi di ricerca, i risultati socio-economici attesi, nonché le correlate risorse, in coerenza con il programma nazionale per la ricerca di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Il piano comprende la programmazione triennale del fabbisogno del personale, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato.

 

2. Oltre al piano triennale è previsto un piano annuale di dettaglio, che pianifica le attività da svolgersi nel corso dell’anno successivo, contenente specifici obiettivi, attività, risorse da impiegare, sia interne che esterne, tempi di realizzazione, risultati attesi e indicatori di valutazione.

 

3. Il piano triennale e il piano annuale dell’ente, deliberato dal consiglio di amministrazione, sono approvati dal Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Decorsi 60 giorni dalla ricezione del piano triennale e del piano annuale senza osservazioni da parte del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, i piani si intendono approvati. Sul piano triennale, per gli ambiti di rispettiva competenza, sono richiesti i pareri dei Ministri dell’economia e delle finanze e della funzione pubblica che devono esprimersi entro 30 giorni, decorsi i quali si prescinde dal parere.

 

4. L’I.N.A.F., previo confronto con le organizzazioni sindacali, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, determina in autonomia gli organici del personale e le assunzioni nelle diverse tipologie contrattuali, nei limiti stabiliti dai piani di cui al presente articolo, dandone comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze ai fini del monitoraggio della spesa pubblica.

 

Art. 17

Entrate dell’I.N.A.F.

 

1. Le entrate dell’I.N.A.F. sono costituite:

 

a) dal contributo a carico del fondo ordinario per il finanziamento degli enti pubblici di ricerca, di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, determinato sulla base delle attività previste dal piano triennale e dal piano annuale, ove approvati;

b) dai contributi per singoli progetti o interventi a carico dei fondi previsti dal programma nazionale della ricerca, ai sensi del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204;

c) dalle assegnazioni e dai contributi da parte di pubbliche amministrazioni centrali e locali per l'esecuzione di particolari progetti o accordi di programma;

d) dai contributi dell'Unione Europea o di altri organismi internazionali per la partecipazione a programmi e progetti;

e) dai contratti stipulati con istituzioni private e dalla vendita e/o fornitura di servizi e/o royalties provenienti da brevetti o cessione di know-how;

f) da ogni altra eventuale entrata.

Art. 18

Strumenti

 

1. L’I.N.A.F. per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 48 e di ogni altra attività connessa, ivi compreso l'utilizzo economico dei risultati della ricerca propria e di quella commissionata, secondo criteri e modalità determinati con proprio regolamento, può:

 

a) stipulare accordi e convenzioni;

b) partecipare o costituire consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri, previa autorizzazione del Ministro dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca. Decorsi sessanta giorni dalla richiesta di autorizzazione, in assenza di osservazioni da parte del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca, l'autorizzazione si intende concessa. Per la costituzione o la partecipazione in società con apporto al capitale sociale superiore a 500.000,00 euro o con quota pari o superiore al 50 per cento del predetto capitale sociale è inoltre richiesto il parere del Ministro dell’economia e delle finanze, che deve esprimersi entro 30 giorni,  decorsi i quali si prescinde dal parere;

c) promuovere la costituzione di nuove imprese conferendo personale proprio, anche in costanza di rapporto, nel rispetto della normativa vigente;

d) partecipare alla costituzione ed alla conduzione anche scientifica di centri di ricerca internazionali, in collaborazione con analoghe istituzioni scientifiche di altri Paesi;

e) commissionare attività di ricerca e studio a soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali, secondo le disposizioni del suo regolamento amministrativo.

 

2. L’I.N.A.F. riferisce sui programmi, sugli obiettivi, sulle attività e sui risultati dei soggetti di cui al precedente comma 1 in apposita sezione del piano triennale e del piano annuale dell’ente.

Art. 19

Regolamenti

 

1. L’I.N.A.F. si dota del regolamento di organizzazione e funzionamento, del regolamento di amministrazione contabilità e finanza e del regolamento del personale, nonché di altri regolamenti interni disciplinanti specifiche materie, in coerenza con le procedure e modalità di cui all’articolo 8 della legge 9 maggio 1989 n.168, e in attuazione di quanto previsto rispettivamente ai commi 2 e 3.

 

2. I regolamenti dell’ente sono sottoposti all’approvazione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Decorsi 60 giorni dalla ricezione dei regolamenti senza osservazioni da parte del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca si intendono approvati. Il regolamento sul personale è inoltre sottoposto al parere del Ministro della funzione pubblica che si esprime nel termine di 30 giorni, decorsi i quali si prescinde dal parere. Il regolamento di organizzazione e di funzionamento e sono adottati previa informativa alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

 

3. Il regolamento di organizzazione e funzionamento:

 

a) definisce i dipartimenti, raggruppando gli istituti e gli osservatori ad essi afferenti;

b) definisce  le procedure per la nomina dei direttori di dipartimento;

c) definisce gli istituti e gli osservatori, la loro dislocazione sul territorio, e la loro articolazione organizzativa;

d) prevede i criteri e le modalità per l’individuazione dei componenti del consiglio scientifico di dipartimento;

e) stabilisce le procedure di selezione per la nomina dei direttori di istituto e di osservatorio;

f) definisce le regole per le partecipazione dell’ente in altri soggetti pubblici e privati.

 

4. Il regolamento di amministrazione, contabilità e finanza:

 

a) definisce uno schema tipo per la redazione da parte dei dipartimenti del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo;

b) definisce modalità che assicurino la trasparenza nell'assegnazione e nell'utilizzo delle risorse finanziarie per i diversi obiettivi di ricerca e per la realizzazione delle funzioni istituzionali;

c) definisce modalità per l'acquisto di beni, servizi e forniture, anche in conformità alla normativa comunitaria;

d) individua le modalità per l’acquisizione da parte degli istituti di risorse esterne all’ente;

definisce modalità per la gestione patrimoniale, economica, finanziaria e contabile interna, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato;

e) prevede la facoltà di erogare anticipazioni nel limite del 20% contrattuale, per le forniture di strumentazione scientifica e tecnologica di particolare complessità in deroga alle disposizioni normative vigenti in materia.

 

 

5. Il regolamento del personale:

 

a) definisce modalità per la gestione e l’amministrazione del personale;

b) stabilisce le procedure per l’assunzione del personale e le relative forme contrattuali.


Art. 20

Personale

 

1. Il personale di ricerca dell’I.N.A.F. in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto mantiene l’attuale stato giuridico ed economico.

 

2. Le nuove assunzioni di personale di ricerca dell’I.N.A.F. sono disciplinate secondo la normativa prevista per gli enti di ricerca.

 

3. Il trattamento giuridico ed economico del personale tecnico e amministrativo inquadrato nei ruoli dell’istituto alla data di entrata in vigore del presente decreto è disciplinato dall'articolo 40, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni.

 

4. L’I.N.A.F., sentito il consiglio scientifico, nell'ambito del 6 per cento dell’organico dei ricercatori, può assumere per chiamata diretta ricercatori o tecnologi  italiani o stranieri, con documentata produzione scientifica di eccellenza, o documentata attività di ricerca in enti di ricerca o imprese private o in atenei stranieri o in istituzioni di ricerca internazionali; nell’ambito del 5 per cento dell’organico dei ricercatori, sentito il consiglio scientifico, l’I.N.A.F. può altresì assumere per chiamata diretta, dirigenti o ricercatori dipendenti da università o da altre amministrazioni pubbliche; nelle predette ipotesi di chiamata diretta il trattamento economico è pari a quello previsto dal contratto collettivo nazionale di comparto per le medesime qualifiche .

 

Art. 21

Mobilità con le università

 

1. Il personale di ricerca in servizio presso l’I.N.A.F. è autorizzato ad assumere incarichi di insegnamento a contratto presso le università, in materie pertinenti all’attività di ricerca svolta, relativi a corsi ufficiali o integrativi, fatto salvo l’espletamento dei compiti istituzionali e l’assolvimento dell’orario di lavoro presso l’INAF. Spetta agli statuti delle università determinare le modalità attraverso le quali il predetto personale partecipa, per la durata del contratto, alle deliberazioni relative alla programmazione delle attività didattiche e scientifiche.

 

2. I ricercatori e i professori universitari di ruolo possono svolgere per periodi determinati attività di ricerca presso gli istituti dell’I.N.A.F.

 

3. Il personale di ricerca dell’I.N.A.F. è autorizzato ad assumere incarichi di direzione di dipartimenti o di centri di ricerca, nonché a svolgere attività di ricerca, presso le università, per periodi determinati. Spetta agli statuti delle università determinare le modalità attraverso le quali il predetto personale, per la durata dell’incarico o dell’attività, partecipa alle deliberazioni degli organi accademici competenti in materia di programmazione delle attività scientifiche.

 

4. I contratti di cui al comma 1 e le attività di cui ai commi 2 e 3 sono compatibili con il mantenimento dei rapporti di lavoro con le amministrazioni di appartenenza. Per i professori ed i ricercatori universitari l’attività di ricerca di cui al comma 2 non rientra nell'attività prevista dall'articolo 17, comma 1, del decreto del Presidente della repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Lo svolgimento di attività di ricerca presso l'I.N.A.F. può comportare per i ricercatori e i professori universitari l'esonero, totale o parziale, dai carichi didattici.

 

5. I regolamenti dell’ente e gli statuti e regolamenti degli atenei disciplinano l'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo.

 

Art. 22

Bilanci, relazioni e controlli

 

1. I bilanci preventivi e consuntivi e le relative relazioni di accompagnamento, le relazioni del collegio dei revisori dei conti, la relazione annuale di verifica dei risultati gestionali ed economici dell’ente, la relazione del comitato di valutazione sono inviati al Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca e al Ministero dell’economia e delle finanze.

 

2. L’I.N.A.F. è soggetto al controllo previsto dall’articolo 3, comma 7, della legge 14 gennaio 1994,  n. 20 da parte della Corte dei conti.

 

Art. 23

Norme transitorie e finali

 

1. Il patrimonio i beni mobili, i beni  immobili, le attrezzature ed il personale degli istituti del C.N.R. indicati all’articolo 2, comma 4 del presente decreto legislativo, confluiscono, senza oneri per l’ente, nel patrimonio e nel personale dell’I.N.A.F..

 

2. Le dotazioni organiche dell’INAF sono ridefinite, ai sensi dell'articolo 34, commi 1 e 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come indicato nelle tabelle n. 1 e 2.

 

3. L’I.N.A.F. subentra in tutti i rapporti attivi e passivi degli istituti del C.N.R. di cui all’articolo 2, comma 4, ivi compresi tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato. Il personale in servizio a tempo indeterminato mantiene il proprio stato giuridico.

 

4. Il decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 296 è abrogato.