Fonte: CODEX, una iniziativa di JURA e Infosistemi



D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382.
"Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonchŔ sperimentazione organizzativa e didattica."

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 1980, n. 209, Serie Ordinaria


    
                                TITOLO I


                                 Capo I
    Nuovo assetto della docenza universitaria, istituzione del ruolo
		  dei ricercatori e piano di sviluppo

      1. Ruolo dei professori universitari e istituzione del ruolo dei
    ricercatori. Il ruolo dei professori universitari comprende le
    seguenti fasce:
        a) professori straordinari e ordinari;
        b) professori associati.
      Le norme di cui ai successivi articoli assicurano, nell'unitarieta`
    della  funzione  docente,  la  distinzione  dei  compiti  e  delle
    responsabilita`  dei  professori  ordinari  e  di  quelli associati,
    inquadrandoli in  due fasce  di  carattere funzionale,  con  uguale
    garanzia di liberta` didattica e di ricerca.
      I  professori  universitari  di  ruolo  adempiono  ai  compiti
    didattici nei corsi di  laurea,  nei  corsi  di  diploma,  nelle
    scuole  speciali  e  nelle  scuole  di  specializzazione  e   di
    perfezionamento.
      Possono essere chiamati a cooperare alle attivita`  di  docenza
    professori a contratto, ai sensi del successivo art. 25.
      E' istituito il ruolo dei ricercatori universitari.
      Non e` consentito il conferimento di incarichi di insegnamento.


    
      2.  Piano  di  sviluppo  dell'Universita`.   Individuazione   e
    ripartizione dei posti di professore universitario di  ruolo  da
    bandire per concorso. ─ Il Ministro della  pubblica  istruzione,
    sulla base delle indicazioni delle Universita', che  acquisiscono
    il parere delle facolta', nonch‚  delle  ipotesi  di  vincolo  di
    entrata ─ formulate  dal  CIPE  su  proposta  del  Ministro  del
    bilancio, di concerto  con  quelli  del  tesoro,  delle  finanze
    nonch‚ del Ministro incaricato del coordinamento  della  ricerca
    scientifica e tecnologica ─ elabora ogni quadriennio, sentito il
    Consiglio universitario nazionale (C.U.N.), un piano di sviluppo
    dell'Universita'  ai  fini   dell'adeguamento   delle   strutture
    didattiche e scientifiche, con particolate previsioni di  spesa,
    e individua i settori disciplinari da sviluppare e  le  modalita'
    per il loro  incremento  nel  quadriennio,  tenuto  conto  della
    dinamica accertata e presunta della popolazione studentesca  nei
    diversi corsi di laurea, del relativo numero  di  professori  di
    ruolo e di ricercatori afferenti  ai  corsi,  dei  programmi  di
    sviluppo della ricerca scientifica  e  dei  prevedibili  sbocchi
    professionali nei diversi  settori  nonch‚  delle  necessita'  di
    riequilibrio fra le diverse sedi.
      Per predisporre il piano quadriennale di sviluppo il Consiglio
    universitario nazionale formula preventivamente i raggruppamenti
    di discipline ed indica i criteri oggettivi per la ripatrtizione
    dei nuovi posti fra le facolta'.
      Lo schema del piano  di  sviluppo  formulato  dal  Ministro  e'
    trasmesso, almeno sei mesi prima dell'inizio del quadriennio cui
    si  riferisce,  alle  Universita'  affinch‚  esprimano  le   loro
    osservazioni entro i successivi tre mesi. Scaduto tale  termine,
    il Ministro della pubblica istruzione, acquisito il  parere  del
    Consiglio universitario nazionale,  che  deve  pronunciarsi  nel
    termine di due mesi, adotta, con proprio decreto,  il  piano  di
    sviluppo.
      Almeno tre mesi prima dell'inizio del biennio  cui  si  devono
    riferire i bandi di concorso, i rettori inoltrano al Ministro le
    richieste formulate dai consigli di facolta', sentiti i  consigli
    di corso di laurea, per i nuovi posti di professore ordinario  e
    di professore associato, divisi per raggruppamento  disciplinare
    e per corsi, indicando per ciascuna facolta' e  corso  di  laurea
    gli insegnamenti ad essi afferenti,  il  numero  dei  professori
    ordinari, straordinari e associati  in  servizio,  distinti  per
    raggruppamenti  disciplinari,  ed  il  numero   degli   studenti
    iscritti per ciascun anno di corso degli ultimi tre anni.
      Il Ministro della pubblica istruzione provvedera' alle relative
    assegnazioni, procedendo anche ad un  confronto  delle  esigenze
    delle diverse facolta'.
      L'assegnazione dei nuovi posti di professore  ordinario  e  di
    associato e' effettuata sulla base del piano, su richiesta  delle
    facolta' interessate, in relazione  alle  esigenze  didattiche  e
    scientifiche individuate nel piano di sviluppo delle  Universita'
    di cui ai precedenti commi.
      Il primo piano quadriennale riguardera' il quadriennio che avra'
    inizio con l'anno accademico 1982-83. Per  gli  anni  accademici
    1980-81 e 1981-82 il Ministro della pubblica istruzione, sentito
    il Consiglio universitario nazionale, formula un piano  biennale
    transitorio, che tiene conto anche delle  esigenze  delle  nuove
    Universita' di cui si programma l'istituzione o la statizzazione.
    Tale piano biennale indica i termini entro i quali i consigli di
    facolta', sentiti i consigli di corso di laurea, devono formulare
    le richieste per i posti di  professore  ordinario  o  associato
    relativi al primo biennio.

                                CAPO II

      3. Dotazione organica della fascia dei professori ordinari.  ─
    La dotazione organica della fascia  dei  professori  ordinari  e'
    fissata in 15.000 posti.
      I concorsi relativi ai posti  non  coperti  e  che  non  siano
    destinati ai trasferimenti, sono banditi fino al  raggiungimento
    della  dotazione  organica  di  cui  al  precedente  comma,  con
    periodicita'  biennale,  nell'ambito  del  piano  dello  sviluppo
    universitario di cui all'articolo 2, nel termine massimo  di  un
    decennio, a partire dall'anno accademico 1980-81.
      Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, da emanare
    entro  novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore  del   presente
    decreto, e' disposta l'assegnazione  alle  facolta'  di  posti  di
    professore ordinario per il riassorbimento degli  attuali  posti
    in soprannumero e dei posti convenzionati.
      Fino alla scadenza delle convenzioni in  corso  restano  fermi
    gli oneri a carico  degli  enti  sovventori  e  l'obbligo  delle
    Universita' di versare in conto entrata tesoro le somme percepite
    a tal fine.


    
      4. Assegnazione  di  posti  di  professore  ordinario  per  le
    chiamate di studiosi stranieri. ─  Il  Ministro  della  pubblica
    istruzione, su richiesta delle facolta' e su parere del Consiglio
    universitario nazionale, puo' riservare una percentuale di  posti
    di professore ordinario non  superiore  al  5  per  cento  della
    dotazione organica di ogni singola  facolta',  alle  proposte  di
    chiamata diretta, da parte delle facolta', di  studiosi  eminenti
    di nazionalita' non italiana che occupino  analoga  posizione  in
    Universita' straniere.
      La  proposta  di  chiamata  deve  essere   adottata   con   la
    maggioranza dei due terzi dei professori ordinari del  consiglio
    di facolta', che si pronuncia  sulla  qualita'  scientifica  dello
    studioso. La proposta e' accompagnata da una  motivata  relazione
    che illustra la figura scientifica del  candidato.  Il  Ministro
    della pubblica istruzione dispone l'assegnazione del posto e  la
    nomina del  professore  con  proprio  decreto,  determinando  la
    relativa  classe  di   stipendio   corrispondente   sulla   base
    dell'anzianita'  di  docenza  e  di  ogni   altro   elemento   di
    valutazione.
      I  posti  di  professore  ordinario  assegnati  ai  sensi  del
    presente  articolo  sono  recuperati  in   caso   di   rinuncia,
    trasferimento o cessazione dal servizio dei loro titolari.
      Restano in vigore  le  norme  che  regolano  l'ammissione  dei
    cittadini stranieri ai concorsi ai posti di ruolo di  professore
    universitario.


    
      5. Norme particolari  per  l'assegnazione  di  contingenti  di
    posti. ─ Nell'assegnazione dei posti di professore ordinario  da
    mettere biennalmente a  concorso,  il  Ministro  della  pubblica
    istruzione  deve  tenere  conto,  anche  in  deroga  ai  criteri
    programmatici  stabiliti  nel  piano  formulato  ai  sensi   del
    precedente art. 2 e nel limite del 20 per  cento  dei  posti  da
    assegnare, delle eventuali richieste avanzate, per le discipline
    ricoperte, da professori associati  che  abbiano  maturato  nove
    anni di insegnamento in qualita' di professore  incaricato  nella
    stessa  disciplina  o  gruppi  di  discipline.  Tali  richieste,
    presentate alle facolta', devono essere inoltrate unitamente alle
    richieste della facolta' .
      Se le  richieste  sono  in  numero  superiore,  i  posti  sono
    concessi,  sino  alla  copertura  della  percentuale   indicata,
    secondo una graduatoria formulata in base ai  criteri  stabiliti
    in precedenza dal Ministro della pubblica istruzione, sentito il
    parere del Consiglio universitario nazionale.
      Il Ministro della pubblica istruzione, su parere del Consiglio
    universitario nazionale,  assegna  i  posti  all'organico  delle
    facolta' cui appartengono i richiedenti, nei limiti  del  20  per
    cento di quelli da attribuire nel complesso in base  ai  criteri
    di programmazione .


    
        6. Straordinario.  ─  All'atto  della  nomina  i  professori
    conseguono la qualifica di straordinario per la  durata  di  tre
    anni accademici.
      Le norme  del  presente  decreto  che  contemplano  professori
    ordinari si intendono riferite anche ai professori straordinari,
    fatte salve le disposizioni riservate ai professori che  abbiano
    conseguito la nomina ad ordinario.
      Restano  ferme  le  vigenti  disposizioni  per  la  nomina  ad
    ordinario.
      Restano altresi' ferme le disposizioni relative  alla  verifica
    dell'attivita' scientifica e  all'attivita'  didattica  necessarie
    per la nomina ad ordinario.


    
      7. Liberta' di insegnamento e  di  ricerca  scientifica.  ─  Ai
    professori universitari e' garantita liberta' di insegnamento e di
    ricerca scientifica.
      Il consiglio di facolta', in caso  di  pluralita'  di  corsi  di
    laurea, coordina annualmente, con il concorso  dei  dipartimenti
    interessati,  in  quando  istituiti,  le   attivita'   didattiche
    programmate dai consigli di  corso  di  laurea,  secondo  quanto
    previsto dal successivo art. 94, quelle delle scuole  dirette  a
    fini  speciali,  delle   scuole   di   specializzazione   e   di
    perfezionamento,  l'attivita'  di  corsi  integrativi  di  quelli
    ufficiali, da affidare a professori a contratto e gli studi  per
    il conseguimento del dottorato  di  ricerca  ove  istituito.  Il
    consiglio di facolta' definisce,  con  il  consenso  dei  singoli
    professori  interessati,  le  modalita'  di  assolvimento   delle
    predette   attivita',   tenuto   conto   delle   possibilita'   di
    utilizzazione didattica  dei  professori  stessi  ai  sensi  del
    successivo art. 9.
      Nel  caso  di  pluralita'  di  corsi   relativi   al   medesimo
    insegnamento sono consentite forme didattiche di coordinamento e
    di interscambio d'intesa tra i rispettivi professori.
      E'  consentita  l'organizzazione  della  didattica  in   cicli
    coordinati, anche di durata inferiore all'anno.


    
      8. Inamovibilita' e trasferimenti. ─ I professori ordinari sono
    inamovibili e non sono tenuti a prestare giuramento.
      I professori ordinari possono essere trasferiti, a domanda, ad
    altro insegnamento della stessa facolta' o di altra facolta' della
    stessa Universita', ovvero, dopo un triennio di servizio prestato
    nella medesima Universita', anche ad  altra  Universita',  con  le
    procedure di cui all'art. 93 del testo unico 31 agosto 1933,  n.
    1592 , e dell'art. 3 del decreto legislativo 5  aprile  1945,
    n. 238. La domanda di trasferimento  puo'  essere  presentata
    dall'interessato anche nel corso del terzo  anno  di  permanenza
    nell'Universita'.


    
        9. Utilizzazione  temporanea  per  insegnamenti  diversi  da
    quello  di  titolarita'.  ─  Il   professore   ordinario,   nella
    salvaguardia della liberta' di insegnamento e di ricerca e con il
    suo consenso, puo' essere temporaneamente utilizzato  nell'ambito
    della stessa facolta' o scuola o dipartimento per lo  svolgimento
    delle attivita' didattiche previste nei successivi commi.
      In base ai programmi determinati ai sensi del precedente  art.
    7, al professore  ordinario  puo'  essere  affidato  con  il  suo
    consenso lo svolgimento, in  sostituzione  dell'insegnamento  di
    cui e' titolare, di un corso di insegnamento in  materia  diversa
    purch‚ compresa nello stesso  raggruppamento  concorsuale  o  in
    altri   raggruppamenti   riconosciuti   affini   dal   Consiglio
    universitario nazionale. Al termine del corso il  professore  ha
    diritto di  riassumere  l'insegnamento  di  cui  e'  titolare.  I
    professori ordinari titolari di corsi non seguiti sono tenuti  a
    svolgere un secondo insegnamento.
      Al professore ordinario puo' altresi' essere affidato con il suo
    consenso  lo  svolgimento  di  attivita'  didattiche   aggiuntive
    rispetto a quello dei corsi  di  insegnamento  previsti  per  il
    conseguimento  del  diploma  di  laurea,  incluse  le   attivita'
    relative ai corsi nelle  scuole  dirette  a  fini  speciali,  di
    specializzazione e di perfezionamento  e  le  attivita'  relative
    agli studi per il conseguimento del dottorato  di  ricerca,  ove
    istituito. Il consiglio di  facolta',  sempre  nell'ambito  della
    programmazione didattica annuale di cui al  precedente  art.  7,
    ripartisce le predette  attivita'  didattiche  tra  i  professori
    interessati e con il  loro  consenso,  in  modo  da  distribuire
    uniformemente il carico didattico.
      In ogni caso l'impegno didattico complessivamente  considerato
    del professore non puo' essere inferiore all'impegno  orario  per
    l'attivita' didattica previsto dal successivo art. 10.
      I consigli delle facolta' o scuole possono altresi'  affidare  a
    titolo gratuito ai professori ordinari,  con  il  loro  consenso
    ovvero su loro richiesta e nell'ambito della stessa facolta',  lo
    svolgimento di un secondo insegnamento per materia affine.
      In caso di indisponibilita' dei  titolari,  e  sempre  che  sia
    necessaria  la  conservazione  dell'insegnamento   e   non   sia
    possibile provvedere  diversamente,  i  consigli  delle  facolta'
    possono per i posti di ruolo i cui titolari siano  indisponibili
    conferire  supplenze,  con  il  loro  consenso,   a   professori
    appartenenti alla stessa  facolta'  della  stessa  materia  o  di
    materie che, sulla base dei raggruppamenti concorsuali  previsti
    dal  Consiglio  universitario  nazionale,  sia  da   considerare
    affine; in mancanza, con  motivata  deliberazione  in  relazione
    alla effettiva necessita', previo nulla osta del  Ministro  della
    pubblica istruzione, a professori di altra facolta' della  stessa
    universita' o a professori  di  altra  universita'.  La  supplenza
    svolta nei limiti dell'impegno  orario  complessivo  di  cui  al
    successivo art. 10 e' affidata a titolo gratuito .


    
      10. Doveri didattici dei professori. ─  Fermi  restando  tutti
    gli  altri  obblighi  previsti  dalle  vigenti  disposizioni,  i
    professori ordinari per  le  attivita'  didattiche,  compresa  la
    partecipazione alle commissioni d'esame e  alle  commissioni  di
    laurea, devono assicurare la loro presenza per non meno  di  250
    ore annuali distribuite in forma e secondo modalita' da  definire
    ai sensi del secondo comma del precedente art. 7.
      Sono altresi' tenuti ad  assicurare  il  loro  impegno  per  la
    partecipazione agli organi collegiali e di  governo  dell'Ateneo
    secondo i compiti previsti per ciascuna fascia. I  professori  a
    tempo pieno sono tenuti anche a garantire la loro  presenza  per
    non meno di altre 100 ore annuali per  le  attivita'  di  cui  al
    successivo  comma  quarto  e  per  l'assolvimento   di   compiti
    organizzativi interni.
      La ripartizione di  tali  attivita'  e  compiti  e'  determinata
    all'inizio di ogni anno accademico d'intesa tra  i  consigli  di
    facolta' e di corso di laurea, con  il  consenso  del  professore
    interessato.
      Le  attivita'  didattiche  comprendono   sia   lo   svolgimento
    dell'insegnamento   nelle   varie   forme   previste,   sia   lo
    svolgimento, nell'ambito di appositi servizi  predisposti  dalle
    facolta', di  compiti  di  orientamento  per  gli  studenti,  con
    particolare  riferimento  alla  predisposizione  dei  piani   di
    studio, ai fini anche delle opportune modifiche ed  integrazioni
    sulla base dei risultati  conseguiti  dagli  studenti  stessi  e
    delle  loro  meglio  individuate   attitudini   e   sopravvenute
    esigenze.


    
        11. Tempo pieno e tempo definito. ─ L'impegno dei professori
    ordinari e' a tempo pieno o a tempo definito.
      Ciascun professore puo' optare tra il regime a tempo  pieno  ed
    il regime a tempo definito. La scelta va esercitata con  domanda
    da presentare al rettore almeno sei mesi  prima  dell'inizio  di
    ogni anno accademico.  Essa  obbliga  al  rispetto  dell'impegno
    assunto per almeno un biennio.
      L'opzione puo' essere esercitata non oltre l'inizio del biennio
    precedente il collocamento fuori  ruolo  di  cui  al  successivo
    articolo 19,  salvo  che  in  sede  di  prima  applicazione  del
    presente  decreto.  La  predetta  limitazione  non  si   applica
    allorch‚ dal regime di impegno a tempo pieno si opta per  quello
    a tempo definito .
      Il regime d'impegno a tempo definito:
        a) e' incompatibile con  le  funzioni  di  rettore,  preside,
    membro elettivo del consiglio di amministrazione,  direttore  di
    dipartimento e direttore dei corsi di dottorato di ricerca;
        b)  e'   compatibile   con   lo   svolgimento   di   attivita'
    professionali e di attivita'  di  consulenza  anche  continuativa
    esterne  e  con  l'assunzione  di  incarichi  retribuiti  ma   e'
    incompatibile con l'esercizio del commercio e dell'industria.
      Il regime a tempo pieno:
        a) e' incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi  attivita'
    professionale e di consulenza  esterna  e  con  l'assunzione  di
    qualsiasi incarico retribuito e con l'esercizio del commercio  e
    dell'industria; sono fatte salve le  perizie  giudiziarie  e  la
    partecipazione ad organi di consulenza tecnico-scientifica dello
    Stato, degli enti pubblici territoriali e degli enti di ricerca,
    nonch‚   le   attivita',   comunque   svolte,   per   conto    di
    amministrazioni  dello  Stato,  enti  pubblici  e  organismi   a
    prevalente partecipazione  statale  purch‚  prestate  in  quanto
    esperti nel proprio campo  disciplinare  e  compatibilmente  con
    l'assolvimento dei propri compiti istituzionali ;
        b) e' compatibile con lo svolgimento di attivita' scientifiche
    e   pubblicistiche,   espletate   al   di   fuori   di   compiti
    istituzionali, nonch‚ con lo svolgimento di attivita' didattiche,
    comprese quelle  di  partecipazione  a  corsi  di  aggiornamento
    professionale, di istruzione permanente e ricorrente  svolte  in
    concorso  con  enti   pubblici,   purch‚   tali   attivita'   non
    corrispondano ad alcun esercizio professionale ;
        c)  da'  titolo  preferenziale  per  la  partecipazione  alle
    attivita' relative  alle  consulenze  o  ricerche  affidate  alle
    Universita' con convenzioni o contratti da altre  amministrazioni
    pubbliche, da enti o privati, compatibilmente con le  specifiche
    esigenze del committente e della natura della commessa.
      I nominativi dei professori ordinari che hanno optato  per  il
    tempo pieno vengono comunicati, a cura del  rettore,  all'ordine
    professionale al cui albo i  professori  risultino  iscritti  al
    fine della loro inclusione in un elenco speciale.
      Le incompatibilita' di cui al comma quarto, lettera a), operano
    al momento dell'assunzione di una delle funzioni  ivi  previste,
    con il contestuale automatico passaggio al regime di  impegno  a
    tempo  pieno.  A  tal  fine,  e'  necessario  che  l'interessato,
    all'atto della presentazione della propria candidatura,  produca
    una preventiva dichiarazione di opzione per il regime di impegno
    a tempo pieno in caso di nomina .


    
      12. Direzione di istituti e  laboratori  extrauniversitari  di
    ricerca. ─ Con decreto del Ministro della  pubblica  istruzione,
    su conforme parere del rettore  e  dei  consigli  delle  facolta'
    interessate, i professori ordinari,  straordinari  ed  associati
    possono essere autorizzati a dirigere istituti  e  laboratori  e
    centri del Consiglio nazionale delle ricerche o istituti ed enti
    di ricerca a carattere nazionale o regionale 
      I professori di ruolo possono essere collocati  a  domanda  in
    aspettativa  per  la  direzione   di   istituti   e   laboratori
    extrauniversitari di ricerca nazionali e internazionali.
      I professori chiamati a dirigere  istituti  o  laboratori  del
    Consiglio nazionale delle ricerche e di altri enti  pubblici  di
    ricerca possono essere collocati in aspettativa con assegni.
      L'aspettativa  e'  concessa  con  decreto  del  Ministro  della
    pubblica  istruzione,  su  parere  del  Consiglio  universitario
    nazionale, che considerera' le caratteristiche  e  le  dimensioni
    dell'istituto o laboratorio nonch‚  l'impegno  che  la  funzione
    direttiva richiede.
      Durante il periodo  dell'aspettativa  ai  professori  ordinari
    competono eventualmente le  indennita'  a  carico  degli  enti  o
    istituti  di  ricerca  ed  eventualmente  la  retribuzione   ove
    l'aspettativa sia senza assegni.
      Il periodo dell'aspettativa e' utile ai fini della progressione
    della carriera, ivi compreso il conseguimento dell'ordinariato e
    ai fini del trattamento di previdenza e di quiescenza secondo le
    disposizioni vigenti.
      Ai professori collocati in aspettativa  e'  garantita,  con  le
    modalita'  di  cui  al  5°  comma  del  successivo  art.  13,  la
    possibilita'  di  svolgere,  presso  l'Universita'  in  cui   sono
    titolari, cicli di conferenze, attivita' seminariali  e  attivita'
    di ricerca, anche applicativa. Si applica  nei  loro  confronti,
    per la partecipazione agli organi universitari cui hanno titolo,
    la previsione di cui ai comma terzo e quarto dell'art. 14, L. 18
    marzo 1958, n. 311 .
      La direzione dei centri del Consiglio nazionale delle ricerche
    e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare operanti presso  le
    universita' puo' essere affidata ai professori di ruolo come parte
    delle loro attivita' di ricerca e senza  limitazione  delle  loro
    funzioni universitarie. Essa e' rinnovabile con  il  rinnovo  del
    contratto con  il  Consiglio  nazionale  delle  ricerche  e  con
    l'Istituto nazionale di fisica nucleare.
      Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano  anche
    con riferimento alla direzione di centri di  ricerca  costituiti
    presso le universita' per contratto o per convenzione  con  altri
    enti pubblici  che  non  abbiano  la  natura  di  enti  pubblici
    economici 


    
        13.   Aspettativa    obbligatoria    per    situazioni    di
    incompatibilita'. ─ Ferme restando  le  disposizioni  vigenti  in
    materia di divieto di  cumulo  dell'ufficio  di  professore  con
    altri impieghi pubblici o privati,  il  professore  ordinario  e'
    collocato d'ufficio in aspettativa per la  durata  della  carica
    del mandato o dell'ufficio nei seguenti casi:
        1) elezione al Parlamento nazionale od europeo;
        2) nomina  alla  carica  di  Presidente  del  Consiglio  dei
    Ministri, di Ministro o di Sottosegretario di Stato;
        3) nomina a componente delle istituzioni dell'Unione europea
    ;
        3-bis)  nomina  a  componente  di  organi   ed   istituzioni
    specializzate  delle  Nazioni  Unite  che  comporti  un  impegno
    incompatibile con l'assolvimento delle  funzioni  di  professore
    universitario;
        4) [nomina a giudice della Corte costituzionale]
        5) nomina a  presidente  o  vice  presidente  del  Consiglio
    nazionale dell'economia e del lavoro;
        6)  [nomina  a  membro   del   Consiglio   superiore   della
    magistratura;
        7) nomina a presidente o componente della giunta regionale e
    a presidente del consiglio regionale;
        8) nomina a presidente della giunta provinciale;
        9) nomina a sindaco del comune capoluogo di provincia;
        10) nomina alle cariche  di  presidente,  di  amministratore
    delegato di enti pubblici a carattere nazionale,  interregionale
    o  regionale,  di  enti  pubblici  economici,   di   societa'   a
    partecipazione pubblica, anche a fini di lucro. Restano in  ogni
    caso escluse le cariche comunque direttive di enti  a  carattere
    prevalentemente culturale o scientifico e la presidenza,  sempre
    che  non  remunerata,  di  case  editrici  di  pubblicazioni   a
    carattere scientifico;
        11) nomina a direttore, condirettore  e  vice  direttore  di
    giornale quotidiano o a  posizione  corrispondente  del  settore
    dell'informazione radio-televisiva;
        12) nomina a presidente o segretario  nazionale  di  partiti
    rappresentati in Parlamento;
        13) nomine ad incarichi dirigenziali di cui all'art. 16  del
    D.P.R. 30 giugno 1972, n. 748,  o  comunque  previsti  da  altre
    leggi  presso  le  amministrazioni  dello  Stato,  le  pubbliche
    amministrazioni o enti pubblici economici .
      Hanno  diritto  a  richiedere  una  limitazione  dell'attivita'
    didattica i professori di  ruolo  che  ricoprano  la  carica  di
    rettore,  pro-rettore,  preside  di  facolta'  e   direttori   di
    dipartimento, di presidente di consiglio di corso di laurea,  di
    componente del Consiglio universitario nazionale. La limitazione
    e'  concessa  con  provvedimento  del  Ministro  della   pubblica
    istruzione e non dispensa  dall'obbligo  di  svolgere  il  corso
    ufficiale.
      Il professore che venga a trovarsi in una delle situazioni  di
    incompatibilita'  di  cui  ai   precedenti   commi   deve   darne
    comunicazione, all'atto della nomina, al rettore, che adotta  il
    provvedimento di collocamento in aspettativa per la durata della
    carica, del mandato o dell'ufficio. Nel periodo dell'aspettativa
    e' corrisposto il  trattamento  economico  previsto  dalle  norme
    vigenti per gli impiegati civili dello Stato che versano in  una
    delle situazioni indicate nel primo comma.  E'  fatto  salvo  il
    disposto dell'art. 47, secondo  comma,  della  legge  24  aprile
    1980,  n.  146 .  In   mancanza   di   tali   disposizioni
    l'aspettativa e' senza assegni.
      Il periodo dell'aspettativa, anche quando  questo  ultimo  sia
    senza  assegni,  e'  utile  ai  fini  della  progressione   nella
    carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza  secondo
    le norme vigenti, nonch‚ della maturazione dello straordinariato
    ai sensi del precedente art. 6.
      Qualora l'incarico per il quale e' prevista l'aspettativa senza
    assegni non comporti, da parte dell'ente, istituto o societa', la
    corresponsione di una indennita' di carica si  applicano,  a  far
    tempo dal momento in cui e' cominciata a decorrere l'aspettativa,
    le disposizioni di cui  alla  L.  12  dicembre  1966,  n.  1078.
    Qualora si tratti degli incarichi previsti ai nn. 10), 11) e 12)
    del presente articolo, gli oneri di cui al  n.  3)  dell'art.  3
    della citata L.  12  dicembre  1966,  n.  1078,  sono  a  carico
    dell'ente, istituto o societa' .
      I professori collocati in aspettativa conservano il  titolo  a
    partecipare agli organi universitari cui  appartengono,  con  le
    modalita' previste dall'art. 14, terzo e quarto comma,  della  L.
    18 marzo 1958, n. 311; essi mantengono il solo elettorato attivo
    per la formazione delle commissioni di concorso e per l'elezione
    delle cariche accademiche previste dal precedente secondo  comma
    ed hanno la possibilita' di svolgere,  nel  quadro  dell'attivita'
    didattica programmata dal  consiglio  di  corso  di  laurea,  di
    dottorato di ricerca, delle scuole di specializzazione  e  delle
    scuole a fini speciali, cicli di  conferenze  e  di  lezioni  ed
    attivita' seminariali anche nell'ambito dei  corsi  ufficiali  di
    insegnamento, d'intesa con il titolare del corso,  del  quale  e'
    comunque  loro  preclusa  la  titolarita'.  E'  garantita   loro,
    altresi', la possibilita' di svolgere attivita'  di  ricerca  anche
    applicativa,  con  modalita'  da  determinare  d'intesa  tra   il
    professore ed il consiglio di facolta' e sentito il consiglio  di
    istituto o di dipartimento, ove  istituito,  e  di  accedere  ai
    fondi  per  la  ricerca   scientifica.   Per   quanto   concerne
    l'esclusione della possibilita' di far parte delle commissioni di
    concorso sono fatte salve le situazioni di  incompatibilita'  che
    si verifichino successivamente alla nomina dei componenti  delle
    commissioni .
      Il presente articolo si applica anche ai professori  collocati
    fuori ruolo per limiti di eta'.


    
      14.  Aspettativa  dei  professori   che   passano   ad   altra
    amministrazione. ─ Il professore universitario,  che  assume  un
    nuovo impiego con altra amministrazione statale  o  pubblica,  e'
    collocato in aspettativa per tutto il periodo di prova richiesto
    per  la  conferma  in  ruolo.  Al  termine   di   tale   periodo
    l'interessato puo' riassumere servizio presso l'Universita'  entro
    i successivi trenta giorni e, in mancanza,  decade  dall'ufficio
    di professore.
      Il periodo di aspettativa, di cui al precedente comma,  non  e'
    computabile n‚ ai fini economici n‚ ai fini giuridici.
      Le stesse norme si applicano  agli  assistenti  del  ruolo  ad
    esaurimento.


    
        15. Inosservanza del regime  delle  incompatibilita'.  ─  Nel
    caso di divieto di cumulo dell'ufficio di professore ordinario o
    fuori ruolo con altri impieghi pubblici o privati,  l'assunzione
    del nuovo impiego pubblico comporta  la  cessazione  di  diritto
    dall'ufficio di professore, salvo quanto disposto dal precedente
    art. 14.
      Nel caso di  cumulo  con  impieghi  privati  si  applicano  le
    disposizioni    previste    dai     successivi     commi     per
    l'incompatibilita'.
      Il   professore   ordinario   che   violi   le   norme   sulle
    incompatibilita'  e'  diffidato  dal  rettore  a   cessare   dalla
    situazione di incompatibilita'.
      La  circostanza  che  il  professore  abbia  ottemperato  alla
    diffida non preclude l'eventuale azione disciplinare.
      Decorsi   quindici   giorni   dalla    diffida    senza    che
    l'incompatibilita'   sia   cessata,    il    professore    decade
    dall'ufficio.
      Alla dichiarazione di decadenza si provvede  con  decreto  del
    Ministro della pubblica  istruzione  su  proposta  del  rettore,
    sentito il Consiglio Universitario nazionale.


    
      16.  Funzioni  direttive  e  di  coordinamento  riservate   al
    professore  ordinario.  ─  Ferme  restando  le   incompatibilita'
    previste dal precedente art. 13, sono  riservate  ai  professori
    ordinari le funzioni di rettore, preside di  facolta',  direttore
    di dipartimento e di consiglio di corso  di  laurea,  nonch‚  le
    funzioni di coordinamento dei corsi di dottorato di ricerca e le
    funzioni di coordinamento tra i gruppi di ricerca.
      E' riservata di norma  ai  professori  ordinari  la  direzione
    degli  istituti,  delle   scuole   di   perfezionamento   e   di
    specializzazione e delle scuole dirette a fini speciali.
      In caso di motivato impedimento degli stessi la  direzione  di
    detti istituti e scuole e' affidata a professori associati.


    
        17. Alleanza dei periodi di  insegnamento  e  di  ricerca  e
    congedi  dei  professori  ordinari  per  attivita'  didattiche  e
    scientifiche  anche  in   Universita'   o   Istituti   esteri   o
    internazionali. ─ Al fine di  garantire  e  favorire  una  piena
    commutabilita' tra insegnamento e ricerca, il  rettore  puo',  con
    proprio decreto, autorizzare  il  professore  universitario  che
    abbia conseguito la nomina ad ondinario, ovvero la  conferma  in
    ruolo di professore associato,  su  sua  domanda  e  sentito  il
    consiglio della facolta' interessata, a dedicarsi  periodicamente
    ad esclusive attivita' di ricerca scientifica in  istituzioni  di
    ricerca italiane, estere e internazionali  complessivamente  per
    non piu' di due anni accademici in un decennio.
      Nel concedere le autorizzazioni di cui al precedente comma, il
    rettore  dovra'  tener  conto  delle  esigenze  di  funzionamento
    dell'Universita' distribuendo nel tempo le autorizzazioni  stesse
    con un criterio di rotazione tra i docenti che eventualmente  le
    richiedano.
      I  risultati  dell'attivita'  di  ricerca  sono  comunicati  al
    rettore e al consiglio di facolta' con  le  modalita'  di  cui  al
    successivo art. 18.
      I  periodi  di  esclusiva  attivita'  scientifica,   anche   se
    trascorsi all'estero, sono validi agli effetti della carriera  e
    del trattamento economico, ma non danno diritto all'indennita' di
    missione.
      Per i casi di eccezionali e giustificate ragioni di  studio  o
    di ricerca scientifica, resta fermo quanto disposto dall'art. 10
    della legge 18 marzo 1958, n. 311 .
      Restano altresi' ferme le vigenti disposizioni  concernenti  il
    collocamento a disposizione del Ministero  degli  affari  esteri
    per incarichi di insegnamento o altri incarichi  all'estero  dei
    professori di ruolo.
      Il periodo trascorso all'estero per attivita' di ricerca  o  di
    insegnamento e' utile anche per il conseguimento del triennio  di
    straordinario.
      I professori che assumano  insegnamento  o  siano  chiamati  a
    svolgere attivita' scientifica nelle Universita' dei  Paesi  della
    Comunita' europea,  ovvero  presso  i  centri  o  le  istituzioni
    internazionali di ricerca possono  essere  soggetti,  in  quanto
    compatibile, alla normativa, se piu' favorevole,  che  disciplina
    l'attivita' dei docenti o ricercatori di quelle istituzioni.
      In tali casi i professori di cui al precedente  comma  possono
    essere collocati fuori ruolo, in deroga alle vigenti  procedure,
    con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di  concerto
    con  il  Ministro  del  tesoro  e  degli   affari   esteri   che
    disciplinera' anche il regime giuridico ed economico del  periodo
    di attivita' all'estero.
      In ogni caso il docente ha diritto  a  riassumere  il  proprio
    ufficio all'atto della cessazione del rapporto con  l'Universita'
    o l'ente estero o internazionale.


    
      18. Promozione e verifica  della  produzione  scientifica  del
    professore ordinario. ─ Il professore  universitario  che  abbia
    conseguito la nomina ad ordinario e' tenuto a presentare ogni tre
    anni, al consiglio della facolta' a cui appartiene, una relazione
    sul lavoro scientifico svolto  nel  corso  del  triennio  stesso
    corredata della relativa documentazione. Tali atti devono essere
    depositati   presso   l'Istituto   di   appartenenza   e    resi
    consultabili.
      Il Consiglio di facolta' da'  atto  dell'avvenuta  presentazione
    della relazione e ne riferisce nel rapporto annuale sullo  stato
    della ricerca da inviare anche  al  senato  accademico,  che  ne
    terra' conto in sede di parere sulla  ripartizione  dei  fondi  a
    disposizione dell'ateneo per la ricerca.


    
        19. Collocamento fuori ruolo e collocamento a  riposo.  ─  I
    professori ordinari  sono  collocati  fuori  ruolo  a  decorrere
    dall'inizio dell'anno accademico successivo  al  compimento  del
    sessantacinquesimo anno di eta' e a riposo cinque  anni  dopo  il
    collocamento fuori ruolo.
      Al professore  fuori  ruolo  si  appplicano  le  stesse  norme
    previste  per  i  professori  ordinari,   salvo   l'obbligo   di
    presentare la relazione di cui all'art. 18 e salvo che  non  sia
    diversamente disposto.
      La loro partecipazione all'attivita' didattica e scientifica  e
    agli organi accademici resta regolata dalle norme attualmente in
    vigore.
      Le competenti autorita' accademiche  determineranno  i  compiti
    didattici e scientifici dei professori fuori ruolo in  relazione
    al loro impegno a tempo pieno o a tempo definito .

                                Capo III
                          Professori associati

      20. Dotazione organica. ─ La dotazione organica  della  fascia
    dei professori associati e' fissata in 15.000 posti.
      Nella prima  applicazione  del  presente  decreto,  l'organico
    iniziale della predetta fascia e' corrispondente al numero  degli
    idonei che acquisiscono titolo, ai sensi dei successivi articoli
    da 50 a 53, alla nomina in ruolo. Tale numero, da accertare  con
    decreto del Ministero della pubblica istruzione, e'  incrementato
    di 6.000 posti.


    
      21. Copertura di posti. ─ I posti di professore associato  che
    si rendano liberi e vacanti possono essere coperti con  concorso
    o per trasferimento su richiesta delle facolta'.
      I 6.000 posti di cui al secondo comma del precedente  articolo
    sono coperti con concorso da bandire con  periodicita'  biennale,
    nell'arco di un decennio, nell'ambito del piano di  sviluppo  di
    cui all'art. 2.
      I posti coperti con i concorsi di cui  al  secondo  comma  del
    presente articolo e quelli del contingente  di  cui  al  secondo
    comma dell'articolo precedente destinati agli inquadramenti, che
    si rendono vacanti e disponibili, sono soppressi, a  conclusione
    delle  procedure  dei   trasferimenti,   fino   alla   riduzione
    dell'organico a livello definitivo di 15.000 stabilito nel primo
    comma del precedente articolo.  [Detti  trasferimenti,  sino  al
    raggiungimento  dell'organico   definitivo   di   15.000,   sono
    subordinati all'assenso della facolta' di appartenenza al fine di
    assicurare la conservazione del livello di  funzionamento  della
    medesima] .
      L'assegnazione dei posti di professore associato ha luogo  con
    le stesse modalita' indicate nel precedente art. 2.
      Nell'anno accademico  1980-81,  ove  non  fosse  stato  ancora
    predisposto il piano  pluriennale  di  sviluppo,  sara'  messo  a
    concorso il primo scaglione di posti di professore associato per
    un numero di 1.200, secondo criteri di distribuzione che saranno
    definiti sentito il parere del C.U.N.


    
      22. Stato giuridico  dei  professori  associati.  ─  Lo  stato
    giuridico dei professori associati e'  disciplinato  dalle  norme
    relative ai professori ordinari, ivi  comprese  quelle  relative
    all'autorita' competente  ad  adottare  i  provvedimenti  che  li
    riguardano, salvo che non sia diversamente disposto.
      Per  l'elezione  degli  organi  di   governo   degli   Atenei,
    l'elettorato  attivo  dei  professori  associati  e'   esercitato
    secondo le medesime norme previste per l'elettorato  attivo  dei
    professori ordinari.


    
      23. Conferma in ruolo. ─ Dopo un triennio  dall'ammissione  in
    ruolo, i professori associati sono sottoposti ad un giudizio  di
    conferma, anche sulla  base  di  una  relazione  delle  Facolta',
    sull'attivita'  didattica  e  scientifica  dell'interessato.   Il
    giudizio e' espresso da una  commissione  nominata  dal  Ministro
    della pubblica istruzione, composta, per ogni raggruppamento  di
    discipline, da tre professori di ruolo, di cui  due  ordinari  o
    straordinari e uno associato  confermato,  in  mancanza  da  tre
    ordinari o straordinari. I commissari  sono  designati  mediante
    sorteggio  dal  Consiglio   universitario   nazionale,   tra   i
    professori del raggruppamento di discipline o, in  mancanza,  di
    raggruppamenti affini. Della commissione non possono  far  parte
    professori  che  abbiano  gia'  fatto  parte  di  commissioni  di
    concorso nei raggruppamenti in cui  erano  candidati  professori
    associati sottoposti a giudizio di conferma.
      In caso di giudizio sfavorevole  i  professori  associati,  su
    parere conforme del Consiglio universitario  nazionale,  possono
    essere mantenuti in servizio per un altro  biennio,  al  termine
    del  quale  saranno  sottoposti  al  giudizio   di   una   nuova
    commissione. Ove non sia  concessa  la  proroga  ovvero  qualora
    anche il giudizio della  nuova  commissione  sia  sfavorevole  i
    professori associati sono dispensati dal servizio a  datare  dal
    mese successivo a quello in cui il giudizio sfavorevole nei loro
    riguardi e' divenuto definitivo.


    
        24. Collocamento a riposo. ─  I  professori  associati  sono
    collocati a riposo dall'inizio dell'anno  accademico  successivo
    al compimento del sessantacinquesimo anno di eta'.
      I professori  incaricati  stabilizzati  divenuti  associati  a
    seguito di giudizio di idoneita' conservano il diritto a rimanere
    in servizio sino al termine dell'anno accademico in cui compiono
    il settantesimo anno di eta' .

                                Capo IV
                         Professori a contratto

        25. Professori a contratto. ─ Con decreto del Ministro della
    pubblica   istruzione,   da   emanare   sentito   il   Consiglio
    universitario nazionale,  sono  annualmente  ripartiti,  tra  le
    Universita'  che  ne  abbiano  fatto   analitica   richiesta,   i
    finanziamenti destinati a consentire la nomina di  professore  a
    contratto per  l'attivazione  di  corsi  integrativi  di  quelli
    ufficiali impartiti nelle facolta', finalizzati  all'acquisizione
    di   significative   esperienze   teorico-pratiche    di    tipo
    specialistico provenienti dal mondo extrauniversitario ovvero di
    risultati   di   particolari   ricerche,   o   studi   di   alta
    qualificazione scientifica o professionale.
      Per l'attivazione dei corsi previsti dal precedente  comma,  i
    consigli di amministrazione, su proposta del senato accademico e
    nei   limiti   delle   disponibilita'   finanziarie   accreditate
    all'Ateneo   ed   iscritte   a   questo   scopo   nel   bilancio
    dell'Universita', assegnano i fondi alle facolta' o scuole che  in
    sede   di   programmazione   dell'attivita'   didattica   abbiano
    rappresentato  l'esigenza  di  promuoverli,  tenendo  anche   in
    particolare conto le necessita' di acquisizione  delle  tematiche
    connesse  allo  sviluppo  culturale  e   scientifico   dell'area
    comunitaria europea.
      Le facolta' o scuole, d'intesa  con  i  consigli  di  corso  di
    laurea, determinano i corsi integrativi di quelli  ufficiali  da
    attivare nei corsi di laurea, in misura non superiore al  decimo
    degli  insegnamenti  ufficiali  impartiti  in  ciascuna  facolta'
    designando, con motivata deliberazione che sara' adottata sentiti
    i Consigli di istituto o  di  dipartimento,  ove  istituito,  lo
    studioso ed esperto al  quale  affidare  il  corso  integrativo,
    prefissandone  altresi'  le  prestazioni  ed   il   compenso   da
    corrispondere. Lo  studioso  od  esperto  puo'  essere  anche  un
    dipendente dell'amministrazione dello Stato o di  enti  pubblici
    di ricerca ovvero un docente di Universita'  estere,  purch‚  non
    insegni in Universita' italiane.
      La sua alta qualificazione scientifica  o  professionale  sara'
    comprovata  da  pubblicazioni  scientifiche  o  dalle  posizioni
    ricoperte nella vita professionale economica ed amministrativa.
      Il  Rettore,  in  esecuzione  della  delibera  della  Facolta',
    stipula il relativo contratto di diritto privato e determina con
    il designato  la  corresponsione  del  compenso  in  una  o  due
    soluzioni.
      I corsi svolti dai professori  a  contratto  costituiscono  un
    indispensabile elemento di giudizio ai  fini  della  valutazione
    dello studente.  I  docenti  partecipano,  quali  cultori  della
    materia, alle commissioni di esame per la  disciplina  ufficiale
    della quale svolgono i corsi integrativi.
      I contratti hanno la durata massima di un  anno  accademico  e
    non possono  essere  rinnovati  per  piu'  di  due  volte  in  un
    quinquennio nella  stessa  Universita'.  Deroghe  a  tale  limite
    possono essere concesse con decreti del Ministro della  pubblica
    istruzione su proposta del  Consiglio  universitario  nazionale,
    esclusivamente  ove  risulti  impossibile  impartire  altrimenti
    insegnamenti di particolare specializzazione e ad alto contenuto
    tecnologico in settori per i  quali  l'Universita'  non  disponga
    delle idonee competenze.
      I contratti di cui al presente  articolo  non  danno  luogo  a
    trattamento assistenziale e previdenziale. L'Universita' provvede
    alla copertura assicurativa privata contro gli infortuni.
      Qualora siano stipulate  convenzioni  con  enti  pubblici,  ai
    sensi del successivo art.  27,  le  funzioni  del  professore  a
    contratto possono essere attribuite, su  proposta  dei  consigli
    delle facolta' interessate, anche in soprannumero senza i  limiti
    di cui al precedente terzo comma e senza oneri per l'Universita',
    ad esperti appartenenti agli stessi enti.
      Per  la  durata  del   contratto   il   personale   dipendente
    dall'Amministrazione dello Stato o da enti pubblici  di  ricerca
    puo' chiedere l'esonero totale dal servizio senza assegni.


    
        26.  Contratti  con  tecnici  per  l'uso   di   attrezzature
    scientifico-didattiche di particolare complessita'. ─ Nei  limiti
    dei   fondi   appositamente   stanziati   dal    Consiglio    di
    amministrazione nel bilancio delle Universita',  il  rettore,  su
    designazione dei consigli di facolta' d'intesa con i docenti  dei
    Dipartimenti, ove costituiti, o degli istituti interessati,  puo'
    stipulare contratti di diritto privato a tempo  determinato  per
    prestazioni  professionali  relative  all'uso  di   attrezzature
    scientifico-didattiche di particolare complessita', con  tecnici,
    anche stranieri, di  comprovata  esperienza  anche  nell'uso  di
    moderne  apparecchiature  per   l'apprendimento   delle   lingue
    straniere e le relative conversazioni.
      Le deliberazioni delle  facolta'  debbono  essere  motivate  in
    ordine  alle  effettive  particolari  esigenze  che  richiedono,
    nell'impossibilita' di provvedere con personale  dell'Ateneo  gia'
    addestrato  all'uso  delle  attrezzature,  la  stipulazione  del
    contratto.
      La     particolare     complessita'     delle      attrezzature
    scientifico-didattiche   e'   dichiarata   dal    consiglio    di
    amministrazione  il  quale  costituisce  a  tal  fine   apposite
    commissioni di esperti, anche estranei all'Universita', designati
    dai consigli di facolta'.
      Il  contratto  determina  le  prestazioni  professionali  e  i
    compensi relativi; non  puo'  essere  stipulato  per  un  periodo
    superiore a tre anni e non e' rinnovabile con lo stesso tecnico.
      I titolari dei contratti di cui al presente articolo non hanno
    compiti di docenza universitaria, possono eventualmente svolgere
    compiti di addestramento di personale tecnico  gia'  in  servizio
    presso l'Universita'.
      I contratti di cui al presente  articolo  non  danno  luogo  a
    trattamento assistenziale e previdenziale.
      L'Universita' provvede alla copertura assicurativa  contro  gli
    infortuni.


    
      27. Convenzioni per l'uso di strutture  extrauniversitarie  ai
    fini dello svolgimento di attivita' didattiche integrative.  ─  I
    rettori delle Universita' possono stipulare convenzioni con  enti
    pubblici  e  privati,  su  proposta  delle   facolta',   e,   ove
    costituiti, dei dipartimenti interessati  e  sentiti  il  senato
    accademico ed  il  consiglio  di  amministrazione,  al  fine  di
    avvalersi di attrezzature e servizi logistici  extrauniversitari
    per lo svolgimento di attivita' didattiche integrative di  quelle
    universitarie, finalizzate  al  completamento  della  formazione
    accademica e professionale.


    
        28. Contratti per l'assunzione di lettori. ─ [Nei limiti dei
    finanziamenti disposti e ripartiti per questo scopo  secondo  le
    modalita' previste nel precedente art. 25 ed iscritti nei bilanci
    universitari,  i  rettori  possono  assumere  per  contratto  di
    diritto privato, su motivata proposta della facolta' interessata,
    in  relazione  ad  effettive  esigenze  di  esercitazione  degli
    studenti che frequentano i corsi di lingue, e anche al di  fuori
    di specifici accordi internazionali,  lettori  di  madre  lingua
    straniera di qualificata e  riconosciuta  competenza,  accertata
    dalla facolta', in numero non superiore  al  rapporto  di  uno  a
    centocinquanta tra il  lettore  e  gli  studenti  effettivamente
    frequentanti il corso. La facolta'  deve  comunque  attestare  la
    specifica competenza dei lettori. I relativi oneri sono  coperti
    con  finanziamenti  a  questo  scopo   disposti   per   ciascuna
    Universita' con decreto del Ministro  della  pubblica  istruzione
    sentito il Consiglio universitario nazionale. Le  previsioni  di
    spesa verranno effettuate sulla base di dati orientativi desunti
    dalla consistenza della  popolazione  studentesca  affluente  ai
    singoli corsi relativa al precedente anno accademico.
      Deroghe che implicano un rapporto inferiore a quello  previsto
    nel precedente comma possono essere concesse, soltanto per  casi
    di comprovata necessita', dal Ministro della pubblica istruzione,
    previa motivata deliberazione del consiglio di  facolta'  sentito
    il Consiglio universitario nazionale.
      I contratti di cui  al  precedente  primo  comma  non  possono
    protrarsi oltre l'anno accademico per il quale sono stipulati  e
    sono rinnovabili annualmente per non piu' di  cinque  anni  .
      Le prestazioni richieste ai lettori e i relativi corrispettivi
    sono    determinati    dal    consiglio    di    amministrazione
    dell'Universita' sentito il consiglio di facolta'.
      I corrispettivi non possono superare  il  livello  retributivo
    iniziale del professore associato a tempo definito].


    
      29. Professori a contratto presso le Universita' non statali. ─
    Le Universita' non statali  possono  avvalersi  di  professori  a
    contratto in percentuale superiore a quella  indicata  nell'art.
    25 e  possono  in  casi  particolari  ed  eccezionali  conferire
    contratti di insegnamento anche a  professori  delle  Universita'
    statali.

                                 Capo V
                        Ricercatori universitari

      30.  Dotazione  organica  del  ruolo  dei  ricercatori.  ─  La
    dotazione organica del ruolo dei ricercatori universitari  e'  di
    16.000 posti, di cui 4.000 da assegnare per concorsi liberi.  Di
    questi ultimi  2.000  Saranno  messi  a  concorso  entro  l'anno
    accademico 1980-81; i restanti 2.000 entro gli  anni  accademici
    1981-82 e 1982-83.
      I posti destinati a concorso  libero  sono  ripartiti  fra  le
    facolta' delle varie Universita' secondo criteri di programmazione
    che tengano conto delle esigenze funzionali dei corsi di  laurea
    delle facolta' stesse, nonch‚ dei posti assegnati in  seguito  ai
    giudizi di idoneita' ove espletati. La ripartizione e'  effettuata
    con decreto del Ministro della pubblica istruzione,  sentito  il
    Consiglio universitario nazionale.
      Nella prima tornata concorsuale, in sede di  ripartizione  dei
    posti di ricercatore da mettere a concorso libero per facolta'  e
    per gruppi  di  discipline,  si  terra'  conto,  nell'ambito  dei
    criteri  generali  anche  del  numero  degli  appartenenti  alle
    categorie di cui all'art. 58 per i quali le facolta' attestino la
    continuazione dell'attivita' di ricerca e che  non  abbiano,  per
    anzianita', titolo a partecipare ai giudizi di idoneita'.


    
        31. Conferma dei ricercatori universitari. ─  I  ricercatori
    universitari, dopo  tre  anni  dall'immissione  in  ruolo,  sono
    sottoposti  ad  un  giudizio  di  conferma  da  parte   di   una
    commissione  nazionale  composta,  per  ogni  raggruppamento  di
    discipline, da tre professori di ruolo, di cui  due  ordinari  e
    uno associato, estratti a sorte su un numero triplo  di  docenti
    designati dal Consiglio universitario nazionale, tra  i  docenti
    del gruppo di discipline.
      La  commissione  valuta  l'attivita'  scientifica  e  didattica
    integrativa svolta dal ricercatore nel triennio anche sulla base
    di una  motivata  relazione  del  Consiglio  di  facolta'  o  del
    dipartimento.
      Se il giudizio e' favorevole, il ricercatore  e'  immesso  nella
    fascia  dei  ricercatori  confermati,  che  e'   compresa   nella
    dotazione organica di cui  al  precedente  articolo  30.  Se  il
    giudizio e' sfavorevole, puo' essere ripetuto una sola volta  dopo
    un biennio. Se anche  il  secondo  giudizio  e'  sfavorevole,  il
    ricercatore cessa di appartenere al ruolo.
      Coloro che  non  superano  il  secondo  giudizio  di  conferma
    possono avvalersi, a domanda,  della  facolta'  di  passaggio  ad
    altra amministrazione, disciplinata dal successivo art. 120.


    
      32. Compiti dei  ricercatori  universitari.  ─  I  ricercatori
    universitari  contribuiscono   allo   sviluppo   della   ricerca
    scientifica  universitaria  e  assolvono  a  compiti   didattici
    integrativi  dei  corsi  di  insegnamento  ufficiali.  Tra  tali
    compiti sono comprese le esercitazioni,  la  collaborazione  con
    gli studenti nelle ricerche attinenti alle tesi di laurea  e  la
    partecipazione  alla  sperimentazione  di  nuove   modalita'   di
    insegnamento ed alle connesse attivita' tutoriali.
      I ricercatori  confermati  possono  accedere  direttamente  ai
    fondi per la ricerca scientifica, sia a livello nazionale sia  a
    livello locale. Essi adempiono a compiti di ricerca  scientifica
    su temi di loro scelta e possono  partecipare  ai  programmi  di
    ricerca delle strutture  universitarie  in  cui  sono  inseriti.
    Possono altresi' svolgere, oltre ai compiti didattici, di cui  al
    precedente comma, cicli di lezioni interne ai corsi  attivati  e
    attivita' di seminario secondo modalita'  definite  dal  consiglio
    del corso di laurea e d'intesa con i professori  titolari  degli
    insegnamenti  ufficiali.  Possono   altresi'   partecipare   alle
    commissioni d'esame di profitto come cultori della materia.
      I consigli delle facolta' dalle quali i  ricercatori  dipendono
    determinano, ogni anno accademico, gli impegni e le modalita'  di
    esercizio delle funzioni scientifiche e di quelle didattiche.
      Per le funzioni didattiche  il  ricercatore  e'  tenuto  ad  un
    impegno per non piu' di 250 ore annue  annotate  dal  ricercatore
    medesimo in apposito registro. Il ricercatore e'  inoltre  tenuto
    ad assicurare il suo impegno per le  attivita'  collegiali  negli
    Atenei, ove investito della relativa rappresentanza.
      Le predette modalita' sono  definite,  sentito  il  ricercatore
    interessato, dal consiglio  del  corso  di  laurea,  per  quanto
    concerne le attivita'  didattiche,  e,  per  quanto  concerne  la
    ricerca  scientifica  e  l'accesso  ai   relativi   fondi,   dal
    Dipartimento, se costituito, ovvero dal  consiglio  di  istituto
    nel quale il ricercatore e' inserito per la ricerca .


    
      33. Verifica periodica dell'attivita' didattica  e  scientifica
    dei ricercatori universitari.  ─  Il  ricercatore  confermato  e'
    tenuto a presentare ogni triennio al consiglio  di  facolta'  una
    relazione  sul  lavoro  scientifico  e  sull'attivita'  didattica
    integrativa svolti. Il consiglio di facolta' formula  il  proprio
    giudizio sulla base dei pareri espressi dai consigli di corso di
    laurea  per  l'attivita'  didattica  e  dai  dipartimenti  o  dai
    consigli degli istituti nei quali egli ha operato, per il lavoro
    scientifico.
      Il  ricercatore  confermato   puo'   continuare   ad   accedere
    direttamente ai  fondi  per  la  ricerca  subordinatamente  alla
    presentazione di risultati scientifici, originali e documentati,
    consultabili   presso   l'istituto   o   il   dipartimento    di
    appartenenza.


    
        34.  Disciplina  dello  stato  giuridico   dei   ricercatori
    universitari. ─ Fino a quando non si sara'  provveduto  ai  sensi
    dell'ultimo comma dell'art. 7 della legge 21 febbraio  1980,  n.
    28 ,  lo  stato  giuridico  dei  ricercatori  universitari  e'
    disciplinato,  per  quanto  non  previsto  specificatamente  nel
    presente decreto, dalle  norme  relative  allo  stato  giuridico
    degli assistenti universitari di ruolo.
      In materia di incompatibilita'  o  di  cumulo  di  impieghi  si
    applicano le norme di cui alla parte prima, titolo V, del  testo
    unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli  impiegati
    civili dello Stato, approvato con decreto del  Presidente  della
    Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 , fatte  salve  le  funzioni
    regolate col precedente articolo 32.
      Per gli ulteriori casi di  incompatibilita'  non  previsti  nel
    precedente comma, ma  contemplati  nel  precedente  art.  12,  i
    ricercatori universitari sono collocati in  aspettativa  con  le
    stesse modalita' stabilite per i professori di ruolo.
      Per i trasferimenti dei ricercatori universitari si  applicano
    le stesse norme previste per gli assistenti di ruolo in numero o
    in soprannumero, salvo nel primo  biennio  di  applicazione  nel
    quale si prescinde dal nulla osta della facolta' di  appartenenza
    per il trasferimento con il posto di ruolo di cui alla legge  12
    febbraio  1977,  n.  34  ,  previo  parere  favorevole   del
    Consiglio universitario nazionale.
      I posti assegnati per libero concorso possono essere destinati
    a  trasferimento  solo  qualora  si  siano   resi   disponibili,
    espletata la relativa procedura concorsuale.
      Per il caso di passaggio ad altra  Amministrazione  statale  o
    pubblica si applica il precedente art. 14.
      I  ricercatori  confermati  permangono  nel  ruolo   fino   al
    compimento  del  sessantacinquesimo  anno  di  eta'.  Essi   sono
    collocati a riposo a decorrere dall'inizio dell'anno  accademico
    successivo alla data di compimento del predetto limite di eta'.
      I  provvedimenti  relativi  allo   stato   giuridico   ed   al
    trattamento economico dei ricercatori universitari sono adottati
    con decreto del rettore.

                                Capo VI
                   Personale tecnico delle Universita'

        35. Personale tecnico delle Universita'. ─ I posti di tecnico
    laureato sono assegnati ai  laboratori  dotati  di  attrezzature
    scientifiche di particolare complessita' per  le  esigenze  della
    ricerca,  della  sperimentazione  e  delle  esercitazioni  degli
    istituti e, ove costituiti, dei dipartimenti.
      Sulla base di tali criteri, con  decreto  del  Ministro  della
    pubblica istruzione, si fa  luogo  alla  revisione  dell'attuale
    distribuzione di posti di tecnico laureato.
      I tecnici laureati coadiuvano i docenti per  il  funzionamento
    del   laboratorio,   sono   direttamente   responsabili    delle
    attrezzature scientifiche e didattiche in dotazione  e  dirigono
    l'attivita' del personale tecnico assegnato al laboratorio.
      I posti di tecnico coadiutore  e  di  tecnico  esecutivo  sono
    assegnati ai laboratori dotati di  attrezzature  scientifiche  e
    didattiche per la ricerca, la sperimentazione e le esercitazioni
    degli istituti e, ove costituiti, dei Dipartimenti.
      I tecnici coadiutori e i tecnici esecutivi  svolgono  la  loro
    attivita' sotto la direzione del  tecnico  laureato  preposto  al
    laboratorio.
      In attuazione della  nuova  normativa  concernente  il  «nuovo
    assetto retributivo-funzionale del personale civile  e  militare
    dello Stato», saranno identificati ─ con le modalita' di cui agli
    articoli 80 e seguenti dello stesso testo normativo ─ i  profili
    professionali di tutto il personale tecnico delle Universita'  di
    cui ai  commi  precedenti,  i  titoli  di  studio  e  gli  altri
    requisiti necessari per l'ammissione in carriera,  le  prove  di
    esame e le relative modalita' di espletamento e  la  composizione
    delle commissioni. Questa norma si applica  anche  al  personale
    tecnico degli osservatori astronomici, astrofisico  e  vesuviano
    nonch‚ al personale tecnico dei musei scientifici  universitari,
    degli orti botanici, delle biblioteche delle facolta',  scuole  e
    istituti di istruzione universitaria.
      In  sede  di  prima  applicazione  del  presente  decreto   il
    personale attualmente appartenente ai  ruoli  tccnici  il  quale
    abbia svolto o che attualmente svolga mansioni diverse da quelle
    previste nei commi precedenti, puo' optare,  a  domanda,  per  il
    passaggio nei ruoli amministrativi  universitari,  ivi  compresi
    quelli dei bibliotecari. In relazione a detti  passaggi  saranno
    rideterminate, ove  necessario,  le  consistenze  organiche  dei
    ruoli del personale delle Universita' con  le  modalita'  previste
    dagli articoli 13 e 14 della legge 25 ottobre 1977, n. 808 .


    
        36.  Progressione  economica  del   ruolo   dei   professori
    universitari.  ─  La  progressione  economica  nel   ruolo   dei
    professori  universitari,  articolato  nelle   due   fasce   dei
    professori ordinari e dei  professori  associati  e'  determinata
    dalle disposizioni contenute nei successivi commi  del  presente
    articolo.
      Ai professori appartenenti  alla  prima  fascia  all'atto  del
    conseguimento della nomina ad ordinario e' attribuita  la  classe
    di stipendio corrispondente al 48,6 per cento della retribuzione
    del dirigente generale di livello  A  dello  Stato,  comprensiva
    dell'eventuale indennita' di funzione.
      Fino al conseguimento della nomina ad ordinario lo stipendio e'
    pari al 92 per cento di quello risultante  al  precedente  comma
    ferma restando la possibilita' dell'aumento biennale del 2,50 per
    cento.
      L'ulteriore progressione economica si sviluppa in  sei  classi
    biennali di stipendio pari ciascuna all'8 per cento della classe
    attribuita ai medesimi all'atto della nomina ad ordinario ovvero
    del giudizio di conferma ed in successivi  scatti  biennali  del
    2,50 per cento calcolati sulla classe di stipendio finale.
      Lo stipendio spettante ai professori appartenenti alla seconda
    fascia e' pari al 70 per cento di quello spettante, a  parita'  di
    posizione al professore della prima fascia.
      La misura del trattamento economico  previsto  dai  precedenti
    commi e' maggiorata del 40 per  cento  a  favore  dei  professori
    universitari che abbiano optato per il regime di impegno a tempo
    pieno.
      I professori universitari di ruolo in servizio  alla  data  di
    entrata in vigore del presente  decreto  sono  inquadrati  nella
    prima fascia del ruolo dei professori universitari, dalla stessa
    data ai fini giuridici e dal 1° novembre 1980 ai fini economici,
    sulla base degli anni di servizio riconosciuti nella carriera di
    appartenenza per effetto delle vigenti disposizioni, ovvero,  se
    piu'  favorevoli,   sulla   base   di   quelli   risultanti   dal
    riconoscimento dei servizi previsti dal presente decreto.
      Il  professore  ordinario  che  alla  data  dell'inquadramento
    giuridico   nel   ruolo   godeva   del   trattamento   economico
    corrispondente alla classe finale di stipendio conserva, qualora
    piu' favorevole,  il  diritto  all'equiparazione  economica  alla
    retribuzione del dirigente generale di livello A dello Stato, in
    applicazione dei principi derivanti dalle norme sulle carriere e
    retribuzioni dei Dirigenti statali. Nel caso in  cui  lo  stesso
    abbia optato per il regime  di  impegno  a  tempo  definito,  la
    differenza tra la misura dello stipendio in godimento  e  quello
    che  gli  compete  in  applicazione  del  presente   decreto   e'
    conservata a  titolo  di  assegno  ad  personam  pensionabile  e
    riassorbibile con i miglioramenti economici e di carriera.
      In sede di primo inquadramento e successivamente nelle ipotesi
    di passaggio di qualifica di carriera, o da una ad altra fascia,
    al personale  con  stipendio  superiore  a  quello  iniziale  di
    inquadramento  o  rispettivamente   di   accesso   a   posizione
    superiore, sono attribuiti  nella  nuova  posizione  stipendiale
    tanti scatti del 2,50 per  cento  necessari  ad  assicurare  uno
    stipendio di importo pari o immediatamente superiore a quello in
    godimento.


    
        37. Inquadramento dei professori associati. ─  Il  personale
    che consegue il primo giudizio di idoneita'  e'  inquadrato  nella
    seconda fascia dei professori  universitari  a  decorrere  dalla
    data di entrata in vigore  del  presente  decreto  agli  effetti
    giuridici  ed  ai  fini  economici  da   quella   dell'effettiva
    assunzione  in  servizio,  salvo  il  successivo   inquadramento
    definitivo per effetto dei riconoscimenti di servizio  ai  sensi
    del successivo art. 104.
      Nel  caso  di  cumulo  di  piu'   stipendi   viene   preso   in
    considerazione ai fini del precedente comma, quello tra essi piu'
    favorevole.
      A coloro che superano il giudizio  di  idoneita'  a  professore
    associato e che  sono  esonerati  ai  sensi  dell'art.  111  dal
    giudizio  di  conferma  e'  attribuita  la  classe  di  stipendio
    successiva a quella iniziale prevista per i professori associati
    .


    
        38. Progressione economica del ruolo dei ricercatori.  ─  La
    progressione economica dei ricercatori  universitari  confermati
    si sviluppa in sette classi biennali di stipendio pari  ciascuna
    all'8 per cento del parametro  iniziale  330  ed  in  successivi
    scatti biennali del  2,50  per  cento,  calcolati  sulla  classe
    finale.
      Ogni punto parametrale corrisponde a lire 18.000 annue lorde.
      Al  ricercatore  universitario  all'atto  dell'immissione   in
    ruolo, e fino  al  conseguimento  del  giudizio  favorevole  per
    l'immissione  nella  fascia  dei   ricercatori   confermati,   e'
    attribuito lo stipendio corrispondente al parametro  300  e  gli
    aumenti biennali del 2,50 per cento calcolati su tale parametro.
      Coloro i quali conseguono il primo giudizio di  idoneita'  sono
    inquadrati nel ruolo dei ricercatori  universitari  a  decorrere
    dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  agli
    effetti giuridici  e  dalla  data  di  effettiva  assunzione  in
    servizio agli effetti economici.
      Al personale provvisto di uno  stipendio  superiore  a  quello
    previsto per la classe iniziale di  stipendio  dei  ricercatori,
    sono attribuiti gli scatti biennali del 2,50 per cento calcolati
    sulla  medesima,  necessari  per  assicurare  uno  stipendio  di
    importo pari o immediatamente superiore a quello in godimento.


    
        39. Assegno aggiuntivo . ─ .............................


    
      40. Trattamento di quiescenza. ─ Ai  fini  dell'individuazione
    del trattamento di quiescenza del  personale  appartenente  alle
    due fasce dei professori universitari si  considera  quale  base
    pensionabile lo stipendio spettante nella progressione economica
    prevista  per  il  regime  a  tempo  definito  aumentato   della
    differenza tra lo stipendio previsto per il regime a tempo pieno
    e quello corrispondente al regime a tempo definito, moltiplicata
    per il numero degli anni prestati dal professore con  regime  di
    tempo pieno e divisa per  il  numero  degli  anni  di  effettivo
    servizio prestati dallo stesso nella  carriera  di  appartenenza
    successivamente  all'applicazione  dell'art.  11  del   presente
    decreto.
      Ai fini del trattamento di previdenza la base  contributiva  e'
    individuata   con   lo   stesso   criterio   adottato   per   la
    determinazione della base pensionabile indicata  nel  precedente
    comma.
      Ai professori incaricati stabilizzati che, per  effetto  delle
    norme contenute nel presente  decreto,  siano  stati  inquadrati
    nella fascia dei professori associati e che  all'atto  del  loro
    collocamento a riposo al compimento del  65°  anno  di  eta'  non
    conseguano il diritto alla pensione normale, spetta, ai fini del
    raggiungimento  dell'anzianita'   stabilita   nel   primo   comma
    dell'art. 42 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
    dicembre 1973, n. 1092 , modificato dall'art. 27 della legge
    29 aprile 1976, n. 177, un aumento  convenzionale  del  servizio
    effettivo fino ad un massimo di cinque anni.
      La disposizione non si applica se gli  stessi  soggetti  hanno
    maturato il diritto a percepire altro trattamento  pensionistico
    a diverso titolo.
      Per coloro il cui servizio abbia avuto  inizio  prima  del  1°
    novembre 1981, vengono presi in considerazione,  allo  scopo  di
    cui alla fine del 1° comma  precedente,  gli  anni  di  servizio
    successivi al 1° novembre 1961 e vengono  considemti  come  anni
    prestati con regime di tempo pieno quelli  durante  i  quali  il
    docente ha usufruito dell'indennita' di  ricerca  scientifica  di
    cui all'art. 22 della legge 26 gennaio 1962, n. 16,  nella
    misura piu' elevata, ovvero dell'assegno speciale di cui all'art.
    12 del decreto legge 1° ottobre 1973, n. 580 , convertito in
    legge con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1973, n. 766.

                               TITOLO II
                              Reclutamento


                                 Capo I
                  Reclutamento dei professori ordinari

      41. Accesso alla fascia dei professori ordinari.  ─  L'accesso
    al  ruolo  dei  professori  universitari,   nella   fascia   dei
    professori ordinari, ha luogo  mediante  pubblici  concorsi  per
    titoli su base nazionale, intesi ad accertare la piena  maturita'
    scientifica dei candidati.
      I concorsi sono disciplinati dalla legge 7 febbraio  1979,  n.
    31 .

                                Capo II
                 Reclutamento dei professori associati

      42. Accesso alla fascia dei professori associati. ─  L'accesso
    al  ruolo  dei  professori  universitari,   nella   fascia   dei
    professori  associati,  avviene  mediante   concorso   su   base
    nazionale, per titoli scientifici, integrati  dalla  discussione
    dei titoli presentati dal candidato e  da  una  prova  didattica
    nell'ambito di una disciplina del raggruppamento connessa con  i
    suoi titoli e da lui indicata.
      Il concorso e' inteso ad  accertare  l'idoneita'  scientifica  e
    didattica del candidato.


    
      43. Bandi di concorso. ─ I concorsi sono banditi, con  decreto
    del Ministro della pubblica istruzione,  per  raggruppamenti  di
    discipline.
      Il  bando  e'  pubblicato  nella   Gazzetta   Ufficiale   della
    Repubblica.
      I raggruppamenti disciplinari sono caratterizzati, rispetto  a
    quelli definiti per i concorsi a posti di professore  ordinario,
    da criteri  di  maggiore  ampiezza  e  flessibilita'.  Essi  sono
    stabiliti con decreto del Ministro della pubblica istruzione, su
    parere vincolante del Consiglio universitario nazionale .
      Per l'ammissione  dei  cittadini  stranieri  ai  concorsi  per
    professori associati si applica il  disposto  dell'ultimo  comma
    del precedente art. 4.


    
        44. Commissioni giudicatrici. ─ Per  ciascun  raggruppamento
    di  discipline  e'  nominata,  con  decreto  del  Ministro  della
    pubblica istruzione, una commissione  giudicatrice  composta  da
    cinque membri effettivi e da altri cinque membri  per  eventuali
    surroghe in caso occorra sostituire un membro effettivo.
      Due dei membri effettivi e due di quelli da  nominare  per  le
    surroghe  devono  appartenere   alla   fascia   dei   professori
    associati. I restanti membri debbono appartenere alla fascia dei
    professori ordinari.
      Nel caso in cui il numero dei candidati sia superiore a 60  la
    commissione e' integrata da  altri  due  componenti  di  cui  uno
    appartenente  alla  fascia  dei  professori  associati   e   uno
    appartenente alla fascia dei professori ordinari per ogni  venti
    candidati o frazione di venti  superiore  a  dieci  fino  ad  un
    massimo di nove commissari.
      Nella prima applicazione del presente decreto, in mancanza dei
    professori  associati,  la  commissione  e'  composta   di   soli
    professori ordinari e straordinari.
      Ciascun commissario puo' far parte di una sola commissione  per
    professore associato. Non possono far  parte  delle  commissioni
    coloro che siano stati membri  della  commissione  del  concorso
    associato   immediatamente    precedente    per    lo    stessso
    raggruppamento di discipline.
      Non possono far  parte  delle  commissioni  i  componenti  del
    Consiglio universitario nazionale .


    
        45.  Formazione  delle  commissioni  giudicatrici.  ─   Ogni
    commissione e' formata con il sistema  misto:  per  sorteggio  ed
    elettivo.
      Il sorteggio avviene tra i docenti  di  discipline  ricomprese
    nel raggruppamento cui si riferisce il concorso  per  un  numero
    triplo dei membri costituenti la commissione sia  effettivi  che
    supplenti.
      Qualora i docenti di  ruolo  afferenti  ad  un  raggruppamento
    disciplinare siano inferiori al numero dei commissari  effettivi
    e supplenti, tali docenti sono inseriti tutti nella  commissione
    previa autonoma elezione. Il Ministro della pubblica  istruzione
    designa, quindi, su parere conforme del Consiglio  universitario
    nazionale, uno o piu' raggruppamenti affini, al fine di procedere
    al sorteggio di un numero triplo  dei  membri  mancanti  per  la
    successiva elezione.
      Le operazioni di sorteggio sono pubbliche. Esse sono  affidate
    ad una commissione  nominata  con  decreto  del  Ministro  della
    pubblica istruzione, composta da un professore appartenente alla
    fascia  dei  professori  associati   designato   dal   Consiglio
    universitario nazionale che la presiede, e da sei funzionari del
    Ministero della pubblica istruzione. Il Consiglio  universitario
    nazionale designa un altro professore associato quale supplente.
    Nella prima applicazione  del  presente  decreto,  il  Consiglio
    universitario  nazionale  designa  un  professore  ordinario   o
    straordinario  quale  presidente  della   commissione   per   le
    operazioni di sorteggio di cui al medesimo articolo.
      Tra i docenti sorteggiati si procede all'elezione  dei  membri
    componenti la commissione giudicatrice.
      L'elettorato  attivo  spetta  ai  docenti   delle   discipline
    ricomprese nel raggruppamento cui si riferisce il concorso ed  a
    quelli delle discipline  ricomprese  nel  raggruppamento  o  nei
    raggruppamenti dichiarati affini ai sensi del  terzo  comma  del
    presente articolo.
      Ogni  elettore  puo'  votare  per  non  piu'  di  un  terzo  dei
    nominativi da  designare,  con  eventuale  arrotondamento  della
    frazione per eccesso.
      A  conclusione  delle  operazioni  elettorali  si  forma   una
    graduatoria in base al numero dei  voti  riportati.  Coloro  che
    hanno riportato un maggior numero di voti sono  nominati  membri
    effettivi  fino  alla  concorrenza  del  numero   necessario   e
    successivamente gli altri membri supplenti fino alla concorrenza
    del numero necessario.
      A parita' di voti prevale l'anzianita' di  ruolo.  A  parita'  di
    anzianita' di ruolo prevale il piu' anziano di eta'.
      Il supplente che  sia  eletto  membro  effettivo  in  un'altra
    commissione e' sostituito con la nomina a  supplente  di  chi  lo
    segue in graduatoria.
      In caso di  nomina  a  piu'  commissioni  l'elezione  a  membro
    effettivo   prevale   sull'elezione    a    membro    supplente.
    Subordinatamente l'elezione nel proprio  raggruppamento  prevale
    sull'elezione in raggruppamento  affine.  Negli  altri  casi  si
    procede   alle   sostituzioni   con   i   membri   che   seguono
    immediatamente in graduatoria. Terminate  queste  operazioni  si
    procede ad eventuali  elezioni  suppletive  ove  le  commissioni
    risultassero incomplete.
      Ai fini dello scrutinio, la commissione di cui al quarto comma
    del presente articolo puo' essere integrata con altri  funzionari
    del Ministero della pubblica istruzione fino ad  un  massimo  di
    diciotto.  In  tal  caso   la   commissione   si   articola   in
    sottocomissioni.
      Il  Ministro  della  pubblica  istruzione  dettera'   con   sua
    ordinanza, sentito  il  Consiglio  universitario  nazionale,  le
    norme necessarie allo svolgimento delle elezioni.


    
      46. Esame. ─ La commissione giudicatrice valuta in primo luogo
    i titoli scientifici presentati da ciascun candidato.
      I  candidati  nei  cui  confronti  sia  espresso  un  giudizio
    favorevole sono ammessi alle seguenti prove d'esame:
        1) una discussione sui titoli scientifici esibiti;
        2) una prova didattica, su tema da assegnarsi con 24 ore  di
    anticipo. A tal fine, ciascun candidato estrae a sorte tre fra i
    cinque   temi    proposti    dalla    commissione,    scegliendo
    immediatamente quello che formera' oggetto della lezione.
      Le prove d'esame sono pubbliche.


    
        47. Approvazione degli atti. ─ Al termine dei  suoi  lavori,
    da concludersi entro sei mesi dalla data del bando di  concorso,
    la commissione  redige  una  relazione  analitica  in  cui  sono
    riportati i giudizi di ciascun commissario e quello  complessivo
    della commissione sui singoli candidati, in base ai  quali  essa
    propone, previa votazione, i vincitori in numero  non  superiore
    ai posti messi a concorso e in ordine alfabetico.
      Alla relazione vanno uniti gli  eventuali  elaborati  relativi
    alla prova didattica.
      Gli  atti   dei   concorsi   sono   trasmessi   al   Consiglio
    universitario nazionale perch‚ esprima il proprio  parere  sulla
    regolarita' degli stessi.
      Gli atti del concorso sono approvati con decreto del  Ministro
    della pubblica istruzione.
      Le relazioni delle commissioni  giudicatrici  sono  pubblicate
    nel  Bollettino   ufficiale   del   Ministero   della   pubblica
    istruzione.
      La commissione che non concluda i suoi lavori entro i  termini
    prescritti e' tenuta a dare motivazione ufficiale delle cause del
    ritardo.
      In caso di ritardo il Ministro,  sentito  l'organo  consultivo
    universitario nazionale, provvede alla sostituzione di uno o piu'
    componenti, ovvero dell'intera commissione.
      Resta ferma in ogni caso la responsabilita'  amministrativa  di
    coloro cui sia imputato il ritardo nella conclusione dei lavori,
    oltre l'esclusione da successive tornate concorsuali.


    
      48. Chiamata e nomina dei vincitori.  ─  Entro  trenta  giorni
    dall'approvazione degli atti del concorso  i  vincitori  possono
    presentare domanda per essere chiamati nelle facolta' che avevano
    chiesto il concorso.
      Il consiglio di facolta', entro 60 giorni  dalla  comunicazione
    ministeriale dell'approvazione degli atti del concorso chiama  i
    vincitori a coprire il posto messo a concorso, anche sulla  base
    delle domande presentate.
      La nomina dei  professori  associati  e'  disposta,  a  seguito
    dell'approvazione degli atti del concorso,  dal  Ministro  della
    pubblica istruzione a decorrere dal 1° novembre successivo.
      Il Ministro, decorso il termine di cui al  precedente  secondo
    comma, provvede, con proprio decreto, nei successivi 45  giorni,
    su parere del  Consiglio  universitario  nazionale,  sentite  le
    richieste degli interessati, a nominare nei posti non  ricoperti
    i vincitori dei concorsi a posti di professore associato che non
    siano stati chiamati.


    
      49. Richiamo di norme. ─ Per tutto  quanto  non  previsto  nei
    precedenti articoli si applicano, in materia di reclutamento dei
    professori   associati,   le   disposizioni   vigenti   per   il
    reclutamento dei professori ordinari in quanto compatibili.


    
        50. Inquadramento nella fascia dei professori  associati.  ─
    Nella prima applicazione del  presente  decreto  possono  essere
    inquadrati, a domanda, previo giudizio di idoneita' nel ruolo dei
    professori associati:
        1) i professori incaricati stabilizzati di  cui  all'art.  4
    del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580 ,  convertito  in  legge,
    con  modificazioni,  dalla  L.  30  novembre  1973,  n.  766,  e
    successive  modificazioni  e  integrazioni:  nonch‚  quelli  che
    completano il triennio di cui al D.L. 23 dicembre 1978,  n.  817
    , convertito  in  legge  con  modificazioni  dalla  L.  19
    febbraio 1979, n. 54, al termine dell'anno accademico 1979-80.
      I professori incaricati che non hanno completato  il  triennio
    di cui al D.L. 23 dicembre 1978, n. 817 ,  convertito  in
    legge, con modificazioni, dalla L.  19  febbraio  1979,  n.  54,
    maturano il diritto all'inquadramento nel ruolo  dei  professori
    associati all'atto del compimento del triennio medesimo.  Per  i
    professori incaricati a titolo gratuito e' titolo  il  compimento
    del periodo necessario alla stabilizzazione, di cui  all'art.  4
    del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580 ,  convertito  in  legge,
    con modificazioni,  dalla  L.  30  novembre  1973,  n.  766,  ed
    integrato dall'articolo unico del D.L. 23 dicembre 1978, n. 817,
    convertito in legge con  modificazioni,  dalla  L.  19  febbraio
    1979, n. 54,  certificato  dal  rettore  dell'Universita'  o  dal
    direttore   dell'istituto   di    istruzione    superiore    con
    documentazione degli atti ufficiali della facolta'  con  i  quali
    l'incarico e' stato conferito;
        2) gli assistenti universitari del ruolo ad  esaurimento  di
    cui all'art. 3 del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580,  convertito  in
    legge, con modificazioni, dalla L. 30 novembre 1973, n. 766;
        3) i tecnici laureati, gli  astronomi  e  ricercatori  degli
    osservatori astronomici  e  vesuviano,  i  curatori  degli  orti
    botanici,  i  conservatori  dei  Musei,  in  servizio   all'atto
    dell'entrata in vigore  del  presente  decreto,  inquadrati  nei
    rispettivi ruoli, che entro l'anno  accademico  1979-80  abbiano
    svolto  tre  anni   di   attivita'   didattica   e   scientifica,
    quest'ultima comprovata da pubblicazioni edite,  documentate  da
    atti della facolta' risalenti al  periodo  di  svolgimento  delle
    attivita' medesime. A tal fine il preside della facolta'  rilascia
    sulla  base  della  documentazione  in  possesso  della  facolta'
    attestazione che  l'avente  titolo  ha  effettivamente  prestato
    attivita' didattica e scientifica .


    
        51. Giudizio di idoneita'. ─ I  giudizi  sono  espressi,  per
    ciascun raggruppamento di discipline,  da  apposite  commissioni
    nazionali composte da tre professori ordinari o  straordinari  e
    formate con le modalita' stabilite nel precedente art. 45.
      Ove il numero dei concorrenti alla  prova  idoneativa  per  un
    determinato raggruppamento disciplinare superi le 80  unita',  si
    provvedera' alla costituzione di piu' commissioni.  I  concorrenti
    saranno distribuiti  nelle  commissioni  in  parti  uguali,  per
    sorteggio.
      La commissione deposita la relazione conclusiva entro  quattro
    mesi dalla data della  sua  prima  convocazione.  L'approvazione
    degli atti avviene  con  decreto  del  Ministro  della  pubblica
    istruzione, previo parere del Consiglio universitario nazionale.
    Essa  puo'  essere  anche  parziale  allorch‚  i  rilievi   siano
    scindibili e non investano l'intero procedimento .
      Il giudizio e' inteso ad  accertare  l'idoneita'  scientifica  e
    didattica del candidato ad assumere le  funzioni  di  professore
    associato.
      Esso  e'  basato  sulla  valutazione  dei  titoli   scientifici
    presentati dal candidato  e  della  attivita'  didattica  da  lui
    svolta.
      Nella valutazione saranno tenuti in considerazione  i  giudizi
    formulati dalle facolta' sull'attivita' didattica e sulle funzioni
    svolte dai candidati.
      Sui singoli candidati  vengono  formulate  motivate  relazioni
    scritte attestanti l'attivita' scientifica e  didattica  da  loro
    svolta.
      Tali relazioni vengono pubblicate nel Bollettino ufficiale del
    Ministero della pubblica istruzione.
      Coloro che hanno presentato domanda di ammissione  ai  giudizi
    di idoneita' nella prima tornata e non hanno superato il giudizio
    possono presentare domanda di ammissione alla seconda tornata di
    giudizi di idoneita'.
      Le domande devono contenere l'esplicito impegno ad  osservare,
    in caso di giudizio positivo,  le  norme  in  materia  di  tempo
    pieno, di tempo  definito  e  di  incompatibilita'  previste  nel
    presente decreto.
      Per i giudizi di  idoneita'  di  coloro  che  intendono  essere
    associati presso la Scuola superiore per interpreti e traduttori
    di Trieste, la commissione e' integrata  con  la  nomina  di  due
    esperti  nominati  con  decreto  del  Ministro  della   pubblica
    istruzione, sentito il Consiglio universitario nazionale, in una
    rosa di quattro nominativi di persone altamente qualificate  per
    i servizi di interpretazione e di traduzione  di  organizzazioni
    internazionali, proposta dalla Scuola superiore. Il  giudizio  e'
    basato prevalentemente sulla capacita'  professionale  nel  campo
    scientifico, dimostrata  anche  nell'espletamento  dell'attivita'
    didattica  presso  la  scuola  ed  e'  integrato  da  una   prova
    didattica.  Le  stesse  disposizioni   sull'integrazione   delle
    commissioni con esperti  valgono  per  i  concorsi  a  posti  di
    professore ordinario, di professore associato e  di  ricercatore
    universitario .
      I professori associati e i  ricercatori  universitari  restano
    definitivamente assegnati  alla  scuola  e  non  possono  essere
    trasferiti ad altra universita' o scuola.


    
        52. Procedura per il conseguimento del giudizio di idoneita'.
    ─ I giudizi di idoneita' si svolgeranno  su  base  nazionale  per
    raggruppamenti di discipline, in due tornate e sono indetti  con
    decreto del Ministro della pubblica istruzione, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
      I raggruppamenti di discipline sono determinati con gli stessi
    criteri e modalita' stabiliti nel precedente art. 43.
      La prima tornata di giudizi sara' indetta entro 90 giorni dalla
    data di entrata in vigore del presente decreto.
      La seconda tornata sara' indetta entro il 31 dicembre 1982.
      Per coloro che maturano il diritto a partecipare  al  giudizio
    di idoneita', successivamente alla prima tornata,  sara'  indetta,
    entro il 31 dicembre 1983, una terza tornata ad essi riservata.
      Le domande di ammissione, le quali sono limitate  ad  un  solo
    raggruppamento di discipline, dovranno essere  presentate  entro
    il sessantesimo giorno dalla data della Gazzetta  Ufficiale  con
    la quale viene indetta la tornata di giudizi.
      Gli   aspiranti   possono   presentare   domanda   per    quel
    raggruppamento per il quale abbiano maggiori titoli scientifici.
    La prova di idoneita' sostenuta nella prima tornata  in  caso  di
    esito negativo puo' essere ripetuta nella seconda tornata per  lo
    stesso o per altro raggruppamento.
      I  professori  incaricati  stabilizzati  che  non   presentano
    domanda  di  partecipazione  neppure  alla  seconda  tornata  di
    giudizi idoneativi, ovvero che avendo partecipato alla  predetta
    tornata,  non   conseguono   il   giudizio   positivo   decadono
    dall'incarico.
      Coloro che maturano il diritto a partecipare  al  giudizio  di
    idoneita' successivamente  alla  prima  tornata  dei  giudizi  di
    idoneita' partecipano al giudizio indetto con la seconda tornata.
      In caso di esito negativo  il  giudizio  puo'  essere  ripetuto
    nella terza tornata.
      Gli  aventi  titolo  di  cui  al  precedente  comma  che   non
    presentano la domanda di partecipazione  alla  seconda  tornata,
    ovvero  che,  avendo  partecipato  alla  predetta  tornata,  non
    conseguono il giudizio idoneativo nella terza tornata,  decadono
    dall'incarico.
      I professori incaricati aventi titolo alla  partecipazione  al
    giudizio di idoneita', salvo il diritto all'inquadramento in caso
    di  esito  positivo,  conservano  fino  al   termine   dell'anno
    accademico nel quale e' espletata l'ultima tornata dei giudizi di
    idoneita', cui hanno titolo a partecipare, tutti i diritti  e  le
    facolta' loro riservati dalle norme in vigore, nonch‚ le funzioni
    eventualmente svolte  ai  sensi  dell'art.  3  del  decreto  del
    Presidente della Repubblica 27 marzo 1969, n. 129  ,  ed  il
    relativo trattamento economico maturato.
      Gli assistenti di cui al precedente  art.  50,  n.  2)  ed  il
    personale di cui allo stesso articolo n. 3) che  non  conseguono
    il giudizio  di  idoneita'  per  l'inquadramento  nel  ruolo  dei
    professori associati o  non  intendono  sottoporsi  al  giudizio
    stesso, conservano il loro stato giuridico ed economico.
      Conserva altresi' lo stato giuridico ed economico di assistente
    di ruolo l'assistente  che,  cumulando  anche  la  posizione  di
    incaricato stabilizzato, non consegue il  giudizio  di  idoneita'
    richiesto per l'inquadramento nel ruolo dei professori associati
    o non intende sottoporsi al giudizio medesimo.
      Rimangono, in ogni caso, ferme  le  disposizioni  inerenti  ai
    compiti didattici degli assistenti  universitari  del  ruolo  ad
    esaurimento, ivi  comprese  le  attivita'  didattiche  a  piccoli
    gruppi, seminari ed esercitazioni.


    
        53. Modalita' degli inquadramenti. ─ Colui che abbia superato
    il giudizio di idoneita' presenta domanda  di  inquadramento  nel
    termine perentorio di  trenta  giorni  dalla  comunicazione  del
    risultato del giudizio, indicando la disciplina appartenente  al
    raggruppamento per il quale ha conseguito il giudizio  medesimo,
    nella quale intenda essere inquadrato.
      La richiesta motivata dell'interessato  viene  valutata  dalla
    facolta' in  base  alle  proprie  esigenze  e  nei  limiti  degli
    insegnamenti  disponibili.  In  mancanza  di  tali   presupposti
    l'inquadramento  avra'  luogo  su  deliberazione   motivata   del
    consiglio di facolta' sentito l'interessato e  parere  favorevole
    del Consiglio universitario nazionale su altra disciplina  dello
    stesso  raggruppamento  o  di  raggruppamento   affine,   avendo
    prioritariamente assicurato l'incremento del  numero  dei  corsi
    per discipline gia' attivate in relazione alle effettive esigenze
    didattiche. Ove peraltro lo  riconosca  opportuno  per  motivate
    esigenze  didattico-scientifiche,  la  facolta',   con   delibera
    adottata in conformita' a criteri generali indicati  con  decreto
    del Ministro della pubblica istruzione previo parere  favorevole
    del  Consiglio  universitario  nazionale,  puo'  procedere   alla
    chiamata  dell'associato  anche  per  discipline   comprese   in
    raggruppamenti per le quali vi sia domanda di  inquadramento  ai
    sensi del primo comma del presente articolo, ancorch‚ non  siano
    previste dal relativo statuto. In  tali  casi,  in  deroga  alle
    procedure previste dall'articolo 17 del testo unico delle  leggi
    sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto
    1933, n. 1592, con D.P.R. sono conseguentemente aggiornati,  nel
    termine di tre mesi dall'adozione dell'anzidetta  delibera,  gli
    statuti stessi, previo parere favorevole del senato accademico e
    del consiglio di amministrazione .
      L'avente titolo all'inquadramento che svolga  un  incarico  di
    insegnamento presenta la domanda al rettore dell'Universita'  ove
    l'incarico stesso e'  svolto,  restando  ivi  assegnato,  qualora
    abbia  superato  il  giudizio  di   idoneita'   per   lo   stesso
    raggruppamento concorsuale.
      Il titolare di piu' incarichi ha  diritto  di  optare  per  una
    delle sedi presso cui gli incarichi sono svolti. In tal caso, il
    rettore della sede universitaria prescelta trasmette copia della
    domanda ricevuta  al  rettore  della  sede  universitaria  o  ai
    rettori   delle   sedi   universitarie    ove    sono    svolti,
    rispettivamente, l'altro o gli altri incarichi di  insegnamento.
    Qualora  l'opzione  riguardi  disciplina   diversa   da   quella
    precedentemente  impartita,  l'accoglimento  della   domanda   e'
    subordinato  al  motivato  parere   favorevole   della   facolta'
    interessata.
      Gli assistenti di ruolo con o senza incarico  di  insegnamento
    possono  chiedere  di  essere  assegnati  alla  facolta'  in  cui
    prestano servizio come assistenti di ruolo.
      In tal caso  la  domanda  di  inquadramento  e'  presentata  al
    rettore della sede  universitaria  cui  appartiene  la  predetta
    facolta'.  Copia  della  domanda  e'   trasmessa,   ove   sussista
    l'incarico di insegnamento, al rettore della sede  universitaria
    in cui l'incarico e' svolto.
      Nel caso previsto  dal  precedente  comma  l'assegnazione  puo'
    essere  disposta  previo  parere  del  Consiglio   universitario
    nazionale, su motivata richiesta della facolta'  interessata,  in
    relazione alla effettiva consistenza degli organici ed al numero
    degli insegnamenti impartiti nella facolta'. Per  la  facolta'  di
    medicina, si terra' conto della durata del servizio di assistenza
    e cura prestato dal richiedente nella sede.
      Il disposto dei precedenti quarto e quinto comma si applica al
    personale appartenente alle  categorie  di  cui  al  n.  3)  del
    precedente art. 50.
      Nel caso di mancato accoglimento  delle  loro  richieste,  gli
    assistenti di ruolo senza incarico ed il personale  appartenente
    alle categorie di cui al n. 3) del precedente art.  50,  possono
    essere chiamati da altre facolta', entro due anni dalla  scadenza
    del termine di presentazione  della  domanda  di  inquadramento,
    continuando a  svolgere,  nella  sede  originaria,  le  funzioni
    inerenti alla qualifica di appartenenza.  Nel  caso  di  mancato
    accoglimento della richiesta di cui al quinto comma l'assistente
    di ruolo con incarico puo' entro trenta giorni dalla notifica del
    mancato accoglimento della richiesta stessa, presentare  domanda
    alla facolta' presso cui svolge l'incarico .
      Ove, nel termine di due anni  predetto,  non  sia  intervenuta
    alcuna chiamata, il Ministro della pubblica istruzione,  sentiti
    gli interessati e le facolta', assegna con  proprio  decreto  gli
    aventi titolo non chiamati, su  conforme  parere  del  Consiglio
    universitario nazionale, con preferenza per le facolta'  e  corsi
    di laurea  di  nuova  istituzione,  procedendo  in  primo  luogo
    all'assegnazione di coloro che sono stati giudicati idonei nella
    prima tornata, e quindi  di  coloro  che  sono  stati  giudicati
    idonei, nell'ordine, nelle tornate successive. L'avente  diritto
    puo' rimanere nella sede originaria con le funzioni di assistente
    fino allora svolte qualora non  accetti  la  sede  proposta  dal
    Ministero. In tal caso decade dal diritto all'inquadramento come
    professore associato.
      Le  facolta'  sono  tenute  a  deliberare  sulle   domande   di
    assegnazione entro 60 giorni dal termine di scadenza della  loro
    presentazione e devono trasmettere immediatamente  al  Ministero
    della pubblica istruzione la delibera stessa .
      Gli inquadramenti vengono disposti con  decreto  del  Ministro
    della pubblica istruzione a decorrere dal 1° novembre di ciascun
    anno accademico. Con lo stesso decreto e' disposta l'assegnazione
    del posto relativo. Per coloro che superano il primo giudizio di
    idoneita' l'inquadramento decorre, agli effetti  giuridici  dalla
    data di entrata in vigore del presente decreto.
      Qualora l'avente titolo all'inquadramento che  abbia  superato
    il giudizio di idoneita' presti servizio  presso  una  Universita'
    non statale puo' presentare domanda di inquadramento negli stessi
    termini e con le stesse  modalita'  previste  per  le  Universita'
    statali, all'Universita' medesima.
      L'Universita'   non   statale   puo'   deliberare   in    merito
    all'eventuale istituzione dei posti di professore  associato  su
    cui disporre gli inquadramenti.
      Qualora il numero dei posti istituiti sia inferiore al  numero
    degli aspiranti il consiglio di amministrazione  dell'Universita'
    non statale, sentito il senato accademico, determina  i  criteri
    di precedenza e preferenza per l'inquadramento.
      Gli inquadramenti di cui al precedente comma sono disposti con
    decreto rettorale previa deliberazione delle facolta' competenti.
      A coloro che non ottengono  l'inquadramento  nelle  Universita'
    non statali, si  applicano  le  disposizioni  previste  per  gli
    assistenti di ruolo senza incarico o equiparati delle Universita'
    statali.
      Gli  incaricati  stabilizzati  che  prestano  servizio  presso
    l'Universita' per stranieri di Perugia che conseguano il giudizio
    di idoneita' sono inquadrati presso le Universita' statali, ove vi
    siano  chiamati.  Qualora  nel  termine  di  tre  anni  non  sia
    intervenuta alcuna chiamata si  applica  il  disposto  del  nono
    comma del presente articolo. Durante tale periodo conservano  il
    rapporto di servizio precedente. Nel corso del triennio,  ovvero
    dopo l'inquadramento nel ruolo dei  professori  associati,  essi
    possono presentare domanda di utilizzazione presso  l'Universita'
    per stranieri di  Perugia.  Tale  utilizzazione  avra'  luogo  in
    conformita' delle norme contenute nella legge 16 aprile 1973,  n.
    181, e nello statuto dell'Universita' stessa approvato con D.P.R.
    22 marzo 1978, n. 1032 .
      Gli  insegnamenti  attivati  per   incarico   a   seguito   di
    convenzione stipulata dall'Universita' con altri enti, continuano
    ad essere affidati per incarico ai rispettivi titolari,  qualora
    non abbiano titolo a partecipare ai giudizi  di  idoneita',  fino
    all'espletamento della seconda tornata dei concorsi a professore
    associato. Coloro che hanno titolo a partecipare ai  giudizi  di
    idoneita' di cui al precedente  art.  50  conservano  altresi'  lo
    stesso incarico fino all'espletamento  dell'ultima  tornata  cui
    possono essere ammessi. Qualora essi siano inquadrati in  ruolo,
    gli oneri  gia'  previsti  dalla  convenzione  restano  a  carico
    dell'ente sovventore fino alla scadenza  della  medesima.  Resta
    altresi' confermato l'obbligo per le  Universita'  di  versare  in
    conto entrate tesoro le somme a tal fine percepite.

                                Capo III
               Reclutamento dei ricercatori universitari

      54. Accesso al ruolo dei ricercatori universitari. ─ L'accesso
    al ruolo dei ricercatori universitari avviene mediante  concorsi
    decentrati, presso le singole  sedi  universitarie  banditi  dai
    rettori per gruppi di discipline determinati suparere vincolante
    del Consiglio universitario nazionale.
      Il concorso consiste in due prove scritte una delle quali  puo'
    essere eventualmente sostituita da  una  prova  pratica  ed  una
    orale  intese  ad  accertare  l'attitudine  alla  ricerca  degli
    aspiranti, con riferimento alle discipline del raggruppamento in
    cui il candidato  intende  specializzarsi,  in  un  giudizio  su
    eventuali titoli scientifici presentati dai  candidati  o  nella
    valutazione di quelli didattici.
      Per  singoli   raggruppamenti   il   Consiglio   universitario
    nazionale determina altresi' i programmi relativi alle due  prove
    scritte e alla prova  orale  e  la  ripartizione  del  punte'ggio
    riservato  alla  commissione  per  la  valutazione  delle  prove
    scritte, della prova orale e dei titoli scientifici e didattici,
    riservando  in  ogni  caso  il  50  per  cento  dei  punti  alla
    valutazione delle prove scritte ed orali ed il 30  per  cento  a
    quella dei titoli scientifici.


    
        55. Bandi di concorso. ─ I concorsi sono banditi con decreto
    del rettore della Universita', previa autorizzazione del Ministro
    della pubblica istruzione.
      Il  bando  e'  pubblicato  nella   Gazzetta   Ufficiale   della
    Repubblica italiana.
      Condizione per la partecipazione ai  concorsi  e'  il  possesso
    della laurea o  di  titolo  di  studio  equipollente  conseguito
    presso Universita' straniere.


    
      56. Conmmissioni giudicatrici. ─ Le  commissioni  giudicatrici
    sono composte da tre membri,  di  cui  un  professore  ordinario
    designato  dal  consiglio  di  facolta'  tra  i  titolari   delle
    discipline raggruppate per il concorso, e  uno  ordinario  e  un
    associato estratti a sorte tra due terne di docenti  del  gruppo
    di discipline designate dal Consiglio universitario nazionale.
      In caso di  rinuncia  per  motivato  impedimento  dei  docenti
    sorteggiati, il Consiglio universitario nazionale  procede  alla
    loro sostituzione mediante sorteggio tra i restanti designati.
      Nella prima applicazione del presente decreto,  in  luogo  del
    professore  associato,  puo'  far  parte  della  commissione   un
    professore incaricato.


    
        57. Nomina dei vincitori. ─ Al termine delle prove di  esame
    la commissione giudicatrice compila una graduatoria  sulla  base
    della  somma  dei  voti  riportati  dai  candidati  nelle  prove
    scritte, nella prova orale  e  del  punteggio  assegnato  per  i
    titoli e designa i vincitori, nell'ordine della graduatoria,  in
    numero non superiore a quello dei posti messi a concorso.
      Delle  operazioni  svolte  viene  redatta  una  circostanziata
    relazione.
      Gli atti del concorso sono approvati con decreto del  Ministro
    della pubblica istruzione e pubblicati nel Bollettino  ufficiale
    del Ministero della pubblica istruzione.
      I vincitori sono nominati, con decreto  del  rettore,  per  il
    gruppo di discipline messo a concorso.
      La nomina dei ricercatori, a seguito dei concorsi liberi e dei
    giudizi di idoneita', puo' essere disposta anche in  corso  d'anno
    .


    
        58. Inquadramento nel ruolo dei ricercatori universitari.  ─
    Nella prima applicazione del presente decreto sono inquadrati, a
    domanda,  nel  ruolo   dei   ricercatori   universitari,   quali
    ricercatori confermati, previo giudizio di idoneita':
        a)  i  titolari  dei  contratti  di  cui  all'art.   5   del
    decreto-legge 1° ottobre 1973, n. 580 , convertito in legge,
    con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1973, n. 766;
        b) i titolari di assegni biennali di formazione  scientifica
    e didattica di cui all'art. 6 del decreto-legge 1° ottobre 1973,
    n. 580 , convertito  in  legge,  con  modificazioni,  dalla
    legge 30 novembre 1973, n. 766;
        c) i titolari  di  borse  di  studio  conferite  per  l'anno
    accademico 1973-74, ai sensi delle leggi 31 ottobre 1966, n. 942
     e 24 febbraio 1967, n. 62 ;
        d)  i  borsisti  laureati  vincitori  di  concorsi  pubblici
    banditi dal Consiglio nazionale delle ricerche e da  altri  enti
    pubblici di ricerca di cui alla tabella VI, allegata alla  legge
    20 marzo 1975, n. 70  ,  e  successive  modifiche,  nonch‚
    dall'Accademia nazionale dei lincei e dalla Domus Galileiana  di
    Pisa;
        e) i perfezionandi  della  scuola  normale  e  della  scuola
    superiore di studi universitari e di  perfezionamento  di  Pisa,
    compresi i non titolari di assegni di formazione  scientifica  e
    didattica;
        f)  i  titolari  di  borse  o  assegni,  di   formazione   o
    addestramento scientifico e  didattico  o  comunque  denominati,
    purch‚ finalizzati agli  scopi  predetti,  istituiti  sui  fondi
    destinati  dal  consiglio   di   amministrazione   sui   bilanci
    universitari, anche se provenienti da donazioni o da contratti o
    da convenzioni con enti o con privati, ed assegnati con  decreto
    rettorale a seguito di pubblico concorso;
        g)  gli  assistenti  incaricati  o  supplenti  o  professori
    incaricati supplenti;
        h) i lettori assunti con pubblico concorso o  a  seguito  di
    delibera nominativa del consiglio di  amministrazione  anteriore
    al 31 luglio 1979, ai sensi del decreto-legge 23 dicembre  1978,
    n. 817  convertito in legge 19 febbraio 1979, n. 54 che, al
    momento dell'entrata in vigore della legge 21 febbraio 1980,  n.
    28, risultino aver maturato, agli effetti legali due anni
    di servizio;
        i)  i  medici  interni  universitari  assunti  con  pubblico
    concorso o a seguito di delibera  nominativa  del  consiglio  di
    amministrazione  dell'Universita'  per  motivate  esigenze  delle
    cliniche e degli istituti di cura universitari .
      Hanno  titolo  a  partecipare  al  giudizio  di  idoneita'  gli
    appartenenti alle categorie di  cui  al  precedente  comma,  che
    abbiano svolto la loro attivita' in una o  piu'  delle  qualifiche
    elencate presso una sede universitaria per almeno due anni anche
    non consecutivi entro il periodo compreso  tra  il  31  dicembre
    1973 e il 31 ottobre 1979 che si intendono realizzati anche  con
    periodi di effettivo servizio di almeno sei mesi in ciascuno dei
    due anni accademici  ovvero  abbiano  svolto  la  loro  attivita'
    presso un istituto universitario  nelle  predette  categorie  da
    almeno un anno accademico  che  si  intende  realizzato  con  un
    periodo di servizio di almeno sei mesi alla data del 31  ottobre
    1979.
      Tale periodo  si  considera  decorrente  per  i  vincitori  di
    pubblici  concorsi  dalla   data   della   pubblicazione   della
    graduatoria.
      Il congedo obbligatorio per maternita' o per servizio  militare
    di leva non pregiudica il diritto di partecipazione al  giudizio
    di idoneita'.
      Per l'inquadramento nel ruolo del ricercatore si prescinde dal
    requisito della cittadinanza italiana.  Per  gli  aventi  titolo
    all'inquadramento si richiede un titolo di  studio  equipollente
    alla laurea italiana .


    
        59. Giudizi  di  idoneita'.  ─  Il  Ministro  della  pubblica
    istruzione bandisce due tornate  di  giudizi  di  idoneita',  per
    gruppi di  discipline,  determinati  su  parere  vincolante  del
    Consiglio universitario nazionale.
      La prima tornata e' bandita entro trenta giorni dalla  data  di
    entrata in vigore del presente decreto,  la  seconda  e'  bandita
    entro diciotto mesi dallo stesso termine ed e' riservata a coloro
    che,  avendo  partecipato  alla  prima  tornata,   non   abbiano
    conseguito il giudizio di idoneita'.
      Le domande  per  la  partecipazione  ai  giudizi  di  idoneita'
    debbono essere presentate entro sessanta giorni  dall'emanazione
    del bando al  rettore  della  Universita'  in  cui  l'interessato
    svolge o ha svolto la sua attivita' e per il gruppo di discipline
    nell'ambito del quale l'attivita'  stessa  sia  stata  esplicata.
    Ogni candidato non puo' presentare piu' di una domanda.
      I contratti, gli assegni, le borse di studio, gli incarichi  e
    le  supplenze  sono  prorogati  per  gli  aventi   titolo   alla
    ammissione al giudizio di idoneita' di cui al precedente articolo
    in servizio al 31  ottobre  1979,  fino  all'espletamento  della
    seconda tornata di giudizi, a condizione che abbiano partecipato
    alla prima tornata.
      Se l'interessato  non  presenta  domanda  per  partecipare  al
    giudizio di idoneita' nella prima tornata, il relativo rapporto e'
    risolto di diritto, dal giorno successivo a quello  di  scadenza
    dei termini.
      Tale rapporto e' ugualmente risolto di diritto per  coloro  che
    non superino il giudizio  di  idoneita',  neppure  nella  seconda
    tornata, dal giorno successivo a quello  di  approvazione  degli
    atti della commissione.
      Coloro che abbiano partecipato con esito negativo alla prima o
    ad entrambe le tornate  di  giudizi  hanno  titolo,  a  domanda,
    all'applicazione delle norme di cui all'articolo 120.
      Per coloro che hanno  conseguito  l'idoneita',  il  rapporto  e'
    prorogato fino all'inquadramento in ruolo.
      Resta ferma la  validita',  ai  fini  della  partecipazione  ai
    giudizi, delle domande presentate precedentemente all'entrata in
    vigore del presente decreto, purch‚ corrispondenti ai  requisiti
    previsti nel presente decreto.
      E'  consentita   l'integrazione   della   documentazione   gia'
    prodotta.
      L'onere per le proroghe delle borse  del  Consiglio  nazionale
    delle ricerche e' trasferito sul  bilancio  del  Ministero  della
    pubblica istruzione a decorrere dal 10 novembre 1979.


    
      60. Modalita' degli inquadramenti. ─ Le facolta' provvedono alla
    destinazione dei posti di ricercatore  ad  esse  assegnati,  con
    decreto   del   Ministro   della   pubblica    istruzione,    ai
    raggruppamenti di discipline  in  base  alla  valutazione  delle
    esigenze scientifiche e didattiche.
      Coloro che abbiano conseguito il  giudizio  di  idoneita'  sono
    inquadrati nel ruolo dei ricercatori universitari in qualita'  di
    ricercatori  confermati,  con  decreto  del  rettore  sui  posti
    destinati all'inquadramento.
      Qualora il numero  di  coloro  che  superano  il  giudizio  di
    idoneita'  sia  superiore  al  numero  dei   posti   disponibili,
    l'inquadramento degli aventi diritto in  eccedenza  rispetto  ai
    posti medesimi e' disposto in soprannumero.  Qualora  l'eccedenza
    si  verifichi  nell'ambito  di  uno  stesso  raggruppamento   di
    discipline, l'inquadramento  e'  disposto,  prima  sui  posti  in
    organico  e   successivamente   in   soprannumero   sulla   base
    dell'anzianita' di servizio, o, in  caso  di  pari  anzianita'  di
    servizio, sulla base dell'anzianita' per eta'.
      Le  Universita'  comunicano   al   Ministero   della   pubblica
    istruzione, per ciascun raggruppamento, il numero dei posti  non
    coperti e degli inquadramenti disposti in soprannumero.
      Il Ministro, con proprio  decreto,  dispone  il  recupero  dei
    posti non coperti e provvede a ridistribuirli tra le facolta'  in
    proporzione al numero degli  inquadramenti  in  soprannumero  da
    esse disposti. Le facolta' destinano i  posti  cosi'  ottenuti  al
    riassorbimento dei posti in  soprannumero,  secondo  criteri  di
    proporzionalita'.
      Ove il numero dei posti  recuperati  sia  superiore  a  quello
    occorrente per  l'assorbimento  del  soprannumero,  il  Ministro
    provvede ad una nuova assegnazione di  posti  alle  facolta'  per
    l'effetuazione della seconda tornata di giudizi.
      La seconda tornata viene effettuata  con  i  medesimi  criteri
    della prima tornata, anche per quanto  riguarda  l'inquadramento
    su posti disponibili o in soprannumero.
      Al termine della seconda tornata si provvede con  le  modalita'
    di cui al precedente comma ad una ridistribuzione dei posti  non
    coperti al fine di consentire l'assorbimento del soprannumero.
      Qualora, anche al termine dell'operazione di cui al precedente
    comma, risultano posti  non  coperti,  questi  ultimi  vanno  ad
    incrementare il numero dei  posti  da  bandire  con  i  concorsi
    liberi  e  possono  essere  riassegnati  alla   stessa   facolta'
    compatibilmente  con  le  esigenze  di  programmazione  di   cui
    all'art. 30.
      Le Universita' non statali possono istituire un  proprio  ruolo
    di   ricercatori,   determinandone   l'organico   con   modifica
    statutaria.  Ove   gli   statuti   delle   predette   Universita'
    recepiscano le stesse norme previste  per  i  ricercatori  delle
    Universita'  statali,  sono   possibili   i   trasferimenti   dei
    ricercatori dalle Universita' statali  a  quelle  non  statali  e
    viceversa.
      A coloro che hanno titolo all'inquadramento  come  ricercatori
    nelle Universita' non statali,  vanno  estese,  qualora  non  sia
    possibile il loro  inserimento  nelle  predette  Universita',  le
    norme di cui ai commi dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo e
    quindicesimo dell'art. 53.


    
        61. Commissioni giudicatrici.  ─  Per  la  formulazione  dei
    giudizi di idoneita' sono nominate con decreto del rettore presso
    le singole facolta' apposite commissioni giudicatrici composte da
    tre professori ufficiali, per ciascun  gruppo  disciplinare,  di
    cui almeno uno ordinario,  tra  i  quali  uno  e'  designato  dal
    consiglio di facolta' e  due  sono  estratti  a  sorte  su  terne
    indicate dal Consiglio universitario nazionale tra i  professori
    delle discipline afferenti al raggruppamento disciplinare.


    
        62. Formulazione del giudizio di idoneita'. ─ La  valutazione
    dei  candidati  al  giudizio  di   idoneita'   ha   per   oggetto
    esclusivamente i titoli scientifici e  l'attivita'  didattica  da
    essi svolta.
      Al  termine  dei  lavori,  entro  quattro   mesi   dalla   sua
    costituzione, la commissione fomula, per  ciascun  candidato  un
    giudizio circa l'idoneita' del candidato stesso a svolgere o meno
    i  compiti   di   ricercatore   universitario   e   redige   una
    circostanziata relazione.
      La  relazione  e'  pubblicata  nel  Bollettino  ufficiale   del
    Ministero della pubblica istruzione.

                               TITOLO III
                          Ricerca scientifica


                                 Capo I
        Ricerca scientifica nelle Universita' e suo coordinamento

      63. Ricerca scientifica nelle  Universita'.  ─  L'Universita'  e'
    sede primaria della ricerca scientifica.
      Il Ministro della pubblica istruzione d'intesa con il Ministro
    incaricato  del  coordinamento  della  ricerca   scientifica   e
    tecnologica promuovera'  le  necessarie  forme  di  raccordo  tra
    Universita' ed enti pubblici di ricerca,  compreso  il  Consiglio
    nazionale delle ricerche.
      Al   fine   di   evitare   ogni   superflua   duplicazione   e
    sovrapposizione di strutture  e  di  finanziamenti  e'  istituita
    l'Anagrafe nazionale delle ricerche.


    
      64.  Comitato  per  l'Anagrafe  nazionale  delle  ricerche.  ─
    All'Anagrafe  nazionale  delle  ricerche  affluiranno  tutte  le
    notizie relative alle ricerche comunque finanziate, in  tutto  o
    in parte, con fondi a carico  del  bilancio  dello  Stato  o  di
    bilanci di enti  pubblici.  Sono  fatte  salve  le  disposizioni
    relative alla protezione dei segreti.
      Le amministrazioni, gli istituti e gli enti pubblici e privati
    che svolgono attivita' di ricerca scientifica e  tecnologica  per
    poter accedere ai finanziamenti pubblici devono essere  iscritti
    in apposito  schedario  a  cura  dell'anagrafe  nazionale  delle
    ricerche.
      Le  amministrazioni  e  gli  enti  erogatori  sono  tenuti   a
    comunicare all'Anagrafe nazionale i finanziamenti  concessi  per
    l'attivita' di ricerca.
      Le Universita', le facolta', i dipartimenti,  gli  istituti,  il
    Consiglio nazionale delle ricerche e le altre amministrazioni ed
    enti  interessati  potranno  accedere  ai   dati   dell'Anagrafe
    nazionale delle ricerche.
      All'Anagrafe sovrintende un comitato cosi' composto:
        1) il Ministro della pubblica istruzione o un suo delegato;
        2)  il  Ministro  per   il   coordinamento   della   ricerca
    scientifica e tecnologica o un suo delegato;
        3) un rappresentante del Ministro della sanita';
        4)  un  rappresentante  del  Ministro  dell'industria,   del
    commercio e dell'artigianato;
        5) un rappresentante del Ministro dell'agricoltura;
        6) un rappresentante del Ministro per  i  beni  culturali  e
    ambientali;
        7) un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche;
        8) due rappresentanti degli enti  ed  istituti  pubblici  di
    ricerca designati  dal  Ministro  incaricato  del  coordinamento
    della ricerca scientifica e tecnologica;
        9) due rappresentanti eletti dai rettori delle Universita';
        10) due rappresentanti eletti  dal  Consiglio  universitario
    nazionale;
        11) il dirigente generale dell'istruzione universitaria o un
    suo delegato.
      Le funzioni di segretario sono svolte da  un  funzionario  del
    Ministero della pubblica istruzione con qualifica non  inferiore
    a primo dirigente.
      Il comitato si avvarra' per i supporti tecnici e amministrativi
    dei mezzi a disposizione del Ministero della pubblica  istmzione
    e del relativo personale.


    
        65. Ripartizione dei fondi per la ricerca. ─ Lo stanziamento
    annuale di bilancio per la ricerca  universitaria,  con  effetto
    dal 1° gennaio 1981, e' ripartito per il  60  per  cento  tra  le
    varie  Universita'  con  decreto  del  Ministro  della   pubblica
    istruzione, sentito il Consiglio Universitario nazionale; per il
    restante 40 per cento e'  assegnato  a  progetti  di  ricerca  di
    interesse nazionale e di rilevante  interesse  per  lo  sviluppo
    della  scienza,  con  decreto  del   Ministro   della   pubblica
    istruzione, su proposta dei comitati consultivi  costituiti  dal
    Consiglio universitario nazionale, con il compito di vagliare  i
    progetti  di  ricerca  presentati  da  gruppi   di   docenti   e
    ricercatori o da istituti o dipartimenti universitari.
      Allo scopo  di  porre  in  grado  il  Consiglio  universitario
    nazionale di determinare i criteri oggettivi per la ripartizione
    dei fondi da ripartire tra le Universita',  queste  entro  il  31
    ottobre  di  ciascun  anno  accademico  inviano  una   relazione
    illustrativa sull'attivita' svolta e su  quella  che  si  intende
    programmare per l'anno accademico successivo.
      Il fondo assegnato a ciascun ateneo e' ripartito  con  motivata
    delibera del consiglio  di  amministrazione  sentito  il  senato
    accademico che, avvalendosi di commissioni  scientifiche  elette
    dai  docenti  membri   dei   consigli   di   facolta'   con   una
    rappresentanza di ricercatori universitari, vagli  le  richieste
    di finanziamento presentate da singoli o  gruppi  di  docenti  e
    ricercatori, di  istituti  o  dipartimenti  dell'Universita'.  Il
    fondo assegnato a progetti di ricerca di interesse  nazionale  e
    di rilevante interesse  per  lo  sviluppo  della  scienza  viene
    suddiviso tra le aree di competenza  disciplinare  dei  comitati
    consultivi, su parere del Consiglio universitario nazionale.
      Per l'erogazione dei fondi assegnati ai progetti di ricerca ai
    sensi  del  comma  precedente  il   Ministero   della   pubblica
    istruzione stipula apposite convenzioni con le universita'.


    
        66. Contratti di ricerca, di  consulenza  e  convenzioni  di
    ricerca per conto terzi. ─ Le Universita', purch‚ non vi osti  lo
    svolgimento della loro funzione scientifica  didattica,  possono
    eseguire attivita' di ricerca  e  consulenza  stabilite  mediante
    contratti  e  convenzioni   con   enti   pubblici   e   privati.
    L'esecuzione di tali contratti e convenzioni sara'  affidata,  di
    norma, ai dipartimenti o, qualora questi non  siano  costituiti,
    agli istituti o alle cliniche universitarie o a singoli  docenti
    a tempo pieno.
      I proventi delle prestazioni dei contratti  e  convenzioni  di
    cui al comma precedente sono ripartiti  secondo  un  regolamento
    approvato  dal  consiglio  di  amministrazione  dell'Universita',
    sulla base di uno schema predisposto, su proposta del  Consiglio
    universitario nazionale, dal Ministro della pubblica istruzione.
      Il personale docente  e  non  docente  che  collabora  a  tali
    prestazioni puo' essere  ricompensato  fino  a  una  somma  annua
    totale  non  superiore  al  30  per  cento  della   retribuzione
    complessiva. In ogni caso la somma cosi' erogata al personale non
    puo'  superare  il  50  per  cento  dei  proventi  globali  delle
    prestazioni.
      Il regolamento di cui al secondo comma determina la  somma  da
    destinare   per   spese   di   carattere   generale    sostenute
    dall'Universita' e i  criteri  per  l'assegnazione  al  personale
    della somma di cui al terzo comma. Gli introiti  rimanenti  sono
    destinati ad acquisto di materiale didattico e scientifico  e  a
    spese di funzionamento dei dipartimenti, istituti o cliniche che
    hanno eseguito i contratti e le convenzioni.
      Dai proventi globali derivanti dalle simgole prestazioni e  da
    ripartire con le modalita' di cui  al  precedente  secondo  comma
    vanno  in  ogmcaso  previamente  detratte  le  spese   sostenute
    dall'Universita' per l'espletamento delle prestazioni medesime.
      I proventi derivati dall'attivita' di cui al  comma  precedente
    costituiscono entrate del bilancio dell'Universita'.


    
      67.  Composizione  dei  comitati  consultivi   del   Consiglio
    universitario nazionale. ─ Per l'esame dei progetti  di  ricerca
    di interesse nazionale e di rilevante interesse per lo  sviluppo
    della scienza, sono costituiti comitati consultivi del Consiglio
    universitario nazionale. Entro il 31 dicembre 1980  il  Ministro
    della pubblica istruzione determinera', su  conforme  parere  del
    Consiglio universitario nazionale con proprio decreto, il numero
    dei comitati, in ogni caso non superiore a quindici,  nei  quali
    raggruppare le discipline per  grandi  aree  omogenee.  Di  ogni
    comitato fa parte inoltre un ricercatore designato dal Consiglio
    universitario nazionale.
      Ogni comitato consultivo e' composto da un professore ordinario
    o straordinario designato dal Consiglio universitario  nazionale
    che lo presiede e da dieci professori  eletti  dai  docenti  dei
    corrispondenti gruppi di discipline.
      Le modalita' di elezione sono determinate con il decreto di cui
    al primo comma .

                                Capo II
                      Dottorato di ricerca 
      68. Istituzione del dottorato di ricerca. ─  E'  istituito  il
    dottorato  di  ricerca  quale   titolo   accademico   valutabile
    unicamente nell'ambito della ricerca scientifica.
      Il titolo di dottore di ricerca  si  consegue,  a  seguito  di
    svolgimento di attivita' di ricerca successive  al  conseguimento
    del diploma di laurea che  abbiano  dato  luogo  con  contributi
    originali alla conoscenza in settori  uni  o  interdisciplinari,
    presso consorzi di Universita' o presso Universita' le cui facolta'
    o dipartimenti, se costituiti, siano abilitati a tal fine. Forme
    di collaborazione, sulla base di quanto previsto dal primo comma
    dell'art. 69 potranno essere realizzate tra diverse  Universita',
    taluna delle quali anche  straniere,  nelle  quali  siano  state
    notoriamente sviluppate le  tematiche  di  ricerca  nei  settori
    disciplinari per i quali si intende istituire il dottorato.
      Gli  studi  per  il  dottorato  di   ricerca   sono   ordinati
    all'approfondimento  delle  metodologie  per  la   ricerca   nei
    rispettivi settori e della formazione scientifica.
      Essi consistono essenzialmente nello svolgimento di  programmi
    di  ricerca  individuali  o  eccezionalmente,  per   la   natura
    specifica della ricerca, in collaborazione  eventualmente  anche
    interdisciplinare,   su   tematiche   prescelte   dagli   stessi
    interessati con l'assenso e la guida  dei  docenti  nel  settore
    della facolta' o dipartimento abilitati e, in cicli  di  seminari
    specialistici. Alla fine di ciascun anno gli iscritti presentano
    una particolareggiata  relazione  sull'attivita'  e  le  ricerche
    svolte al collegio dei docenti, che ne cura la conservazione  e,
    previa valutazione dell'assiduita' e dell'operosita', puo' proporre
    al rettore l'esclusione dal proseguimento del corso di dottorato
    di ricerca.


    
      69. Determinazione dei titoli di dottorato e delle  Universita'
    abilitate a rilasciarli. ─ Le  facolta'  e  i  dipartimenti,  ove
    esistano, abilitati al rilascio del titolo di dottore di ricerca
    in un  settore  disciplinare  sono  individuati  sulla  base  di
    criteri generali  di  programmazione  che  tengano  conto  delle
    esigenze  complessive  e  di  quelle  settoriali  della  ricerca
    scientifica, e della notoria e peculiare idoneita', a  tal  fine,
    delle attrezzature scientifiche e didattiche di cui le facolta' o
    i  dipartimenti  dispongono  direttamente  o   sulla   base   di
    convenzioni con altre Universita'  anche  straniere  o  con  enti
    pubblici  che  svolgano  specifica  e  qualificata  attivita'  di
    ricerca eventualmente anche  attraverso  strutture  tecnicamente
    avanzate da essi controllate.
      A tal fine i rettori delle Universita' interessate  inviano  al
    Ministro della pubblica istruzione, entro sei mesi  dall'entrata
    in vigore del presente decreto, e successivamente  entro  il  31
    ottobre di ciascun anno,  motivate  e  documentate  proposte  di
    istituzione dei corsi  di  dottorato  da  attivare  nell'ateneo,
    specificandone  le  particolari  modalita'  di  svolgimento,   le
    strutture utilizzabili, la peculiare esperienza del coordinatore
    e  la  disponibilita'  di  un  sufficiente  numero   di   docenti
    notoriamente  qualificati  per   la   specifica   ed   originale
    produzione  scientifica,  nonch‚,  le  eventuali   proposte   di
    convenzioni e le procedure di  attivazione.  Il  Ministro  della
    pubblica istruzione, sentito il Comitato universitario nazionale
    determina,  con  proprio  decreto,  sulla  base  delle  motivate
    valutazioni  tecniche  formulate  nel  rispetto  delle  predette
    condizioni dal suddetto consesso, i titoli di dottore di ricerca
    che possono essere conseguiti e le Universita' che li rilasciano.
    La durata dei corsi  non  potra'  essere  inferiore  a  tre  anni
    accademici.
      Le  Universita'  dove  esistano  corsi  di  dottorato   faranno
    pervenire al Ministero della pubblica istruzione  alla  fine  di
    ogni  triennio  una  particolareggiata  relazione  dell'attivita'
    svolta per i singoli dottorati di ricerca, congiuntamente con le
    relazioni dei  coordinatori,  alle  quali  verranno  allegati  i
    giudizi delle commissioni di cui al secondo comma  dell'art.  73
    sui candidati  provenienti  dal  corso.  Tenuto  conto  di  tali
    elementi di valutazione, il Ministro, osservate le procedure  di
    cui al precedente comma, procede entro il successivo  anno  alle
    eventuali revisioni.


    
      70. Programmazione del  numero  dei  dottorati  di  ricerca  e
    relativa ripartizione. ─ Il Ministro della  pubblica  istruzione
    con  proprio  decreto   sentito   il   Consiglio   universitario
    nazionale, determina annualmente, in sede nazionale, sulla  base
    delle richieste delle facolta', sentiti i Ministri del  bilancio,
    del tesoro e del Ministro  incaricato  del  coordinamento  della
    ricerca scientifica e tecnologica,  il  numero  complessivo  dei
    posti nel primo anno dei corsi di dottorato di ricerca,  tenendo
    conto   dello   sviluppo   e   dell'incremento   della   ricerca
    scientifica, sia nel settore pubblico, sia nel settore  privato,
    e provvede sentito il  Consiglio  universitario  nazionale  alla
    relativa ripartizione tra le sedi abilitate.
      I corsi comprendono non meno di tre e non piu' di  dieci  posti
    per anno. Si puo' eccezionalmente  derogare  a  tali  limiti  per
    oggettive esigenze della ricerca, previo parere  favorevole  del
    Consiglio universitario nazionale.


    
        71. Ammissione al corso. ─  Possono  presentare  domanda  di
    ammissione al corso coloro che siano in  possesso  di  laurea  o
    titolo equipollente conseguito presso Universita'  straniera;  si
    prescinde per  l'ammissione  dal  requisito  della  cittadinanza
    italiana.
      In  ciascuna  sede  e  per  ciascun  corso  e'  costituita  una
    commissione per l'esame di ammissione, composta da  tre  docenti
    di ruolo, di cui due estratti a  sorte  tra  sei  designati  dal
    consiglio di facolta' e uno estratto a sorte  tra  tre  designati
    dal Consiglio universitario nazionale, appartenenti al gruppo di
    discipline cui si riferisce il corso.
      L'esame di ammissione consiste in una prova scritta  e  in  un
    colloquio.
      Le prove d'esame sono intese  ad  accertare  l'attitudine  del
    candidato alla ricerca scientifica.
      La commissione dispone di sessanta punti  per  ciascuna  delle
    due prove.
      E' ammesso al colloquio il candidato  che  abbia  superato  la
    prova scritta con un punteggio non inferiore a 40/60.
      Il colloquio si intende superato solo se il candidato  ottenga
    un punteggio di almeno 40/60.
      Al termine della prova di  esame  la  commissione  compila  la
    graduatoria generale di merito sulla base della somma  dei  voti
    riportati dai candidati nelle singole prove.
      I candidati sono  ammessi  al  corso  secondo  l'ordine  della
    graduatoria,  fino  alla  concorrenza  del  numero   dei   posti
    disponibili.
      In caso di rinunce degli aventi diritto prima dell'inizio  del
    corso,  subentra  altro   candidato   secondo   l'ordine   della
    graduatoria.
      I cittadini non italiani sono ammessi al dottorato di  ricerca
    in soprannumero nel limite della meta'  dei  posti  previsti  dal
    decreto di cui all'articolo 70, con arrotondamento all'unita' per
    eccesso .
      [Nel rispetto del limite massimo di cui al precedente art.  70
    e con le stesse modalita' concorsuali, possono essere ammessi  ai
    corsi ricercatori dipendenti da enti pubblici  e  professori  di
    ruolo delle scuole secondarie superiori] 


    
      72. Periodo di formazione presso l'Universita'  o  istituti  di
    ricerca stranieri in Italia. ─  Gli  iscritti  al  dottorato  di
    ricerca possono svolgere periodi di formazione presso Universita'
    o istituti di ricerca italiani o stranieri. Per periodi  fino  a
    sei mesi e' richiesto il consenso del coordinatore del corso; per
    periodi superiori la motivata  deliberazione  del  collegio  dei
    docenti.
      In nessun caso la  permanenza  in  Universita'  o  istituti  di
    ricerca italiani o stranieri  diversi  da  quelli  nei  quali  e'
    attivato il dottorato  di  ricerca  puo'  eccedere  la  meta'  del
    periodo previsto per il conseguimento del dottorato.
      Tale limite non si applica in presenza di convenzioni ai sensi
    dell'art. 69.


    
      73. Conseguimento del  titolo.  ─  Il  titolo  di  dottore  di
    ricerca e' conferito con  decreto  del  Ministro  della  pubblica
    istruzione, a  chi  ha  conseguito,  a  conclusione  del  corso,
    risultati di rilevante valore  scientifico  documentati  da  una
    dissertazione fina le scritta o da un lavoro grafico.
      I  predetti  risultati  vengono  accertati  da  unacommissione
    nazionale costituita annualmente, con decreto del Ministro della
    pubblica istruzione, per ogni gruppo di discipline e composta da
    tre professori di ruolo di cui due ordinari  ed  uno  associato,
    estratti a sorte su una rosa di docenti delle  materie  comprese
    nel gruppo stesso, designata  in  numero  triplo  dal  Consiglio
    universitario nazionale.
      Alla valutazione di cui al  comma  precedente  possono  essere
    ammessi anche studiosi che  non  abbiano  partecipato  ai  corsi
    relativi purch‚ siano in possesso di validi titoli di ricerca ed
    abbiano conseguito la laurea prescritta da  un  numero  di  anni
    superiore di uno alla durata del corso di dottorato  di  ricerca
    prescelto. Il  numero  complessivo  dei  titoli  di  dottore  di
    ricerca  conferibili  agli  studiosi  anzidetti  e'   determinato
    annualmente dal Ministro della pubblica  istruzione,  su  parere
    del Consiglio universitario nazionale.  Tale  numero  non  potra'
    superare in  ciascun  settore  la  meta'  del  numero  dei  posti
    attribuiti  ai  sensi  del  primo  comma   dell'art.   70,   con
    arrotondamento all'unita' per eccesso .
      Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale, vengono fissati annualmente il termine
    e le modalita' di presentazione delle domande  e  dei  titoli  da
    parte degli studiosi di cui al comma precedente.
      Al termine dei lavori  la  commissione  redige  una  relazione
    generale sulle  operazioni  svolte,  e,  per  ciascun  candidato
    proposto   per   il   rilascio   del   titolo,   una   relazione
    circostanziata, sui lavori originali in base ai quali e' proposto
    il rilascio medesimo.
      Il rilascio del titolo di dottore di ricerca e' subordinato  al
    deposito di copie, anche non stampate, dei lavori sulla base dei
    quali  il  titolo  e'  stato  conseguito  presso  le  Biblioteche
    nazionali di  Roma  e  Firenze,  che  ne  devono  assicurare  la
    pubblica consultabilita' per non meno di trenta anni. I testi  di
    cui  sopra  devono  essere   corredati   dalla   relazione   dei
    commissari, incluse le eventuali relazioni di minoranza.


    
      74. Riconoscimenti  ed  equipollenze.  ─  Coloro  che  abbiano
    conseguito presso  le  universita'  non  italiane  il  titolo  di
    dottore di ricerca o analoga qualificazione  accademica  possono
    chiederne il riconoscimento con  domanda  diretta  al  Ministero
    della pubblica istruzione.
      La domanda dovra' essere corredata  dai  titoli  attestanti  le
    attivita' di ricerca e dai lavori compiuti presso  le  universita'
    non italiane.
      L'eventuale riconoscimento e' operato con decreto del  Ministro
    della pubblica  istruzione  su  conforme  parere  del  Consiglio
    universitario nazionale.
      Il Ministro della pubblica  istruzione  con  suo  decreto,  su
    conforme parere del  Consiglio  universitario  nazionale,  potra'
    stabilire eventuali equipollenze con il  titolo  di  dottore  di
    ricerca dei diplomi di  perfezionamento  scientifico  rilasciati
    dall'Istituto  univcrsitario  europeo,  dalla   Scuola   normale
    superiore di Pisa, dalla Scuola superiore di studi  universitari
    e  di  perfezionamento  di  Pisa,  dalla  Scuola  internazionale
    superiore di  studi  avanzati  di  Trieste  e  da  altre  scuole
    italiane di livello post-universitario e che siano  assimilabili
    ai corsi di dottorato di  ricerca  per  strutture,  ordinamento,
    attivita' di studio e di ricerca  e  numero  limitato  di  titoli
    annualmente rilasciati.
      In attesa del riordinamento delle Scuole di specializzazione e
    di perfezionamento scientifico post laurea, di cui  all'art.  12
    della legge 21 febbraio  1980,  n.  28,  ultimo  comma,  i  loro
    iscritti possono ultimare i propri studi anche ove nel frattempo
    siano ammessi ad un corso di dottorato di ricerca.
      Le borse di studio hanno la durata  massima  prevista  per  il
    corso  di  dottorato  di  ricerca,  di  perfezionamento   o   di
    specializzazione per il quale sono utilizzati.
      Chi abbia usufruito di una borsa di studio  per  un  corso  di
    dottorato di ricerca, di perfezionamento o  di  specializzazione
    non puo' chiedere di fruirne una  seconda  volta,  anche  se  per
    titolo diverso.

                                Capo III
                            Borse di studio

      75. [Borse di studio per la frequenza dei corsi  di  dottorato
    di ricerca e dei corsi di perfezionamento e di specializzazione.
    ─ Il Ministro della pubblica istruzione, bandisce, entro  il  15
    gennaio di ogni anno, concorsi per l'attribuzione  di  borse  di
    studio per la  frequenza  dei  corsi  di  perfezionamento  e  di
    specializzazione,  presso  universita'  italiane  e  straniere  a
    favore  dei  laureati  capaci  e  meritevoli,  di   cittadinanza
    italiana, che fruiscano di un reddito personale complessivo  non
    superiore a lire 8 milioni.
      Il Ministro con suo decreto puo', ogni due anni, adeguare  tale
    limite di reddito alle variazioni del costo della vita.
      Il Ministro della pubblica istruzione,  sentito  il  Consiglio
    universitario  nazionale,  stabilisce  annualmente  con  proprio
    decreto, di concerto  con  il  Ministro  del  tesoro  e  con  il
    Ministro incaricato del coordinamento della ricerca  scientifica
    e  tecnologica,  nell'ambito   dell'apposito   stanziamento   di
    bilancio, il numero complessivo, l'ammontare ─ non  inferiore  a
    lire 6 milioni annui lordi ─ e la ripartizione tra le universita'
    delle borse da conferire e l'eventuale rivalutazione delle borse
    pluriennali gia' conferite.
      Il consiglio di amministrazione  di  ciascuna  universita',  su
    conforme parere del senato accademico, sulla  base  dei  criteri
    generali fissati dal Ministro con lo stesso decreto  di  cui  al
    precedente comma, propone entro trenta  giorni  dalla  data  del
    decreto  medesimo,  la  ripartizione   delle   borse   assegnate
    all'universita' tra  le  singole  scuole  di  specializzazione  e
    perfezionamento in essa funzionanti.
      Il Ministro della pubblica istruzione,  valutate  le  proposte
    delle universita',  provvede  ad  emanare  il  bando  di  cui  al
    precedente primo comma indicando il numero delle borse  messe  a
    concorso per ciascuna universita' e per ciascuna scuola.
      Tutti coloro che sono ammessi ai corsi di dottorato di ricerca
    ai sensi del primo comma dell'art. 68 e nei  limiti  di  cui  al
    secondo comma dell'art. 70 hanno diritto alla  borsa  di  studio
    purch‚ rientrino nelle condizioni di reddito  personale  fissate
    nel primo comma del presente articolo. L'importo della borsa  di
    studio e' elevato del 50 per cento in proporzione ed in relazione
    ai consentiti periodi di permanenza all'estero presso universita'
    o istituti di ricerca .
      Nel decreto di cui al precedente terzo comma sara'  determinata
    la  quota  parte  dell'importo  complessivo   delle   borse   da
    attribuire ai sensi del precedente comma.
      Non meno di un  quarto  del  numero  complessivo  delle  borse
    stabilito con il decreto di cui al precedente terzo  comma  deve
    essere  destinato  a   borse   di   studio   per   attivita'   di
    perfezionamento all'estero. L'importo di tali  borse  e'  elevato
    del 50 per cento] 


    
      76. [Svolgimento del concorso per l'attribuzione  delle  borse
    di studio. ─ Il  concorso  per  l'attribuzione  delle  borse  di
    studio si svolge su base nazionale per ciascun tipo di scuola di
    perfezionamento o di specializzazione.
      Le domande di partecipazione al concorso vanno  presentate  al
    Ministero della pubblica istruzione entro sessanta giorni  dalla
    data di pubblicazione del  bando  di  cui  al  primo  comma  del
    precedente articolo nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
    italiana.
      Possono presentare domanda di  partecipazione  al  concorso  i
    laureati di cittadinanza  italiana,  ammessi  a  frequentare  le
    scuole di perfezionamento o di specializzazione sulla base delle
    disposizioni stabilite dagli statuti  delle  singole  scuole,  a
    condizione che fruiscano del reddito  personale  complessivo  di
    cui al primo comma del precedente art. 75.
      Nella domanda il candidato deve espressamente  dichiarare  che
    concorre alla borsa di studio attribuita alla scuola  presso  la
    quale e' iscritto.
      Il concorso e' per titoli ed esami.
      Le commissioni sono costituite da tre professori di  ruolo  di
    cui due ordinari ed uno associato e, in prima  applicazione,  al
    posto dell'associato,  un  incaricato  stabilizzato  estratti  a
    sorte su una rosa di docenti delle materie del  settore  cui  la
    scuola appartiene, designata  in  numero  triplo  dal  Consiglio
    universitario nazionale.
      L'esame consiste in una prova scritta e in  un  colloquio  per
    accertare l'esistenza del livello di preparazione necessario per
    frequentare la scuola.
      Le commissioni attribuiscono un  punteggio  a  ciascuna  delle
    seguenti voci:
        a) prova di esame;
        b) voto di laurea e degli esami di profitto;
        c) pubblicazioni;
        d) altri titoli.
      Entro il 15 maggio le commissioni  formulano  una  graduatoria
    sulla  base  della  somma  dei  punteggi  riportati  da  ciascun
    candidato per ciascuna delle voci di cui al comma precedente.
      Le  borse   vengono   attribuite,   secondo   l'ordine   della
    graduatoria, fino alla concorrenza  dei  posti  disponibili  per
    ciascuna scuola] .


    
      77. Svolgimento del concorso per l'attribuzione  di  borse  di
    studio per attivita' di perfezionamento all'estero. ─ Il concorso
    per l'attribuzione delle borse di studio da fruire all'estero si
    svolge su base nazionale, per settori di discipline, determinati
    dal Ministero della pubblica istruzione nel decreto  di  cui  al
    terzo comma del  precedente  art.  75  su  parere  conforme  del
    Consiglio universitario nazionale.
      Possono presentare domanda di  partecipazione  al  concorso  i
    laureati che documentino  un  impegno  formale  di  attivita'  di
    perfezionamento   o   ammessi   a   frequentare   attivita'    di
    perfezionamento o di specializzazione all'estero.
      Nella  domanda  da  presentare  al  Ministero  della  pubblica
    istruzione entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del
    bando, il  candidato  deve  indicare  l'istituzione  di  livello
    universitario presso la quale intende usufruire della  borsa  di
    studio, il corso di studi che intende seguire e la sua durata.
      Il concorso e' per titoli ed esami. La relativa  valutazione  e'
    effettuata da commissioni costituite con gli  stessi  criteri  e
    modalita' previsti per l'attribuzione delle borse  di  studio  da
    usufruire nel territorio nazionale.
      Al  termine  dei  lavori  le  commissioni  formulano  apposite
    graduatorie.
      Le   borse   vengono   attribuite   secondo   l'ordine   delle
    graduatorie, fino alla concorrenza  dei  posti  disponibili  per
    ciascun settore di disciplina.
      Le borse di studio hanno  la  durata  massima  prevista  dalle
    singole istituzioni estere presso le  quali  vengono  utilizzate
    per le attivita' di perfezionamento] .


    
      78. [Conferma delle borse di studio.  ─  Le  borse  di  studio
    comprese quelle all'estero, per la frequenza dei  corsi  per  il
    conseguimento del dottorato di ricerca o  presso  le  scuole  di
    perfezionamento e di specializzazione, sono  confermate  con  il
    passaggio  all'anno  di   corso   successivo,   salvo   motivata
    deliberazione degli organi direttivi del corso o  della  scuola]
   .


    
      79. Obblighi  dei  borsisti.  ─  [Gli  iscritti  ai  corsi  di
    dottorato di ricerca  e  i  borsisti  iscritti  alle  scuole  di
    perfezionamento e di specializzazione non possono, in ogni caso,
    essere impegnati in attivita' didattiche. Essi hanno l'obbligo di
    frequentare i corsi di dottorato e di compiere continuativamente
    attivita' di studio e  di  ricerca  nell'ambito  delle  strutture
    destinate a tal fine] .
      [La  non  osservanza  delle  norme  statutarie  delle   scuole
    comporta la decadenza dal godimento della borsa].
      [I borsisti non possono svolgere attivita' professionale  o  di
    consulenza retribuita n‚  per  enti  pubblici  n‚  per  privati]
   .
      Le borse di studio  comunque  utilizzate  non  danno  luogo  a
    trattamenti previdenziali n‚ a valutazioni ai fini  di  carriere
    giuridiche ed economiche, n‚ a riconoscimenti automatici ai fini
    previdenziali.


    
      80. Istituzione di borse di studio per laureati  con  fondi  a
    carico del  bilancio  universitario.  ─  Le  universita'  possono
    istituire  borse  di  studio  per  la  frequenza  di  scuole  di
    specializzazione o di perfezionamento con  fondi,  iscritti  nel
    bilancio universitario, provenienti da donazioni  o  convenzioni
    con enti o privati. Le borse sono attribuite,  secondo  modalita'
    da determinarsi con apposito regolamento rettorale, agli allievi
    iscritti alle scuole di specializzazione  o  di  perfezionamento
    che, pur rientrando nelle condizioni  di  reddito  previste  nel
    precedente art. 75, non abbiano  ottenuto  la  borsa  di  studio
    ministeriale.

                               TITOLO III
               Sperimentazione organizzativa e didattica

      81. Avvio della sperimentazione. ─ Nel  pieno  rispetto  delle
    liberta' di ricerca e di insegnamento garantito  dall'ordinamento
    vigente e dello uguale diritto per i professori e i  ricercatori
    confermati di accedere ai fondi disponibili e di  utilizzare  le
    attrezzature scientifiche e didattiche,  a  decorrere  dall'anno
    accademico  1980-81,  nelle  universita'  e  negli  istituti   di
    istruzione universitaria e' consentito avviare la sperimentazione
    organizzativa e didattica, intesa come individuazione e verifica
    di nuove modalita' di espletamento dell'attivita' di ricerca e  di
    insegnamento secondo le disposizioni che seguono.


    
      82. Commissione  di  ateneo.  ─  Nell'ipotesi  che  il  senato
    accademico o un quarto dei docenti dell'ateneo o un  quarto  dei
    docenti membri di un singolo consiglio di facolta' richiedano  di
    avviare la sperimentazione organizzativa e didattica di  cui  al
    precedente articolo, il rettore  sentito  il  senato  accademico
    istituisce con proprio decreto una commissione di ateneo, con il
    compito  di   coordinare   e   verificare   la   sperimentazione
    organizzativa e didattica nell'ambito dell'universita'.
      Per  la  costituzione  della  commissione  di  ateneo  ciascun
    consiglio di facolta' elegge, tra coloro che  siano  in  servizio
    presso la stessa,  un  numero  pari  di  professori  ordinari  o
    straordinari e di  professori  associati,  o  aventi  titolo  al
    giudizio  di  idoneita'  ad  associato,  nonch‚  un   ricercatore
    universitario  o  avente  titolo  al  giudizio  di  idoneita'   a
    ricercatore.
      Il numero dei professori ordinari e dei  professori  associati
    che fanno parte  della  commissione  di  ateneo  e'  fissato  per
    ciascuna facolta' con decreto del rettore, su proposta del senato
    accademico, sulla base dei diversi settori di insegnamento e  di
    ricerca e del numero dei docenti esistenti nelle singole facolta'
    in modo che sia assicurato comunque il  rispetto  del  principio
    del voto limitato.
      Le universita'  di  nuova  istituzione,  comprese  l'Universita'
    degli studi di Udine e la seconda Universita' degli studi di Roma
    debbono organizzarsi in dipartimenti. Ai fini  delle  necessarie
    deliberazioni il comitato tecnico-amministrativo ha le  funzioni
    della  commissione  di  ateneo,  oltre  a  quelle  proprie   del
    consiglio di amministrazione. I comitati tecnici  ordinatori  di
    ciascuna facolta' fanno le funzioni dei consigli di facolta', sino
    alla costituzione di questi ultimi.


    
      83.  Costituzione  del  dipartimento.  ─   Nell'ambito   della
    sperimentazione di cui agli  articoli  precedenti  e'  consentito
    alle  universita'  di  costituire   dipartimenti,   intesi   come
    organizzazione di uno o piu' settori di ricerca omogenei per fini
    o per metodo e dei relativi insegnamenti anche afferenti  a  piu'
    facolta' o piu' corsi di laurea della stessa facolta'. Le strutture
    dipartimentali possono essere sperimentate  anche  limitatamente
    all'organizzazione  di   settori   determinati   dall'universita'
    interessata.
      I dipartimenti promuovono e coordinano le attivita' di  ricerca
    nelle universita' ferma  restando  l'autonomia  di  ogni  singolo
    docente  ricercatore.  Essi  organizzano  le  strutture  per  la
    ricerca e ad essi vengono affidati, di  norma,  i  programmi  di
    ricerca che si svolgono nell'ambito dell'universita'. Le attivita'
    di consulenza  e  di  ricerca  su  contratto  o  convenzione  da
    eseguirsi all'interno delle universita' si  svolgono,  di  norma,
    nell'ambito dei dipartimenti.  I  dipartimenti  concorrono  alle
    attivita' didattiche nei modi stabiliti dai successivi articoli.
      I criteri orientativi relativi alle condizioni e alle modalita'
    della sperimentazione dipartimentale e i limiti dimensionali dei
    dipartimenti e  i  criteri  per  la  eventuale  costituzione  di
    sezioni saranno indicati dal Consiglio universitario nazionale.
      La commissione di ateneo, acquisito il parere  motivato  delle
    facolta' interessate, formula proposte  per  la  costituzione  di
    dipartimenti per le eventuali successive modifiche indicate  dai
    dipartimenti stessi, nell'ambito dei criteri orientativi e delle
    dimensioni indicati dal Consiglio universitario nazionale.
      La commissione  di  ateneo  anche  su  eventuali  proposte  di
    docenti interessati puo' proporre l'istituzione  di  dipartimenti
    atipici e di intesa con la commissione  di  altro  ateneo  della
    stessa localita' di dipartimenti interuniversita'. La  commissione
    di ateneo presenta al consiglio di amministrazione  le  proposte
    di delibera necessarie  all'avvio  della  sperimentazione,  che,
    previo  parere  conforme  del  senato  accademico,   sono   rese
    esecutive  con  decreto  del  rettore.  Le   delibere   relative
    all'istituzione di dipartimenti atipici, adeguatamente motivate,
    saranno  sottoposte  al  parere  del   Consiglio   universitario
    nazionale.


    
      84. Strutture dipartimentali. ─ Al dipartimento afferiscono  i
    professori, i ricercatori, il personale amministrativo,  tecnico
    e bibliotecario e ausiliario,  del  settore  di  ricerca,  degli
    insegnamenti e delle attivita' connesse al  dipartimento  stesso.
    Al singolo professore o ricercatore e' garantita  la  possibilita'
    di opzione fra piu' dipartimenti o istituti.
      Sono organi del dipartimento: il direttore, il consiglio e  la
    giunta.
      Il dipartimento puo' articolarsi in sezioni.
      Il direttore  del  dipartimento  e'  eletto  tra  i  professori
    ordinari  e  straordinari,  dai  professori  di  ruolo   e   dai
    ricercatori, nonch‚ in prima applicazione dagli aventi titolo ai
    giudizi di idoneita' ad associato o a ricercatore appartenenti al
    dipartimento medesimo, a maggioranza assoluta dei votanti  nella
    prima votazione e a maggioranza relativa nelle successive, ed  e'
    nominato con decreto del rettore.
      Il direttore resta in carica tre anni  accademici  e  non  puo'
    essere rieletto consecutivamente piu' di una volta.
      Il direttore ha la rappresentanza del  dipartimento,  presiede
    il consiglio e la giunta  e  cura  l'esecuzione  dei  rispettivi
    deliberati; con  la  collaborazione  della  giunta  promuove  le
    attivita' del dipartimento, vigila all'osservanza nell'ambito del
    dipartimento delle leggi, dello statuto e dei regolamenti; tiene
    i rapporti con gli organi accademici, esercita  tutte  le  altre
    attribuzioni che gli sono devolute dalle leggi, dallo statuto  e
    dai regolamenti.
      Del  consiglio  di  dipartimento  fanno  parte  i   professori
    ufficiali,  gli  assistenti  del  ruolo  ad  esaurimento  ed   i
    ricercatori.
      Ne fanno parte inoltre una rappresentanza  del  personale  non
    docente e degli studenti iscritti al dottorato di  ricerca,  con
    modalita' da definire.
      Il  consiglio  di  dipartimento  puo'   inoltre   decidere   la
    partecipazione   al   consiglio   stesso,   limitatamente   alla
    organizzazione dell'attivita' didattica,  di  una  rappresentanza
    elettiva degli studenti, con modalita' da definire. La  giunta  e'
    composta da  almeno  tre  professori  ordinari,  tre  professori
    associati e due ricercatori, oltre che dal  direttore  e  da  un
    segretario amministrativo  con  voto  consultivo.  Qualora  tali
    rappresentanze vengano elevate,  dovranno  essere  mantenute  le
    stesse  proporzioni.  L'elezione  dei  componenti  della  giunta
    avviene con voto limitato nell'ambito delle singole componenti.
      In sede  di  prima  costituzione  e  comunque  per  non  oltre
    l'espletamento della seconda tornata di idoneita' ad associato ed
    a ricercatore, l'elettorato passivo previsto  per  i  professori
    associati  e'  esteso  ai  professori  incaricati  da  almeno  un
    triennio ed agli assistenti  di  ruolo  ad  esaurimento.  Quello
    previsto per i ricercatori, agli aventi titolo all'inquadramento
    nel rispettivo ruolo.


    
        85.  Attribuzioni  del  dipartimento.   ─   Ferma   restando
    l'autonomia di ogni singolo docente e ricercatore  confermato  e
    il loro diritto di accedere direttamente, ove non partecipino  a
    programmi di ricerca comune, ai finanziamenti per la ricerca, il
    dipartimento  promuove  e  coordina   l'attivita'   di   ricerca:
    organizza  o  concorre  all'organizzazione  dei  corsi  per   il
    conseguimento   del   dottorato   di   ricerca;   concorre,   in
    collaborazione con i consigli di corso di laurea o di indirizzo,
    con gli organi direttivi delle scuole di specializzazione  e  ai
    fini speciali, alla relativa attivita' didattica.
      A tali fini il  direttore  di  dipartimento  coadiuvato  dalla
    giunta esercita le seguenti attribuzioni:
        1) predispone annualmente le richieste  di  finanziamenti  e
    dell'assegnazione di personale non docente per la  realizzazione
    di un programma di sviluppo e  di  potenziamento  della  ricerca
    svolta nell'ambito dipartimentale,  nonch‚  per  lo  svolgimento
    dell'attivita' didattica di cui sopra, da inoltrare al  consiglio
    di amministrazione;
        2) propone il piano annuale delle ricerche del  dipartimento
    e la eventuale organizzazione di centri di studio  e  laboratori
    anche in comune con altri dipartimenti della stessa o  di  altra
    Universita' italiana o straniera o  con  il  Consiglio  nazionale
    delle ricerche  o  con  altre  istituzioni  scientifiche  nonch‚
    predispone  i  relativi  necessari  strumenti  organizzativi  ed
    eventualmente promuove convenzioni tra le Universita' e gli  enti
    interessati;
        3) predispone annualmente una relazione sui risultati  della
    sperimentazione, con riferimento  allo  stato  della  ricerca  e
    della didattica svolta nel  dipartimento,  che  viene  trasmessa
    alla commissione di ateneo;
        4) mette a disposizione del personale docente i mezzi  e  le
    attrezzature necessarie per la  preparazione  dei  dottorati  di
    ricerca e per consentire la preparazione delle  tesi  di  laurea
    assegnate dai corsi di laurea;
        5) ordina strumenti, lavori, materiale anche bibliografico e
    quanto altro serve per il buon funzionamento del dipartimento, e
    dispone il pagamento delle relative fatture sempre  fatta  salva
    l'autonomia dei gruppi di ricerca nella gestione dei fondi  loro
    specificatamcnte assegnati.
      Agli stessi fini il  consiglio  di  dipartimento  esercita  le
    seguenti attribuzioni:
        1) detta i criteri generali per:
          a) la utilizzazione dei fondi  assegnati  al  dipartimento
    per le sue attivita' di  ricerca  che  dovranno  tener  conto  di
    eventuali esigenze sopravvenute e di adattamenti che si  rendano
    indispensabili in corso d'anno;
          b) l'uso coordinato  del  personale,  dei  mezzi  e  degli
    strumenti in dotazione;
        2) approva le proposte formulate  dal  direttore  coadiuvato
    dalla giunta di cui ai punti 1), 2), 3) del comma precedente;
        3) approva i singoli piani di studio e  di  ricerca  per  il
    conseguimento del dottorato di ricerca;
        4) da' pareri in ordine alle chiamate dei  professori  ed  al
    conferimento delle supplenze da effettuare da parte dei consigli
    di  facolta',  limitatamente   alle   discipline   comprese   nel
    dipartimento.  Quando  trattasi   di   professori   ordinari   o
    straordinari  partecipano  alle  sedute  del  consiglio  i  soli
    appartenenti  alla  medesima  categoria;  quando   trattasi   di
    professori associati partecipano alle sedute del consiglio  solo
    i professori di ruolo. Da' pareri inoltre sulla  istituzione,  la
    soppressione o la modificazione  delle  discipline  in  statuto,
    limitatamente alle discipline di propria pertinenza;
        5) collabora con gli organi di governo dell'Universita' e gli
    organi di programmazione nazionale,  regionali  e  locali,  alla
    elaborazione ed alla attuazione di programmi di insegnamento non
    finalizzati al conseguimento dei titoli di studio previsti dalla
    legge, ma rispondenti a precise  esigenze  di  qualificazione  e
    riqualificazione professionale, di formazione di  nuovi  profili
    professionali  di  alta   specializzazione   e   di   educazione
    permanente.
      Per le attribuzioni di cui ai punti 3)  e  4)  del  precedente
    comma partecipano alle  adunanze  i  professori  di  ruolo;  per
    quelle di cui al  punto  1)  sub  a)  e  sub  b)  partecipano  i
    professori di ruolo ed i ricercatori  confermati,  nonch‚,  fino
    alla loro cessazione, i professori incaricati e  gli  assistenti
    di ruolo.
      La giunta di dipartimento affida ai professori ordinari ed  ai
    professori associati gli insegnamenti nel corso di dottorato  di
    ricerca, valutando le richieste dei professori,  restando  fermo
    che a parita' di qualificazione nell'area  disciplinare,  prevale
    per l'affidamento dell'insegnamento il professore ordinario.
      L'esercizio  delle  funzioni  conferite  al   dipartimento   e'
    disciplinato   dal   regolamento   interno,    deliberato    dal
    dipartimento  stesso  ed  emanato   dal   rettore   sentiti   la
    commissione di ateneo e il consiglio di amministrazione.


    
      86. Autonomia del dipartimento. ─ Il dipartimento ha autonomia
    finanziaria ed amministrativa e dispone di personale tecnico  ed
    amministrativo per il suo funzionamento.
      Il consiglio di dipartimento approva, sulla base  delle  somme
    all'uopo assegnate dal consiglio di amministrazione  di  cui  al
    successivo comma settimo, su proposta del  direttore  i  bilanci
    preventivo e consuntivo del dipartimento  stesso,  corredati  da
    una dettagliata relazione. Tali bilanci saranno affissi all'albo
    del dipartimento ed inviati al consiglio di amministrazione  per
    essere allegati al bilancio generale dell'Universita'  e  saranno
    gestiti quali  contabilita'  speciali  con  le  modalita'  di  cui
    all'art.  58  del  testo  unico  delle   legge   sull'istruzione
    superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933,  n.  1592
    .
      Le modalita' di gestione finanziaria ed amministrativa  saranno
    stabilite in uno schema-tipo di regolamento e di amministrazione
    e contabilita' generale delle  Universita'  e  degli  istituti  di
    istruzione universitaria da adottarsi con decreto del Presidente
    della  Repubblica  su  proposta  del  Ministro  della   pubblica
    istruzione, sentito il Consiglio universitario  nazionale  e  di
    concerto con il Ministro  del  tesoro  entro  centoventi  giorni
    dall'entrata in vigore del presente  decreto.  Tale  regolamento
    deve prevedere per i dipartimenti norme di contabilita'  diretta,
    di gestione contabile e di emissione  di  mandati  di  pagamento
    presso l'istituto tesoriere dell'Universita'.
      Le istituzioni  universitarie,  nell'esercizio  della  propria
    autonomia,  potranno  emanare  disposizioni  integrative  nonch‚
    adeguare tale normativa, nel rispetto delle leggi vigenti,  alle
    proprie  esigenze,  fatti  salvi  i  principi   dichiarati   non
    derogabili nel regolamento tipo. A cio' si provvede  con  decreto
    rettorale  previa  motivata  deliberazione  del   consiglio   di
    amministrazione su parere conforme del  Consiglio  universitario
    nazionale  e  da  pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
    Repubblica.
      Il consiglio di amministrazione  assegna  al  dipartimento  un
    fondo per dotazione ordinaria di funzionamento per  acquisto  di
    attrezzature scientifiche e  didattiche,  per  l'esecuzione  dei
    programi di ricerca approvati dal  dipartimento,  tenendo  conto
    delle richieste di cui all'art. 85, punto 1) del secondo  comma.
    I  dipartimenti  inoltre  dispongono  nella   misura   stabilita
    dall'articolo  66,  dei  proventi  derivanti  da   contratti   e
    convenzioni di ricerca.
      Il rettore, sulla base delle deliberazioni  del  consiglio  di
    amministrazione,   provvede    all'assegnazione    ai    singoli
    dipartimenti del personale amministrativo occorrente per il loro
    funzionamento, sentita la commissione di cui  all'art.  5  della
    legge 25 ottobre 1977, n. 808 .
      Il direttore del dipartimento puo' autorizzare le missioni  dei
    singoli  componenti  del  dipartimento   sulla   base   di   una
    regolamentazione deliberata dal senato accademico, nei limiti di
    una quota delle entrate stabilita dal  Ministro  della  pubblica
    istruzione di concerto con il Ministro del tesoro.
      Sino all'emanazione dello schema-tipo di regolamento,  di  cui
    al terzo comma del presente articolo, si applicano  comunque  le
    norme di contabilita' di cui al seguente art. 87.


    
      87. Limiti di  spesa  ed  istituti;  modalita'  della  gestione
    amministrativa  e  contabile.  ─  Nell'ambito  delle   dotazioni
    assegnate a ciascun istituto e per le  spese  che  in  una  sola
    volta eccedono la somma di L. 4.000.000 il consiglio di istituto
    dovra' preventivamente autorizzare l'utilizzazione  dei  fondi  e
    delle   strutture   a   disposizione;    dispone    in    merito
    all'utilizzazione del personale non docente in  servizio  presso
    l'istituto;  mantiene  i  rapporti  con  il  dipartimento,   ove
    costituito, per quanto concerne la ricerca.
      Il  livello  di  anticipazione  consentito  agli  istituti  su
    ciascun tipo di fondo e' elevato dall'attuale 10 per cento al  40
    per cento della somma complessiva su ciascuna voce di bilancio.
      Le modalita' di gestione amministrativa e contabile delle somme
    assegnate agli istituti saranno definite  nello  schema-tipo  di
    regolamento generale di cui all'art. 86.
      Il direttore di istituto puo' effettuare  senza  la  preventiva
    autorizzazione del consiglio di amministrazione, il pagamento di
    spese che non eccedano ciascuna i 4.000.000 di lire oltre l'IVA.
      Per le piccole spese, che singolarmente non eccedono le 20.000
    lire, il direttore d'istituto e' esentato, sotto la sua personale
    responsabilita', dall'obbligo di documentazione. Non e' consentito
    il frazionamento di una stessa spesa eccedente le 20.000) lire.
      Le spese di cui sopra vanno comunque annotate sul registro  di
    cassa e non possono eccedere le 200.000 lire per ogni mese.
      Il direttore dell'istituto puo'  autorizzare  la  missione  dei
    singoli   componenti   dell'istituto   sulla   base    di    una
    regolamentazione deliberata dal senato accademico  per  ciascuna
    universita'  e  dispone  le  relative  anticipazioni  qualora  la
    missione sia a carico dell'istituto nei limiti di spesa  di  cui
    al presente articolo.
      A successivi adeguamenti  dei  limiti  di  spesa,  di  cui  ai
    precedenti  commi,  potra'  provvedere  con  propri  decreti   il
    Ministro della pubblica istruzione di concerto con  il  Ministro
    del tesoro e quello per il coordinamento della ricerca scientica
    e tecnologica.


    
        88. Istituti. ─ Gli istituti, ciascuno dei  quali  comprende
    piu'   discipline   di   insegnamento   affini,    svolgono    in
    collaborazione con  le  facolta'  ed  i  corsi  di  laurea  e  di
    indirizzo, le attivita' didattiche  per  il  conseguimento  delle
    lauree  e  dei   diplomi   previsti   dagli   statuti,   o,   in
    collaborazione con i dipartimenti ove costituiti, le attivita' di
    ricerca  concernenti  le  discipline  afferenti  agli   istituti
    stessi.
      L'istituto  e'   diretto   da   un   professore   ordinario   o
    straordinario di una  delle  discipline  afferenti  all'istituto
    stesso, nominato dal rettore su designazione  del  consiglio  di
    istituto.
      Il   direttore    coordina    e    sovrintende    all'attivita'
    dell'istituto, e' responsabile della  gestione  amministrativa  e
    contabile dell'istituto stesso e dura in carica un triennio.
      In  mancanza  di  professori  ordinari  o  straordinari  delle
    discipline afferenti all'istituto ovvero in caso di impedimento,
    ritenuto  motivato   dal   senato   accademico,   la   direzione
    dell'istituto stesso e' affidata, con le modalita' di cui ai commi
    precedenti e  per  la  durata  di  un  anno,  ad  un  professore
    associato o, in mancanza, ad altro docente.
      Il consiglio di istituto e' costituito dai professori ufficiali
    e dagli assistenti di ruolo, che vi afferiscono, nonch‚  da  una
    rappresentanza,  da  uno  a  cinque  ricercatori  qualora   essi
    superino il numero di tre.
      Le norme di gestione e  di  funzionamento  dell'istituto  sono
    stabilite da un regolamento  emanato  dal  rettore,  sentito  il
    senato accademico e il consiglio di amministrazione.
      Nelle Universita' dove sono costituite strutture dipartimentali
    il rettore, su proposta della commissione di ateneo e sentito il
    senato accadernico,  dispone  che  gli  istituti  che  rientrino
    nell'area disciplinare propria di uno o piu' dipartimenti vengano
    da questi  assorbiti,  sempre  che  su  cio'  vi  sia  il  parere
    favorevole   della   maggioranza   dei   professori   di   ruolo
    dell'istituto interessato. In ogni caso, quando a seguito  delle
    opzioni  di  cui  all'art.  84,  primo  comma,  il  numero   dei
    professori di un istituto si riduca di oltre la meta' rispetto  a
    quelli in servizio all'atto dell'entrata in vigore del  presente
    decreto, l'istituto  viene  disattivato  e  si  procede  con  la
    medesima procedura a destinare le relative dotazioni di mezzi  e
    di personale non docente. Qualora la  coincidenza  fra  le  aree
    disciplinari di uno o piu' dipartimenti e di uno o  piu'  istituti
    sia solo parziale, il rettore promuove le opportune  intese  per
    la gestione e il finanziamento comune di strutture  materiali  e
    servizi, anche nella forma dei centri di cui al successivo  art.
    89, ovvero per l'eventuale ripartizione ove si renda necessaria;
    provvede comunque, osservata la procedura  di  cui  al  presente
    comma, a garantire l'accesso a  tali  strutture  e  servizi  dei
    docenti e dei ricercatori interessati.


    
      89.   Centri   interdipartimentali.   ─   Nell'ambito    della
    sperimentazione  organizzativa  e  didattica,  il  consiglio  di
    amministrazione, su proposta  della  commissione  di  ateneo,  e
    sentito il senato accademico  puo'  deliberare  la  creazione  di
    centri per la ricerca interdipartimentale.
      I centri  svolgono  attivita'  di  ricerca  cui  contribuiscono
    docenti di piu' dipartimenti o istituti. Tali attivita' possono in
    particolare  essere  connesse  alla  partecipazione  a  progetti
    scientifici finalizzati promossi da enti pubblici di ricerca,  o
    da  altre  ricerche  che  l'Universita'  svolga  sulla  base   di
    contratti  o  convenzioni.  L'atto  istitutivo  di  ogni  centro
    prevede un termine per la durata del centro stesso nei  casi  in
    cui la  finalizzazione  di  esso  sia  specificamente  legata  a
    programmi  scientifici  da  attuare  entro  scadenze   temporali
    definite.
      L'attivita'  dei  docenti  nei  centri   puo'   avvenire   anche
    nell'ambito dei periodi di svolgimento di esclusiva attivita'  di
    ricerca ai sensi dell'art. 17.


    
      90. Centri di servizi interdipartimentali. ─ Per  la  gestione
    di apparecchiature complesse e di  altri  strumenti  scientifici
    possono  essere  istituiti,  nell'ambito  della  sperimentazione
    organizzativa e didattica, con deliberazione  del  consiglio  di
    amministrazione,  su  proposta  della  commissione  di   Ateneo,
    sentiti i dipartimenti  interessati,  e  il  senato  accademico,
    centri interdipartimentali per la gestione e l'utilizzazione  di
    servizi e di complessi apparati scientifici  e  tecnici  di  uso
    comune a piu' strutture di ricerca e di insegnamento.
      I centri hanno  lo  scopo  di  potenziare  l'organizzazione  e
    migliorare il funzionamento dei dipartimenti e  degli  istituti,
    di sopperire alle esigenze scientifiche e didattiche mettendo le
    proprie  attrezzature  a  disposizione  di  coloro  che  operano
    nell'ambito dei settori di ricerca  interessati,  di  promuovere
    attivita' di studio e documentazione e qualsiasi  altra  attivita'
    connessa con le attrezzature di cui dispongono in  relazione  ai
    fini dei dipartimenti.
      Alle  relative  esigenze  di  personale  non  docente  possono
    provvedere anche i dipartimenti interessati.
      Ai   centri   dei   servizi   sono   preposti:   un   comitato
    tecnico-scientifico composto da rappresentanze dei consigli  dei
    dipartimenti interessati, nonch‚ un direttore  scelto  di  norma
    fra i tecnici laureati.


    
      91. Collaborazione interuniversitaria. ─ Per  le  finalita'  di
    cui ai precedenti  articoli  89  e  90  possono  essere  altresi'
    costituiti, tramite convenzioni tra le  Universita'  interessate,
    centri  di  ricerca  o  centri  di  servizi   interuniversitari,
    rispettivamente quali strumenti  di  collaborazione  scientifica
    tra docenti di  Universita'  diverse  o  quali  sedi  di  servizi
    scientifici utilizzati da piu' Universita'.
      In particolare, i centri possono  collegare  Universita'  della
    stessa citta', della stessa regione o di regioni finitime, ovvero
    costituire sede di cooperazioni scientifiche nazionali anche  ai
    fini dei progetti di ricerca finanziati  con  il  40  per  cento
    dello stanziamento di cui al primo comma dell'art. 89.
      Le norme relative al funzionamento ed alla gestione dei centri
    sono determinate in analogia con quanto previsto nei  precedenti
    articoli  nella  convenzione  di  cui  al  primo   comma.   Ogni
    Universita'  puo'  disporre  l'assegnazione   presso   centri   di
    personale docente per non oltre tre anni in un decennio, sentite
    le facolta' interessate, e di personale amministrativo,  tecnico,
    operaio ed ausiliario, sentita la commissione di cui all'art.  5
    della legge 25 ottobre 1977, n. 808 .
      Sono  consentite  convenzioni  tra   universita'   italiane   e
    universita'  di   Paesi   stranieri   per   attivita'   didattiche
    scientifiche integrate e per programmi integrati di studio degli
    studenti,   nonch‚   per   esperienze   nell'uso   di   apparati
    tecnico-scientifici di particolare complessita' .
      Le convenzioni di cui  al  precedente  comma,  deliberate  dal
    consiglio di amministrazione dell'ateneo su parere conforme  del
    senato accademico, sono autorizzate dal Ministro della  pubblica
    istruzione, con proprio decreto, sulla base di criteri  definiti
    con  apposito  decreto  emanato  dallo  stesso  Ministro   della
    pubblica istruzione, di concerto con il  Ministro  degli  affari
    esteri ed il Ministro del tesoro. Il decreto  di  autorizzazione
    indichera' altresi' l'entita' del relativo  finanziamento  posto  a
    carico dell'ordinario stanziamento di bilancio all'uopo iscritto
    in apposito capitolo dello stato di previsione della  spesa  del
    Ministero della pubblica istruzione.
      Sono a carico  dell'universita'  di  appartenenza  le  spese  e
    l'organizzazione   per   la   partecipazione    di    professori
    universitari in  rappresentanza  delle  universita'  italiane  in
    organismi internazionali che perseguono le finalita'  di  cui  al
    precedente quarto  comma,  secondo  modalita'  da  stabilire  con
    apposito decreto presidenziale .
      I consorzi  interuniversitari  costituiti  tra  le  universita'
    italiane per il perseguimento di finalita'  istituzionali  comuni
    alle universita' consorziate sono finanziati in via ordinaria con
    fondi di pertinenza di ciascuna universita' interessata,  con  le
    modalita' di erogazione, alle quali il Ministero  della  pubblica
    istruzione si attiene, stabilite nelle convenzioni stipulate tra
    le stesse universita' .


    
      91-bis. Partecipazione a consorzi e a societa' di ricerca. ─ Le
    universita'  possono  partecipare  a  consorzi  o  a  societa'  di
    capitale per la progettazione e  l'esecuzione  di  programmi  di
    ricerca finalizzati allo sviluppo scientifico e  tecnologico  ai
    sensi delle leggi 25 ottobre 1968, n. 1089, 2  maggio  1976,  n.
    183, 21 maggio 1981,  n.  240,  17  febbraio  1982,  n.  46,  1°
    dicembre 1983, n. 651, a condizione che:
        a) la loro partecipazione  sia  rappresentata  da  esclusivo
    apporto di prestazione di opera scientifica;
        b) l'atto  costitutivo  preveda  l'esclusione  per  esse  da
    eventuali obblighi dei soci di versare contributi  in  denaro  e
    che gli utili non vengano ripartiti ma reinvestiti per  finalita'
    di carattere scientifico;
        c)  sia  assicurata  la   partecipazione   paritaria   della
    universita', nell'impostazione dei programmi di ricerca;
        d) le relative iniziative  fruiscano  di  finanziamenti  non
    inferiori alla meta' da parte di  organismi  pubblici  nazionali,
    internazionali o esteri;
        e)  ogni  eventuale  emolumento  corrisposto  ai  professori
    universitari o ai ricercatori che facciano  parte  degli  organi
    sociali sia versato alle universita' di appartenenza. I  proventi
    derivanti da eventuali contratti  di  ricerca  o  di  consulenza
    richiesti  ad  universita'  siano  corrisposti   secondo   quanto
    stabilito  nel  precedente  articolo  66.  Gli  eventuali  utili
    spettanti alle universita' siano da queste destinati  a  fini  di
    ricerca.
      La partecipazione dell'universita' e' deliberata  dal  consiglio
    di amministrazione, udito il collegio dei revisori .


    
      92. Sperimentazioni  di  nuove  attivita'  didattiche.  ─  Alle
    Universita' e agli altri istituti di istruzione  universitaria  e'
    consentito sperimentare con il consenso del docente interessato,
    nuove  modalita'  didattiche  rivolte  a  rendere  piu'   proficuo
    l'insegnamento in relazione anche alle  strutture  organizzative
    previste in  via  sperimentale  dal  presente  decreto  ed  alle
    connessioni con istituzioni ed enti  culturali,  scientifici  ed
    economici pubblici o  privati  esistenti  nella  regione  od  in
    regioni contermini per quanto concerne i  compiti  didattici  di
    cui all'art. 85.
      Per il conseguimento di tale finalita' possono essere stipulate
    convenzioni con gli enti di cui al precedente comma, nonch‚,  al
    fine di aggiornamento e  riqualificazione  professionale,  anche
    con altri enti pubblici  o  privati,  eventualmente  riuniti  in
    consorzi.
      Le convenzioni sono stipulate dal  rettore,  su  proposta  dei
    consigli dei corsi di laurea o di indirizzo interessati,  previo
    parere favorevole del consiglio di amministrazione.
      I  consigli  di  corso  di  laurea  o  di  indirizzo   possono
    sperimentare  altresi'  forme  diversificate  di  studio   e   di
    frequenza anche mediante  corsi  a  svolgimento  estivo,  serale
    ovvero forme di frazionamento dei programmi e degli esami.
      Per agevolare la preparazione degli  studenti  possono  essere
    inoltre istituite  strutture  didattiche  ausiliarie  decentrate
    mediante anche l'apprestamento di sussidi audiovisivi.
      Rimane fermo l'obbligo  di  ogni  professore  di  svolgere  il
    proprio corso di insegnamento ufficiale.


    
      93. Relazioni sulla sperimentazione. ─ Al termine  di  ciascun
    anno   accademico   dall'inizio   della   sperimentazione,    il
    dipartimento riferisce alla commissione di ateneo  sull'attivita'
    di ricerca svolta e sui risultati della sperimentazione.
      Alla scadenza del  terzo  anno  accademico  dall'inizio  della
    sperimentazione i dipartimenti presentano  alla  commissione  di
    ateneo e al  Consiglio  universitario  nazionale  una  relazione
    sull'attivita'  svolta  e  sui  risultati  raggiunti.   Entro   i
    successivi tre mesi le commissioni di ateneo  devono  presentare
    al  Ministro  della   pubblica   istruzione   e   al   Consiglio
    universitario nazionale una relazione sulla  sperimentazione  di
    ciascun ateneo.
      Entro  quattro  anni  dall'inizio  della  sperimentazione   il
    Governo ne valuta i risultati ai fini della presentazione di  un
    disegno di legge, sentito il parere del Consiglio  universitario
    nazionale,  per  il   definitivo   riassetto   delle   strutture
    universitarie e dell'organizzazione didattica, nel piu'  rigoroso
    rispetto dell'autonomia delle Universita'.

                               TITOLO IV
                                 Organi

      94. Consigli di corsi  di  laurea  e  di  indirizzo.  ─  Nelle
    facolta'  comprendenti  piu'  corsi  o  indirizzi  di  laurea,  in
    corrispondenza dei predetti corsi e indirizzi, sono istituiti  i
    consigli di corso di laurea e di indirizzo di laurea di  cui  al
    decreto-legge  1°  ottobre  1973,  n.   580,   convertito,   con
    modifiche, dalla legge 30 novembre 1973, n. 766.
      Il consiglio di corso di laurea o di indirizzo di laurea:
        1) coordina le attivita' di insegnamento e di studio  per  il
    conseguimento della laurea e dei diplomi previsti nello statuto;
        2) esamina e approva i piani  di  studio  che  gli  studenti
    svolgono per il conseguimento della laurea o del diploma;
        3) formula  proposte  e  pareri  in  ordine  alle  modifiche
    statutarie attinenti ai corsi di laurea  o  di  indirizzo  o  ai
    corsi di diploma interessati;
        4)  propone  al  consiglio  di  facolta'   l'attivazione   di
    insegnamenti previsti dallo statuto;
        5) propone, eventualmente d'intesa con gli altri consigli di
    corso di laurea e di indirizzo di laurea afferenti  agli  organi
    dei dipartimenti, l'impiego dei mezzi, delle attrezzature e  del
    personale  non  docente  dei  dipartimenti  stessi  al  fine  di
    organizzare  nella  maniera  piu'   efficace   le   attivita'   di
    insegnamento e il loro coordinamento con le attivita' di ricerca;
        6)  adotta  nuove  modalita'   didattiche,   anche   mediante
    l'impiego di docenti per corsi d'insegnamento diversi da  quelli
    di cui sono  titolari,  secondo  le  disposizioni  del  presente
    decreto.
      Il consiglio di corso di laurea o di indirizzo e' costituito da
    tutti i professori di ruolo afferenti al corso o indirizzo,  ivi
    compresi i professori a contratto,  da  una  rappresentanza  dei
    ricercatori e degli assistenti del  ruolo  ad  esaurimento,  non
    superiore ad un quinto dei docenti,  da  un  rappresentante  del
    personale non docente e da una rappresentanza  di  tre  studenti
    elevabile a cinque,  qualora  gli  studenti  iscritti  al  corso
    superino il numero di duemila. La partecipazione  delle  diverse
    componenti avviene nei limiti delle disposizioni che seguono.
      Ogni consiglio di corso di laurea o di  indirizzo  elegge  nel
    suo seno, tra i  professori  ordinari  del  corso  medesimo,  un
    presidente. L'elezione avviene a maggioranza assoluta  in  prima
    convocazione  e  a  maggioranza  relativa   nelle   convocazioni
    successive. Il presidente sovrintende o coordina le attivita' del
    rispettivo  corso  o  indirizzo.  Dura  in   carica   tre   anni
    accademici.
      Gli atti dei consigli di corso di laurea o di  indirizzo  sono
    pubblici.
      Partecipano  altresi'  al  consiglio  di  corso  di  laurea   e
    indirizzo, fino alla cessazione degli incarichi di insegnamento,
    tutti gli incarichi stabilizzati nonch‚ i  rappresentanti  degli
    incaricati non stabilizzati e degli assistenti di ruolo  secondo
    le  modalita'  e  le  percentuali  previste   dall'art.   9   del
    decreto-legge 1° ottobre 1973, n. 580, convertito in legge,  con
    modificazioni, dalla legge 30 novembre 1973, n. 766.
      I professori  associati  partecipano  alle  deliberazioni  dei
    consigli di  corso  di  laurea  o  di  indirizzo  per  tutte  le
    questioni ad eccezione di quelle relative alla destinazione  dei
    posti di ruolo di  professore  ordinario  ed  alle  persone  dei
    professori ordinari.
      I rappresentanti dei ricercatori universitari e degli studenti
    partecipano a tutte le sedute dei consigli di corso di laurea  o
    di indirizzo,  ad  eccezione  di  quelle  relative  a  questioni
    concernenti la destinazione dei posti di ruolo e le persone  dei
    professori  ordinari  ed  associati  e,  qualora  esistano,  dei
    professori incaricati e degli assistenti ordinari.
      I rappresentanti di cui al precedente comma durano  in  carica
    due anni.


    
      95. Consiglio di facolta'. ─ A decorrere dall'entrata in vigore
    del presente decreto entrano a far parte dei consigli di facolta'
    i professori  associati  e  le  rappresentanze  dei  ricercatori
    universitari, secondo le modalita' che seguono. Ne  fanno  parte,
    con voto consultivo, i professori a contratto.
      I professori  associati  partecipano  alle  deliberazioni  dei
    consigli di facolta' per tutte le questioni previste dall'art.  9
    del decreto-legge 1° ottobre 1973, n. 580 , convertito,  con
    modificazioni,  nella  legge  30  novembre  1973,  n.  766,   ad
    eccezione di quelle concernenti la destinazione a  concorso  dei
    posti di professore ordinario, le dichiarazioni di vacanze e  le
    chiamate relative a posti  di  professore  ordinario  nonch‚  le
    questioni relative alle persone dei professori ordinari.
      Fino alla cessazione degli incarichi di  insegnamento  restano
    ferme nei consigli di facolta' le rappresentanze  dei  professori
    incaricati non stabilizzati e degli assistenti di ruolo  secondo
    le  modalita'  e  le  percentuali  previste   dall'art.   9   del
    decreto-legge 1° ottobre 1973,  n.  580 ,  convertito,  con
    modificazioni, nella legge 30 novembre 1973, n. 766.
      Con le stesse limitazioni di cui al precedente secondo  comma,
    estese alla destinazione a concorso di posti  di  professore  di
    ruolo, alle dichiarazioni di vacanze, alle chiamate, nonch‚ alle
    questioni  concernenti  le  persone  dei  professori  associati,
    partecipano altresi' ai consigli di  facolta'  tre  rappresentanti
    dei ricercatori universitari e degli  assistenti  del  ruolo  ad
    esaurimento.
      Per l'elezione del preside  l'elettorato  passivo  compete  ai
    soli  professori  ordinari.  L'elettorato   attivo   spetta   ai
    professori ordinari, ai professori associati e, fino a quando vi
    saranno, ai professori incaricati stabilizzati.


    
      96. Consiglio  di  amministrazione.  ─  Fino  all'espletamento
    della  prima  tornata  dei  giudizi  di  idoneita'  a  professore
    associato   i   rappresentanti   dei    professori    incaricati
    stabilizzati  e  degli  assistenti  del  ruolo  ad   esaurimento
    continuano  a  far  parte  dei   consigli   di   amministrazione
    dell'Universita'.
      Alla  scadenza  dei  consigli  di  amministrazione  in  carica
    all'entrata in vigore del presente decreto e non oltre sei  mesi
    dopo l'indizione della  suddetta  prima  tornata  di  giudizi  e
    comunque non oltre due mesi dall'espletamento  di  essa,  i  due
    rappresentanti dei  professori  incaricati  stabilizzati  ed  il
    rappresentante degli assistenti ordinari vengono  sostituiti  da
    un rappresentante dei professori  associati,  un  rappresentante
    dei professori incaricati stabilizzati e un rappresentante degli
    assistenti ordinari.
      Nelle Universita' in cui, per effetto  dell'espletamento  della
    prima tornata di giudizi, le categorie dei professori incaricati
    stabilizzati  e  degli  assistenti   ordinari   sono   diventate
    inferiore al 10 per cento della consistenza riscontrata all'atto
    dell'entrata in vigore del presente  decreto,  i  rappresentanti
    delle categorie al di sotto della predetta  percentuale  del  10
    per  cento  vengono   sostituiti   da   altrettanti   professori
    associati. Entro sei mesi dall'indizione della  seconda  tornata
    dei giudizi di idoneita', i  due  rappresentanti  dei  professori
    incaricati stabilizzati e  il  rappresentante  degli  assistenti
    ordinari saranno  integralmente  sostituiti  da  tre  professori
    associati.
      L'esercizio dell'elettorato attivo per  la  nomina  di  questi
    ultimi spetta anche agli assistenti del ruolo ad esaurimento.
      Entro sei mesi dall'indizione della prima tornata dei  giudizi
    di idoneita' a ricercatore universitario e comunque non oltre due
    mesi dall'espletamento di essa  i  consigli  di  amministrazione
    delle Universita' sono altresi' integrati da un rappresentante dei
    ricercatori. Detta rappresentanza viene rinnovata ed  elevata  a
    due rappresentanti  sei  mesi  dopo  l'indizione  della  seconda
    tornata di giudizi.
      Alla scadenza dei consigli di amministrazione in carica,  dopo
    l'entrata in vigore  del  presente  decreto,  la  rappresentanza
    elettiva del personale non docente e' aumentata da uno a due.


    
      97. Elezioni del rettore. ─ I rettori  delle  Universita'  sono
    eletti, tra i professori ordinari e  straordinari  della  stessa
    Universita',  da  un  corpo  elettorale  composto  da   tutti   i
    professori  ordinari,  straordinari   ed   associati   e,   fino
    all'espletamento delle procedure  dell'inquadramento  nel  ruolo
    degli associati, dagli incaricati stabilizzati.
      L'elettorato  attivo  spotta  altresi'  ai  rappresentanti  nei
    consigli di facolta' dei ricercatori e, finch‚ sussistano,  degli
    assistenti di ruolo e degli incaricati non stabilizzati.
      I rettori sono eletti a maggioranza assoluta dei votanti nelle
    prime tre votazioni; in caso di mancata  elezione  si  procedera'
    con  il  sistema  del  ballottaggio  tra  i  due  candidati  che
    nell'ultima votazione hanno  riportato  il  maggior  numero  dei
    voti. E' eletto chi riporta maggiori voti.
      Sei mesi prima della scadenza dei  mandati  le  elezioni  sono
    indette dal decano dei professori ordinari,  il  quale  provvede
    altresi'  alla  costituzione  di  un  seggio  elettorale  e  alla
    designazione del professore ordinario che dovra' presiederlo.  Il
    segretario del seggio e' scelto dal presidente tra i  docenti  di
    ruolo.


    
      98. Consiglio universitario nazionale. ─ La rappresentanza  di
    cui alla lettera b), comma primo,  dell'art.  1  della  legge  7
    febbraio 1979, n. 31 , nel Consiglio universitario nazionale
    e' sostituita da ventuno professori associati; la  rappresentanza
    di cui alla  successiva  lettera  o)  della  medesima  legge  da
    quattro   ricercatori   universitari,    intendendosi    altresi'
    sostituiti i  professori  associati  alla  componente  congiunta
    degli assistenti  ordinari  o  dei  professori  incaricati  agli
    effetti delle proporzioni di cui ai commi secondo e  quarto  del
    predetto art. 1 della legge medesima. Qualora  nelle  Universita'
    non  statali  legalmente   riconosciute   non   siano   presenti
    professori associati, i professori ordinari  di  cui  al  quarto
    comma del citato art. 1 aumentano da uno a due.
      Il   rinnovo   delle   componenti   elettive   del   Consiglio
    universitario nazionale sara' disposto dopo l'espletamento  della
    prima  tornata  di  giudizi  per  associato  e  ricercatore   e,
    comunque, non oltre il 31 dicembre 1981.
      Gli attuali membri del consiglio sono prorogati nella  carica,
    anche in caso di modificazione del loro status accademico,  sino
    al termine di cui al precedente comma.
      In caso di dimissioni o di cessazione dei  membri  eletti,  si
    procede alla sostituzione secondo i risultati delle votazioni, a
    condizione che il subentrante abbia riportato un numero di  voti
    nopn inferiore alla meta' di quelli conseguiti dall'ultimo  degli
    eletti nello stesso collegio elettorale.
      L'elettorato  attivo  per  i  rappresentanti  dei   professori
    associati  spetta  ai   professori   associati   ai   professori
    incaricati e agli assistenti ordinari. L'elettorato  passivo  ai
    soli professori associati.
      L'elettorato  attivo  per  i  rappresentanti  dei  ricercatori
    universitari spetta ai ricercatori universitari, ai titolari dei
    contratti e degli assegni biennali. L'elettorato passivo  spetta
    ai soli ricercatori universitari. Successivamente dopo tre  anni
    si provvedera' al rinnovo di tutte le  componenti  del  Consiglio
    universitario nazionale essendo riservato l'elettorato attivo  e
    passivo per le rappresentanze dei  professori  associati  e  dei
    ricercatori universitari,  rispettivamente  ai  soli  professori
    associati e ai soli ricercatori universitari.
      Il Consiglio universitario nazionale cosi' composto si  rinnova
    ogni tre anni. I componenti elettivi non possono far  parte  del
    Consiglio universitario nazionale piu' di due volte  consecutive,
    indipendentemente  dal  collegio  elettorale  di   appartenenza,
    considerandosi  anche  l'appartenenza  alla  prima  sezione  del
    Consiglio superiore della pubblica istruzione.
      La corte di disciplina e'  composta  dal  vice  presidente  del
    Consiglio universitario nazionale  che  la  presiede  e  da  tre
    professori ordinari e  tre  professori  associati,  intendendosi
    sostituiti a tutti gli effetti e nei casi previsti i  professori
    associati agli assistenti ordinari e agli incaricati.
      Continuano a far parte del Consiglio universitario  nazionale,
    fino alla cessazione  del  mandato,  i  professori  universitari
    anche se collocati a riposo, e gli studenti  anche  se  non  piu'
    appartenenti al  consiglio  di  amministrazione  dell'universita'
    .

                         Norme finali e comuni

        99. Norme per le designazioni elettive.  ─  Le  designazioni
    elettive  previste  dal  presente  decreto  avvengono   a   voto
    limitato. Ogni avente diritto potra' votare per  non  piu'  di  un
    terzo dei nominativi da designare. La votazione  e'  validase  vi
    abbia preso parte almeno un terzo  degli  aventi  diritto  salvo
    quanto previsto dall'art. 9 del D.L. 1°  ottobre  1973,  n.  580
   , convertito in legge,  con  modificazioni,  dalla  L.  30
    novembre  1973,   n.   766,   e   successive   modificazioni   e
    integrazioni,   per   quanto    concerne    le    rappresentanze
    studentesche.


    
        100. Attribuzione di insegnamenti nelle facolta' o  corsi  di
    laurea di nuova istituzione. ─ Per  le  facolta'  o  i  corsi  di
    laurea di  nuova  istituzione  il  consiglio  di  facolta'  o  il
    comitato ordinatore, per il caso di istituzione di nuove facolta'
    ovvero per il caso in cui il numero dei professori  ordinari  di
    una facolta' sia inferiore a tre, con la partecipazione  in  tale
    ultimo caso anche di tutti  i  professori  che  hanno  titolo  a
    partecipare al consiglio di facolta', provvedono all'attribuzione
    degli insegnamenti secondo i seguenti criteri:
        a) mediante  utilizzazione  a  domanda  dei  componenti  del
    comitato ordinatore per lo svolgimento  di  un  insegnamento  in
    sostituzione di quello  di  titolarita',  purch‚  ricompreso  nei
    limiti di affinita' di cui al precedente art. 9;
        b) ove non sia possibile attivare nelle nuove facolta'  tutti
    gli insegnamenti previsti con l'utilizzazione sostitutiva di cui
    alla lettera precedente mediante l'affidamento, per non  piu'  di
    un triennio  dall'attivazione  dei  corsi,  di  insegnamenti  ai
    professori universitari di  ruolo,  anche  di  altre  facolta'  o
    Universita', purch‚ titolari di disciplne comprese  nel  medesimo
    raggruppamento concorsuale.  La  relativa  delibera  adottata  a
    maggioranza  assoluta  dei  presenti  deve  dare  ragione  delle
    valutazioni  comparative  operate  ai  fini  della  scelta.  Gli
    insegnamenti conferiti sono  retribuiti  nella  medesima  misura
    prevista dal successivo art. 114;
        c) mediante trasferimento, con modalita'  analoghe  a  quelle
    previste per i professori  di  ruolo,  di  docenti  che  abbiano
    maturato il diritto a  partecipare  ai  concorsi  riservati  per
    professore associato;
        d) ove non sia possibile provvedere, attraverso le  modalita'
    di  cui   alle   lettere   precedenti,   all'attivazione   degli
    insegnamenti necessari al  funzionamento  dei  singoli  anni  di
    corso,  mediante  contratti   di   diritto   privato   a   tempo
    determinato, secondo le modalita' di cui al precedente art. 25  e
    previo nulla-osta del Ministro della pubblica istruzione.
      Per la facolta' o i corsi di  laurea  di  nuova  istituzione  i
    concorsi per posti di docente  ordinario  ed  associato  possono
    essere  banditi  anche  in  deroga  alla  periodicita'   biennale
    prevista  dall'art.  2,  sentito  il   Consiglio   universitario
    nazionale.


    
      101. Disposizioni speciali per alcune facolta' e  scuole.  ─  I
    concorsi ad assistente ordinario gia' banditi dall'Universita'  di
    Udine e  pubblicati  nel  Bollettino  ufficiale  della  pubblica
    istruzione prima dell'entrata in  vigore  del  presente  decreto
    saranno regolarmente espletati. I posti di assistente di cui  al
    contingente previsto dal D.P.R. 6 marzo 1978, n. 102  ,  non
    coperti sono  sostituiti  da  altrettanti  posti  di  professore
    associato o di ricercatore, prelevati dai contingenti di cui  ai
    precedenti articoli 20 e 30, da destinare a concorsi  liberi  di
    cui agli articoli 21 e 30.
      Sono analogamente sostituiti da un uguale numero  di  posti  i
    posti di professore associato  o  di  ricercatore,  i  posti  di
    assistente ordinario assegnati alla seconda Universita' di Roma e
    della  Tuscia  dalla  L.  3  aprile  1979,  n.  122.   La
    sostituzione e' disposta con decreto del Ministro della  pubblica
    istruzione su proposta della  facolta'  interessata,  sentite  le
    richieste dei consigli di corso di laurea o di dipartimento, ove
    istituito.
      Nelle scuole  dirette  a  fini  speciali,  eventuali  attivita'
    didattiche tecnico-pratiche, connesse a  specifici  insegnamenti
    professionali, sono conferite con contratti di diritto privato a
    tempo determinato, secondo le modalita' di cui al precedente art.
    25. La  durata  potra'  essere  protratta  oltre  il  limite  ivi
    previsto, in caso di comprovata necessita' e  previo  nulla  osta
    delle facolta' che  ne  danno  comunicazione  al  Ministro  della
    pubblica istruzione.


    
        102.  Attivita'  assistenziale.  ─   Il   personale   docente
    universitario,  e   i   ricercatori   che   esplicano   attivita'
    assistenziale presso le cliniche e gli istituti universitari  di
    ricovero e cura anche se gestiti direttamente dalle  universita',
    convenzionati ai sensi dell'art. 39, L. 23 dicembre 1978, n. 833
    , assumono per quanto concerne l'assistenza i  diritti  e  i
    doveri previsti per il personale di corrispondente qualifica del
    ruolo regionale in conformita' ai criteri fissati nei  successivi
    comma e secondo le  modalita'  stabilite  negli  schemi  tipo  di
    convenzione di cui al citato art. 39. Dell'adempimento  di  tali
    doveri  detto  personale  risponde  alle  autorita'   accademiche
    competenti in relazione al loro stato giuridico.
      Al  personale  di  cui  al  precedente  comma   e'   assicurata
    l'equiparazione   del    trattamento    economico    complessivo
    corrispondente a quello  del  personale  delle  unita'  sanitarie
    locali di  pari  funzione,  mansione  ed  anzianita'  secondo  le
    vigenti  disposizioni  ai  sensi  dell'art.  31  del  D.P.R.  20
    dicembre 1979, n. 761.
      Nell'ambito della convenzione di cui all'art. 39 della  L.  23
    dicembre 1978, n.  833,  verra'  anche  fissato  il  limite
    finanziario entro il  quale  comprendere  le  indennita'  di  cui
    all'art. 31 del D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761.
      Le corrispondenze funzionali tra il personale medico dei ruoli
    universitari ed  il  personale  medico  del  servizio  sanitario
    nazionale, previste dall'art. 31 del D.P.R. 20 dicembre 1979, n.
    761 , sono stabilite come segue:
        il professore ordinario  e  straordinario  e'  equiparato  al
    medico appartenente alla posizione apicale;
        il professore associato e' equiparato al medico  appartenente
    alla posizione intermedia;
        l'assistente  ordinario  del  ruolo  ad  esaurimento  ed   i
    ricercatori  sono  equiparati  al   medico   appartenente   alla
    posizione iniziale.
      In  rapporto  alla  disponibilita'  di  posti   vacanti   nelle
    strutture assistenziali a direzione universitaria previste dalle
    convenzioni, di cui al precedente  primo  comma,  ai  professori
    associati, agli assistenti  ed  ai  ricercatori  possono  essere
    attribuite  ai  fini   assistenziali   qualifiche   di   livello
    immediatamente superiore a quelle indicate nel precedente comma.
      L'attribuzione  della   qualifica   superiore   e'   deliberata
    annualmente dal rettore, su motivato  conforme  parere  espresso
    dal consiglio di facolta' sulla base del curriculum  formativo  e
    professionale degli  aspiranti  desunto  dai  titoli  accademici
    didattici  e  scientifici   ─   comprendenti   anche   l'attivta'
    assistenziale e ─ dell'anzianita' di ruolo. Nel caso  in  cui  il
    servizio nella qualifica superiore venga prestato senza  che  il
    personale medico universitario sia  in  possesso  dei  requisiti
    richiesti dalle norme vigenti per  il  corrispondente  personale
    ospedaliero, il predetto servizio non e' valutabile nei  concorsi
    ospedalieri.
      L'affidamento delle funzioni di cui ai precedenti  commi  deve
    comunque rispettare l'afferenza ai  raggruppamenti  disciplinari
    stabiliti dalla vigente normativa universitaria.
      Il rapporto di lavoro dei professori universitari che svolgono
    attivita' assistenziale puo'  essere  a  tempo  pieno  o  a  tempo
    definito secondo  le  disposizioni  previste  dall'art.  35  del
    D.P.R. 20 dicembre 1979,  n.  761    e  fatto  salvo  quanto
    previsto dal precedente art. 11, comma quarto, lettera  a),  del
    presente decreto.
      L'opzione e'  reversibile  in  relazione  a  motivate  esigenze
    didattiche e di ricerca ed ha durata almeno biennale.  L'opzione
    si esercita con le stesse modalita' previste nel precedente  art.
    10.
      I ricercatori universitari di  cui  al  presente  articolo,  a
    seconda che prestino servizio per un numero di  ore  globalmente
    considerato uguale  a  quello  previsto  per  il  corrispondente
    personale delle unita' sanitarie locali a tempo pieno o  a  tempo
    definito,  hanno  diritto  alla  rispettiva   integrazione   del
    trattamento economico secondo  quanto  previsto  nel  precedente
    secondo comma.


    
        103.  Riconoscimenti  ed  equiparazioni  di  servizi.  ─  Ai
    professori  di  ruolo  all'atto  della  nomina  a  ordinario,  e'
    riconosciuto per due terzi, ai fini della carriera, il  servizio
    prestato in  qualita'  di  professori  universitari  associati  e
    professori incaricati, per la meta'  il  servizio  effettivamente
    prestato in  qualita'  di  ricercatori  universitari  o  di  enti
    pubblici di ricerca, di assistente, di ruolo  o  incaricato,  di
    assistente  ordinario,  di  tecnico  laureato,  di  astronomo  e
    ricercatore  degli  osservatori   astronomici,   astrofisici   e
    vesuviano, di curatore degli orti botanici e di conservatore dei
    musei e per un terzo il servizio prestato in  una  delle  figure
    previste dall'art. 7, L. 21 febbraio 1980, n. 28 , nonch‚ in
    qualita' di assistente volontario .
      Ai professori associati, all'atto della conferma  in  ruolo  o
    della nomina in  ruolo  ai  sensi  del  precedente  art.  50,  e'
    riconosciuto per due terzi ai fini della carriera,  il  servizio
    effettivamente prestato in qualita' di professore incaricato,  di
    ricercatore universitario o di  enti  pubblici  di  ricerca,  di
    assistente di ruolo o incaricato, di  assistente  straordinario,
    di  tecnico  laureato,  di   astronomo   e   ricercatore   degli
    osservatori astronomici, astrofisici e  vesuviano,  di  curatore
    degli orti botanici e di conservatore di musei  e  per  la  meta'
    agli stessi fini  il  servizio  prestato  in  una  delle  figure
    previste dal citato art. 7, L. 21 febbraio  1980,  n.  28  ,
    nonch‚ per un terzo in qualita' di assistente volontario.
      Ai ricercatori universitari  all'atto  della  loro  immissione
    nella fascia dei  ricercatori  confermati,  e'  riconosciuta  per
    intero ai fini del trattamento di quiescenza e previdenza e  per
    i due terzi ai fini  della  carriera  l'attivita'  effettivamente
    prestata nelle universita' in una delle figure previste dall'art.
    7, L. 21 febbraio 1980, n. 28 .
      Il riconoscimento dei servizi di cui ai precedenti  commi  puo'
    essere chiesto, entro  un  anno  dalla  conferma  in  ruolo.  Il
    personale di ruolo in servizio alla data di  entrata  in  vigore
    del  presente  decreto  puo'  richiederlo  entro  un  anno  dalla
    predetta data.
      I riconoscimenti ai fini della carriera di servizi ed attivita'
    svolti contemporaneamente non sono tra loro cumulabili. In  ogni
    caso i riconoscimenti non possono superare  complessivamente  il
    limite massimo di otto anni.
      Ai fini del  trattamento  di  quiescenza  e  di  previdenza  i
    servizi prestati in altri ruoli statali sono ricongiungibili  ed
    i servizi  non  di  ruolo  sono  valutati  nei  limiti  ed  alle
    condizioni  previste  dal  testo  unico   sul   trattamento   di
    quiescenza  dei  dipendenti  civili  e  militari   dello   Stato
    approvato con D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092  e dal  testo
    unico sul trattamento di  previdenza  dei  dipendenti  civili  e
    militari dello Stato approvato con D.P.R. 29  dicembre  1973  n.
    1032 
      Gli stessi  periodi  prestati  nella  scuola  secondaria  sono
    assimilati ai fini della ricostruzione di carriera  al  servizio
    in una delle figure di cui all'art. 7 della L. 21 febbraio 1980,
    n. 28.
      Per  il  riconoscimento  ai  fini  della  carriera  di  quanto
    previsto nei commi precedenti, valgono anche i servizi  prestati
    presso le universita' non statali. Ai  fini  del  trattamento  di
    quiescenza e di previdenza, i servizi  di  ruolo  o  riscattati,
    prestati presso le universita' non statali, sono  ricongiungibili
    con i servizi prestati presso altri ruoli statali.
      I periodi trascorsi all'estero per incarichi  di  insegnamento
    universitario  o  per  ricerche  presso  qualificati  centri  di
    ricerca sono equiparati, alle condizioni e nei limiti in cui  il
    presente articolo  prevede  i  riconoscimenti  dei  servizi,  al
    servizio prestato in qualita' di professore  incaricato,  ovvero,
    rispettivamente, per le  attivita'  di  ricerca,  in  qualita'  di
    ricercatore universitario.
      I periodi di attivita' di  insegnamento  e  di  ricerca  svolti
    presso  l'Istituto  universitario  europeo   di   Firenze   sono
    equiparati, alle condizioni e nei  limiti  in  cui  il  presente
    articolo prevede  i  riconoscimenti  dei  servizi,  al  servizio
    prestato   in   qualita'   di   professore   incaricato   ovvero,
    rispettivamente, per le  attivita'  di  ricerca,  in  qualita'  di
    ricercatore universitario.
      I periodi di  attivita'  di  ricerca  svolti  nei  ruoli  degli
    istituti pubblici di ricerca di cui alla  tabella  VI,  allegata
    alla legge 20 marzo 1975, n.  70  ,  sono  equiparati,  alle
    condizioni e nei limiti in cui il presente  articolo  prevede  i
    riconoscimenti dei servizi, al servizio prestato in  qualita'  di
    ricercatore universitario.
      Ai fini dell'equiparazione di cui  al  precedente  nono  comma
    l'attivita' di insegnamento o di ricerca svolta durante i periodi
    trascorsi all'estero previo parere del  Consiglio  universitario
    nazionale, e la qualificazione delle istituzioni e dei centri di
    ricerca presso cui essa e'  stata  prestata  sono  accertate  con
    decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto  con
    il Ministro degli affari esteri e con il Ministro incaricato del
    coordinamento della  ricerca  scientifica  e  tecnologica  e  su
    parere conforme del Consiglio universitario nazionale.
      Il periodo di  insegnamento  universitario  presso  universita'
    straniere, attestato con decreto  adottato  di  concerto  tra  i
    Ministri della pubblica istruzione, degli affari  esteri  e  del
    Ministro incaricato del coordinamento della ricerca  scientifica
    e  tecnologica  e  previo  parere  del  Consiglio  universitario
    nazionale, e'  riconosciuto  valido  in  aggiunta  agli  anni  di
    servizio prestato presso universita' italiane  e  sempre  che  il
    professore incaricato sia in servizio all'atto  dell'entrata  in
    vigore del presente decreto per il completamento del triennio di
    insegnamento  richiesto  quale   requisito   equipollente   alla
    stabilizzazione, ai fini dell'ammissione al giudizio di idoneita'
    per l'inquadramento in ruolo dei professori associati.
      La stessa disposizione di cui al precedente comma  si  applica
    per coloro che hanno ottenuto un incarico di insegnamento presso
    universita' italiane e  hanno  dovuto  rinunciarvi  per  svolgere
    attivita' di insegnamento presso universita' di Paesi  in  via  di
    sviluppo nel quadro della cooperazione internazionale, ai  sensi
    della L. 15 dicembre 1971, n. 1222  e della  L.  9  febbraio
    1979, n. 38,  nonch‚  per  coloro  che  abbiano  svolto  le
    attivita' di cui ai precedenti commi nono, decimo e undicesimo.
      Il  periodo   trascorso   all'estero   per   ricerche   presso
    qualificati centri di ricerca attestato con decreto adottato  di
    concerto tra i Ministri della pubblica istruzione, degli  affari
    esteri e della ricerca scientifica, e previo parere conforme del
    Consiglio universitario nazionale e' riconosciuto equipollente al
    servizio  svolto   presso   atenei   italiani,   al   fine   del
    completamento dell'anzianita' di servizio richiesta, e sempre che
    il richiedente appartenga ad una delle categorie  specificamente
    indicate nell'art. 58 per l'ammissione al giudizio  di  idoneita'
    per  l'inquadramento  nel  ruolo  dei  ricercatori.  La   stessa
    equiparazione si applica  ai  periodi  di  attivita'  di  ricerca
    svolti presso  l'Istituto  universitario  europeo  con  sede  in
    Firenze nonch‚ ai periodi di attivita' di  ricerca  prestata  nei
    ruoli degli istituti pubblici di ricerca di cui alla tabella  VI
    allegata alla L. 20 marzo 1975, n. 70 .
      Nella stipulazione dei contratti di cui al precedente art.  25
    le Universita' della Tuscia e di  Cassino  dovranno  tener  conto
    dell'esperienza  didattica  acquisita  da  coloro  che   abbiano
    svolto, all'atto dell'entrata in vigore  della  legge  3  aprile
    1979,  n.  122  ,  istitutiva  delle  rispettive  universita'
    statali, almeno tre anni di insegnamento  nei  corsi  funzionali
    nelle stesse sedi.
      I professori che abbiano svolto prima dell'entrata  in  vigore
    della L. 3 aprile 1979, n. 122 , incarichi di  insegnamenti,
    per  un  periodo  corrispondente  a  quello  previsto   per   la
    stabilizzazione dall'art. 4 del D.L. 1°  ottobre  1973,  n.  580
   , convertito  in  legge,  con  modificazioni,  dalla  L.  30
    novembre 1973, n. 766, ovvero che abbiano completato il triennio
    previsto dal D.L. 23 dicembre 1978, n. 817   convertito  in
    legge con modificazioni dalla L. 19 febbraio 1979, n. 54, presso
    i corsi gia' funzionanti nelle sedi universitarie della Tuscia  e
    di Cassino, possono  partecipare  ai  giudizi  di  idoneita'  per
    professore associato, sempre  che  tali  incarichi  siano  stati
    conferiti  con  le  modalita'  di  cui  al  citato  art.  4   del
    decreto-legge n. 580 , convertito nella legge n. 766.


    
      104. Nome particolari per i provenienti da  enti  pubblici  di
    sperimentazione e ricerca. ─ Ai dipendenti di ruolo  degli  enti
    pubblici di sperimentazione e ricerca, contemplati nella tabella
    VI allegata alla L. 20 marzo 1975, n. 70 , che  conseguano
    la nomina nei ruoli di cui al presente decreto, gia' in godimento
    di  stipendio  maggiore  di  quello  loro  spettante  nei  ruoli
    universitari, e' attribuito, all'atto della  nomina,  un  assegno
    annuo pensionabile pari alla differenza tra i due stipendi annui
    lordi.
      L'assegno  di  cui  al  precedente   comma,   e'   gradualmente
    riassorbito con i miglioramenti conseguiti per  attribuzione  di
    aumenti periodici o di  successive  classi  di  stipendio  nella
    nuova carriera.


    
        105. Insegnamenti nelle Accademie militari e negli  istituti
    di formazione e specializzazione per gli ufficiali  delle  Forze
    armate e dei Corpi armati dello Stato. ─ Le Accademie  militari,
    l'Istituto  idrografico  della  Marina  e  gli  altri   istituti
    militari  di  istruzione  superiore  per  la  formazione  e   la
    specializzazione degli ufficiali delle Forze armate e dei  Corpi
    armati dello Stato, possono attribuire  gli  insegnamenti  nelle
    materie  non  militari  in  relazione  alle   proprie   esigenze
    didattiche, risultanti dai piani di studi approvati  annualmente
    dal Ministro competente, al seguente personale:
        a) professori straordinari, ordinari e assistenti dei  ruoli
    organici delle Accademie militari  e  dell'Istituto  idrografico
    della Marina, in aggiunta all'insegnamento d'obbligo;
        b) professori straordinari, ordinari e  associati  di  ruolo
    nelle  universita'  statali  anche  a  tempo  pieno  in  aggiunta
    all'insegnamento d'obbligo previo nulla  osta  dei  consigli  di
    facolta';
        c) lettori di lingua straniera;
        d) professori a contratto secondo le modalita' dell'art.  25,
    nei limiti del 10 per cento degli insegnamenti.
      Ai docenti di cui alle lettere a) e b)  del  precedente  comma
    gli insegnamenti vengono attribuiti  con  decreto  del  Ministro
    dell'amministrazione  cui  appartiene  l'accademia  o   istituto
    militare.
      Ai docenti di cui alla lettera c) del precedente  primo  comma
    gli insegnamenti vengono attribuiti mediante la stipulazione  di
    contratto di diritto privato a tempo determinato.
      La collaborazione tra universita',  accademie,  istituti  anche
    ospedalieri  militari   puo'   assumere   aspetti   istituzionali
    attraverso   convenzioni   da   stipularsi   da   parte    delle
    amministrazioni interessate.
      Allo scopo di incentivare lo studio  e  l'aggiornamento  e  la
    ricerca, al personale docente  appartenente  ai  ruoli  organici
    delle  accademie  militari  e  dell'Istituto  idrografico  della
    Marina, puo' essere consentito, previo nulla osta degli  enti  di
    appartenenza e di concerto con i consigli di facolta' di svolgere
    attivita' didattica e di ricerca presso le universita' statali.
      Entro cinque anni dall'entrata in vigore del presente  decreto
    le accademie  e  gli  istituti  di  cui  sopra  provvederanno  a
    rivedere i loro ordinamenti adeguandoli, per quanto concerne  le
    modalita' di conferimento degli insegnamenti,  alle  disposizioni
    del presente decreto.

                                Capo IX

      106. Esonero  transitorio  dall'obbligo  di  impegno  a  tempo
    pieno. ─ I professori ordinari che al 1° novembre 1980 ricoprono
    l'incarico accademico di  rettore  sono  esonerati  dall'obbligo
    dell'impegno a tempo pieno fino alla scadenza del loro mandato.
      Nel primo quinquennio di applicazione del presente  decreto  a
    tale carica possono comunque essere eletti  i  professori  fuori
    ruolo.


    
      107. Graduale attuazione del tempo pieno. Le disposizioni  del
    presente decreto relative al regime a tempo pieno dei professori
    ordinari ed  associati  saranno  operanti  a  partire  dall'anno
    accademico 1981-82.


    
      108.  Attuazione  del  regime  delle  incompatibilita'.  ─   Le
    incompatibilita' previste dall'art. 13 divengono operanti, per  i
    professori di ruolo che gia' versino  in  tali  situazioni,  alla
    scadenza dei relativi mandati od incarichi  e  comunque  dal  1°
    novembre 1982.
      In  prima  applicazione  del  presente  decreto  i  professori
    collocati in aspettativa ai sensi del precedente art. 13 possono
    optare per il tempo pieno  acquisendo  il  diritto  al  relativo
    trattamento economico qualora competa .


    
        109. Norme transitorie su trasferimenti e sulle  nomine  dei
    vincitori di concorso a posti  di  professore  ordinario.  ─  Le
    limitazioni di cui al precedente art.  8  non  si  applicano  ai
    trasferimenti disposti per l'anno  accademico  1980-81.  Non  si
    applicano  altresi'   nella   prima   attuazione   del   presente
    provvedimento ai  vincitori  di  concorsi  banditi  o  espletati
    precedentemente  alla  sua  entrata  in  vigore  nonch‚  per  la
    destinazione ai corsi di  laurea  di  nuova  istituzione.  Nella
    prima applicazione del presente decreto, al fine  di  assicurare
    il mantenimento del loro attuale  livello  di  funzionamento  le
    facolta' presso le quali nelle more di svolgimento di un concorso
    si sia reso disponibile un posto di professore di ruolo  possono
    avvalersi dei risultati del medesimo per chiamare  un  vincitore
    non chiamato dalle facolta' che hanno richiesto i concorsi.
      Le disposizioni di cui al precedente comma non si applicano ai
    concorsi per docente universitario di  prima  e  seconda  fascia
    banditi in data successiva all'entrata in  vigore  del  presente
    decreto .


    
      110. Collocamento a riposo anticipato dei professori ordinari.
    ─ Ai professori ordinari in servizio  alla  data  dell'11  marzo
    1980, data di entrata in vigore della L. 21 febbraio 1980, n. 28
   , e a quelli nominati in ruolo a seguito di  concorsi  gia'
    banditi alla medesima data si applicano le norme gia' vigenti per
    il collocamento  fuori  ruolo  all'inizio  dell'anno  accademico
    successivo e per il collocamento a riposo, salvo  che  essi  non
    chiedano di anticipare il collocamento fuori ruolo al compimento
    del  sessantacinquesimo  anno  di  eta'  e  quello  a  riposo  al
    compimento dei  cinque  anni  dal  predetto  collocamento  fuori
    ruolo.
      Il collocamento fuori ruolo e quello a riposo anticipato  sono
    disposti  senza  pregiudizio  alcuno   ai   fini   economici   e
    previdenziali.
      L'anticipato collocamento fuori  ruolo  puo'  essere  richiesto
    anche dopo il compimento del sessantacinquesimo anno  di  eta'  e
    fino al settantesimo .


    
      111.  Esclusione  dal  giudizio  di  conferma  dei  professori
    associati. ─ Non sono soggetti al  giudizio  di  conferma  nella
    fascia degli associati i professori gia' incaricati  stabilizzati
    e coloro che prima della nomina in  ruolo  abbiano  maturato  il
    triennio di incarico di cui all'art. 5, terzo comma, n. 1) della
    legge 21 febbraio 1980, n. 28 .


    
      112. Decorrenza degli effetti giuridici degli inquadramenti. ─
    Gli  effetti  giuridici  degli  inquadramenti  nel   ruolo   dei
    professori associati e in quello dei  ricercatori  universitari,
    per coloro che beneficiando delle disposizioni previste  per  la
    prima applicazione del presente  decreto,  abbiano  superato  il
    primo giudizio di idoneita', decorrono dalla data di  entrata  in
    vigore del presente decreto.


    
        113. Conservazione degli incarichi. ─ Al fine  di  garantire
    la conservazione degli insegnamenti gia' attivati  alla  data  di
    entrata in  vigore  del  presente  decreto,  per  assicurare  il
    connesso livello di funzionamento delle facolta', sono  prorogati
    gli incarichi di insegnamento di coloro che  siano  in  servizio
    all'atto dell'entrata  in  vigore  del  presente  decreto.  Tale
    disposizione si applica anche ai professori di ruolo, anche se a
    tempo pieno, che  ricoprano  incarichi  di  insegnamento  presso
    universita' statali o non statali .
      Gli incaricati degli insegnamenti di cui al  precedente  comma
    sono confermati nel loro ufficio salvo  espressa  rinuncia  fino
    alla  chiamata  di  un  nuovo  titolare  e  comunque  non  oltre
    l'espletamento della seconda tornata concorsuale.
      Gli incaricati possono, a  domanda,  essere  trasferiti  nella
    stessa  facolta'  ad  altro  insegnamento  per   il   quale   sia
    sopravvenuta una vacanza dichiarata dalla facolta' a  seguito  di
    trasferimento  di  professore  di  ruolo  o  di  cessazione   di
    professore ufficiale, sempre che alla copertura della disciplina
    la facolta' non intenda provvedere mediante chiamata.
      La stessa norma si applica altresi' per i corsi  di  laurea  di
    nuova istituzione.
      Gli incaricati supplenti gia' in servizio all'atto dell'entrata
    in vigore del presente decreto possono essere  riconfermati  sul
    posto, sempre in qualita'  di  supplenti,  ove  il  titolare  sia
    collocato in aspettativa.


    
        114. Conferimento di  supplenze.  ─  Gli  affidamenti  e  le
    supplenze possono essere conferite esclusivamente  a  professori
    di  ruolo  e  a  ricercatori  confermati  del  medesimo  settore
    scientifico-disciplinare o di settore affine, appartenenti  alla
    stessa facolta';  in  mancanza,  con  motivata  deliberazione,  a
    professori di ruolo e a ricercatori confermati di altra  facolta'
    della   stessa   universita'   ovvero   di   altra    universita'.
    Nell'attribuzione delle supplenze, in  presenza  di  domande  di
    professori di ruolo e di ricercatori confermati, appartenenti al
    medesimo settore scientifico-disciplinare, va  data  preferenza,
    da parte del consiglio  di  facolta',  a  quelle  presentate  dai
    professori .
      Le supplenze, di cui al precedente comma, sono  conferite  con
    deliberazione del  consiglio  di  facolta',  che  le  adottera'  a
    maggioranza  assoluta.  La  deliberazione  dara'  ragione   delle
    valutazioni comparative in base alle quali e'  stata  operata  la
    scelta  tra  coloro  che  hanno  presentato   domanda   per   il
    conferimento della supplenza.
      Per il periodo di  effettivo  svolgimento  della  supplenza  e'
    dovuto un compenso, ragguagliato a mese, pari  alla  meta'  dello
    stipendio lordo spettante al professore  associato  alla  classe
    iniziale del livello retributivo.
      Fino  all'adozione  delle  norme  delegate  che  provvedono  a
    rivedere gli ordinamenti delle scuole a fini  speciali  e  delle
    scuole di specializzazione e perfezionamento, nulla e'  innovato,
    per l'attribuzione degli insegnamenti  in  dette  scuole,  negli
    ordinamenti  vigenti,  oltre  a  quanto  disposto  nel  presente
    decreto.  Per  gli  insegnamenti  eventualmente  attribuiti   ai
    professori di ruolo valgono le  norme  previste  dal  precedente
    art. 9, anche se a tempo pieno.


    
      115. Partecipazione di rappresentanti di enti  o  privati  nei
    consigli di amministrazione delle Universita'. ─  Gli  enti  e  i
    privati  hanno  diritto  alla   designazione   di   un   proprio
    rappresentante  in  seno   al   consiglio   di   amministrazione
    dell'universita' qualora versino all'ateneo un  contributo  annuo
    non inferiore  a  lire  100  milioni.  Tale  minimo  puo'  essere
    adeguato con successivi decreti ministeriali.


    
        116. Norme transitorie per l'attribuzione degli insegnamenti
    vacanti in attesa della prima tornata di giudizi di idoneita' per
    professori  associati.  ─  Sino  all'espletamento  della   prima
    tornata dei giudizi  di  idoneita'  a  professore  associato  non
    possono essere ulteriormente attivati insegnamenti per i  quali,
    nei tre anni accademici precedenti  non  siano  stati  sostenuti
    esami.
      Per l'attivazione degli altri  insegnamenti  vacanti,  qualora
    sia comprovata l'impossibilita' di provvedervi con le modalita' di
    cui ai  precedenti  articoli  113  e  114,  le  facolta'  possono
    provvedere a conferirli mediante  la  stipula  di  contratti  di
    diritto privato a tempo determinato,  con  le  modalita'  di  cui
    all'art. 25 e secondo la disciplina di cui all'art. 29.
      La stipula di questi contratti e' subordinata al nulla osta del
    Ministero della pubblica  istruzione  su  parere  del  Consiglio
    universitario nazionale.


    
        117. Professori incaricati. ─  Fino  alla  cessazione  degli
    incarichi la posizione giuridica ed il trattamento economico dei
    professori  incaricati  restano  disciplinati,  per  quanto  non
    espressamente  previsto  nel  presente  decreto,  dalle  vigenti
    norme.
      Qualora un professore di  ruolo  venga  chiamato  a  ricoprire
    l'insegnamento di un incaricato stabilizzato o stabilizzando,  a
    quest'ultimo viene assegnato un  insegnamento  giuridico  affine
    dal consiglio di facolta'; in mancanza, il corso viene diviso per
    numero di studenti tra i due docenti.


    
      118. Estensione  della  disciplina  delle  incompatibilita'  ai
    professori  incaricati  stabilizzati.  ─  La  disciplina   delle
    incompatibilita' prevista dal precedente  art.  13,  e'  estesa  a
    professori incaricati stabilizzati  con  i  criteri  di  cui  al
    precedente art. 108.
      I professori  incaricati  stabilizzati,  ai  fini  di  cui  al
    precedente  primo   comma,   sono   sospesi   dall'incarico   di
    insegnamento, fermo restando il loro diritto  a  partecipare  ai
    giudizi di idoneita'. Qualora la  situazione  di  incompatibilita'
    cessi prima dell'espletamento della seconda tornata dei  giudizi
    di idoneita', essi hanno diritto a riprendere l'insegnamento, per
    il quale sono incaricati, fino a tale scadenza.


    
      119. Conferma dello stato giuridico  di  alcune  categorie  di
    personale  universitario.  ─  Gli  assistenti   del   ruolo   ad
    esaurimento anche se contemporaneamente incaricati stabilizzati,
    i  tecnici  laureati,  gli   astronomi   e   ricercatori   degli
    osservatori astronomici  e  vesuviano,  i  curatori  degli  orti
    botanici ed i conservatori dei musei, qualora  non  superino  il
    giudizio di idoneita' a professore associato ovvero non intendano
    sottoporsi  al  giudizio  stesso,  conservano  il   loro   stato
    giuridico ed economico.
      Rimangono ferme le disposizioni  che  disciplinano  i  compiti
    didattici   degli   assistenti   universitari   del   ruolo   ad
    esaurimento, ivi comprese le  attivita'  didattiche  per  piccoli
    gruppi, i seminari e le esercitazioni.
      Gli assistenti del ruolo ad esaurimento, che al di fuori delle
    ipotesi previste dalla parte prima del titolo V del testo  unico
    10 gennaio 1957, n. 3 , assumono le cariche, i  mandati  o
    gli uffici di cui all'art. 13 sono collocati in aspettativa  con
    le medesime  modalita'  stabilite  per  i  professori  di  ruolo,
    compresi i criteri previsti dal precedente art. 108.


    
        120. Passaggio ad altre amministrazioni. ─ Coloro che  hanno
    titolo a presentare domanda per l'inquadramento  nel  ruolo  dei
    professori associati o in quello dei ricercatori universitari, e
    che non superino o che non intendano sostenere  il  giudizio  di
    idoneita', possono chiedere il passaggio ad altre amministrazioni
    pubbliche eccetto gli enti pubblici di ricerca,  da  individuare
    secondo un criterio di coerenza con la professionalita' acquisita
    nell'universita'.
      Espletate le procedure relative ai  giudizi  di  idoneita',  il
    Ministero della pubblica  istruzione  con  proprio  decreto,  da
    pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, stabilisce  un  termine  di
    sessanta giorni dalla data della pubblicazione,  entro  cui  gli
    aspiranti al passaggio debbono presentare la  domanda  relativa,
    con l'indicazione anche  delle  amministrazioni  pubbliche  alle
    quali preferiscono essere  destinati.  La  domanda  deve  essere
    corredata dalla  documentazione  che  comprovi  la  preparazione
    acquisita nell'universita' e l'anzianita' di servizio .
      Il Ministro della pubblica istruzione, con decreto da  emanare
    d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri  e  con  i
    responsabili delle amministrazioni  interessate,  determinera'  i
    contingenti  relativi  ai  passaggi  effettuabili  per  ciascuna
    amministrazione.   I   contingenti   sono   fissati   anche   in
    soprannumero rispetto alle dotazioni organiche dei  ruoli  delle
    rispettive amministrazioni interessate, in modo che  comprendano
    complessivamente  un  numero  di  posti  pari  a  quello   degli
    aspiranti.
      Il passaggio avviene  previo  giudizio  positivo  di  apposita
    commissione costituita presso  l'amministrazione  interessata  e
    formata da quattro membri appartenenti all'amministrazione e  di
    un professore universitario ordinario che la presiede.
      Il giudizio  accertera'  la  coerenza  della  preparazione  del
    candidato con il lavoro da svolgere e i rapporti di equipollenza
    con il  posto  cui  si  riferisce  il  passaggio,  tenuto  conto
    dell'anzianita' di servizio, la quale  determina  anche  l'ordine
    per l'inquadramento nel  ruolo.  Il  possesso  dell'abilitazione
    all'insegnamento nella scuola  equivale  all'accertamento  della
    coerenza   ai   fini   del   passaggio    alla    corrispondente
    amministrazione.
      Le procedure di cui ai commi secondo, terzo, quarto  e  quinto
    devono  essere  espletate  entro  nove  mesi   dalla   data   di
    presentazione della domanda di cui al secondo comma,  e  sino  a
    tale termine gli interessati sono mantenuti  in  servizio  nella
    qualifica e nella sede di appartenenza .
      Fino   al   momento   dell'effettivo    inquadramento    nella
    amministrazione  pubblica  interessata  continuera'   ad   essere
    corrisposto il trattamento economico in godimento .


    
      121. Esercizio  della  libera  docenza.  ─  Coloro  che  hanno
    conseguito l'abilitazione  alla  libera  docenza  e  ne  abbiano
    ottenuto la  conferma,  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
    presente decreto possono esercitarla secondo  le  norme  vigenti
    che ne disciplinano l'utilizzazione.
      Si  ha  per  confermata  la  libera   docenza   gia'   valutata
    positivamente dal consiglio di  facolta',  sempre  alla  data  di
    entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  ancorch‚  non  sia
    intervenuto il relativo decreto ministeriale.


    
      122. Adeguamento  delle  universita'  non  statali  alla  nuova
    disciplina. ─ Sino  all'entrata  in  vigore  della  legge  sulle
    universita' non statali, il cui progetto dovra' essere  presentato
    dal Governo alle Camere entro il 31 ottobre  1980  ,  sono
    consentiti contributi finanziari  alle  universita'  stesse,  nei
    termini e con le modalita' di cui al successivo comma, a  sgravio
    del maggior onere dalle universita' predette  sopportato  per  il
    personale docente in dipendenza dell'applicazione  del  presente
    decreto, e sempre che esse adeguino i loro  statuti  alla  nuova
    disciplina del personale docente contenuta nel presente decreto.
    Tali contributi non potranno  comunque  protrarsi  oltre  l'anno
    accademico 1981-82.
      Il Consigio dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro  della
    Pubblica  istruzione,   sentito   il   Consiglio   universitario
    nazionale, di concerto con il Ministro del tesoro, determina per
    ciascun anno accademico,  i  contributi  di  cui  al  precedente
    comma, tenendo conto, per ciascuna delle universita' non  statali
    interessate:
        a) della consistenza dell'organico  del  personale  docente,
    con particolare riferimento agli inquadramenti  da  attuarsi  ai
    sensi del presente decreto;
        b) delle condizioni finanziarie delle universita' stesse;
        c) degli orientamenti programmatici del Governo  in  materia
    di  statizzazione  delle  universita'  non  statali,   anche   in
    riferimento al piano biennale transitorio di cui  al  precedente
    art. 2, ultimo comma.
      Nello stesso periodo fissato  dal  primo  comma  del  presente
    articolo, le universita' non statali potranno conferire contratti
    di insegnamento anche a professori delle universita` statali.


    
      123. Norme abrogative  e  finali.  Gli  ultimi  due  commi
    dell'art.  19  della  L.  18  marzo  1958,  n.  349,  come
    sostituiti dall'art. 23 della L. 24 febbraio 1967, n. 62, e
    tutte le disposizioni che  comunque  consentano  di  assumere  o
    utilizzare  a  qualsiasi  titolo  personale  non  previsto   dal
    presente decreto, sono abrogati.
      Restano   ferme   le   nullita'   di   diritto   e   l'assoluta
    improduttivita' di qualunque effetto e conseguenza nei  confronti
    dell'amministrazione    dell'assunzione    di    personale     e
    dell'affidamento  di   compiti   istituzionali   effettuati   in
    violazione della gia' vigente legislazione  universitaria  ovvero
    di quanto previsto nel presente decreto, salve le responsabilita'
    disciplinari, amministrative e penali dei docenti e degli  altri
    funzionari responsabili delle violazioni.
      E' altresi' abrogato il primo comma dell'art.  4  del  D.L.  1°
    ottobre  1973,  n.  580  ,   convertito   in   legge,   con
    modificazioni, dalla L. 30 novembre 1973, n. 766,  e  successive
    modificazioni e integrazioni, nonch‚ il secondo comma  dell'art.
    131 del testo unico 31 agosto 1933, n.  1592.  E'  inoltre
    abrogato il D.P.R. 1° dicembre 1952, n. 4512.
      A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
    decreto  non  sono  applicabili  alle  universita'   statali   le
    disposizioni di cui all'art. 63 del testo unico 31 agosto  1933,
    n. 1592.
      Le disposizioni contenute nell'art. 10 della  L.  29  febbraio
    1980, n. 31  si applicano anche alle prestazioni  rese  dai
    policlinici  universitari   e   dalle   cliniche   universitarie
    convenzionate.


    
      124. Entrata in vigore. Il presente decreto entra in vigore
    il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
    Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.