ALLEGATO
VI bis
con modifiche
ed integrazioni del Decreto Legislativo 19 novembre 2007 n. 257
VALORI LIMITE
DI ESPOSIZIONE E VALORI DI AZIONE PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI
Le seguenti grandezze fisiche sono utilizzate per descrivere
l'esposizione ai campi elettromagnetici:
Corrente di contatto (I c). La corrente di contatto tra una persona e
un oggetto e' espressa in Ampere (A). Un conduttore che si trovi in un
campo elettrico puo' essere caricato dal campo.
Densita' di corrente (J). E' definita come la corrente che passa
attraverso una sezione unitaria perpendicolare alla sua direzione in un
volume conduttore quale il corpo umano o una sua parte. E' espressa in
Ampere per metro quadro (A/m^2).
Intensita' di campo elettrico. E' una grandezza vettoriale (E) che
corrisponde alla forza esercitata su una particella carica
indipendentemente dal suo movimento nello spazio. E' espressa in Volt
per metro (V/m).
Intensita' di campo magnetico. E' una grandezza vettoriale (H) che,
assieme all'induzione magnetica, specifica un campo magnetico in
qualunque punto dello spazio. E' espressa in Ampere per metro (A/m).
Induzione magnetica. E' una grandezza vettoriale (B) che determina una
forza agente sulle cariche in movimento. E' espressa in Tesla (T).
Nello spazio libero e nei materiali biologici l'induzione magnetica e
l'intensita' del campo magnetico sono legate dall'equazione 1 A m^-1 =
4pgreco 10^-7 T.
Densita' di potenza (S). Questa grandezza si impiega nel caso delle
frequenze molto alte per le quali la profondita' di penetrazione nel
corpo e' modesta. Si tratta della potenza radiante incidente
perpendicolarmente a una superficie, divisa per l'area della superficie
in questione ed e' espressa in Watt per metro quadro (W/m^2).
Assorbimento specifico di energia (SA). Si definisce come l'energia
assorbita per unita' di massa di tessuto biologico e si esprime in
Joule per chilogrammo (J/kg). Nella presente direttiva esso si impiega
per limitare gli effetti non termici derivanti da esposizioni a
microonde pulsate.
Tasso di assorbimento specifico di energia (SAR). Si tratta del valore
mediato su tutto il corpo o su alcune parti di esso, del tasso di
assorbimento di energia per unita' di massa di tessuto corporeo ed e'
espresso in Watt per chilogrammo (W/kg). Il SAR a corpo intero e' una
misura ampiamente accettata per porre in rapporto gli effetti termici
nocivi dell'esposizione a radiofrequenze (RF). Oltre al valore del SAR
mediato su tutto il corpo, sono necessari anche valori locali del SAR
per valutare e limitare la deposizione eccessiva di energia in parti
piccole del corpo conseguenti a particolari condizioni di esposizione,
quali ad esempio il caso di un individuo in contatto con la terra,
esposto a RF dell'ordine di pochi MHz e di individui esposti nel campo
vicino di un'antenna.
Tra le grandezze sopra citate, possono essere misurate direttamente
l'induzione magnetica, la corrente di contatto, le intensita' di campo
elettrico e magnetico, e la densita' di potenza.
A. VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE
Per specificare i valori limite di esposizione relativi ai campi
elettromagnetici, a seconda della frequenza, sono utilizzate le
seguenti grandezze fisiche:
* sono definiti valori limite di esposizione per la densita' di
corrente relativamente ai campi variabili nel tempo fino a 1 Hz, al
fine di prevenire effetti sul sistema cardiovascolare e sul sistema
nervoso centrale;
* fra 1 Hz e 10 MHz sono definiti valori limite di esposizione per la
densita' di corrente, in modo da prevenire effetti sulle funzioni del
sistema nervoso;
* fra 100 kHz e 10 GHz sono definiti valori limite di esposizione per
il SAR, in modo da prevenire stress termico sul corpo intero ed
eccessivo riscaldamento localizzato dei tessuti. Nell'intervallo di
frequenza compreso fra 100 kHz e 10 MHz, i valori limite di esposizione
previsti si riferiscono sia alla densita' di corrente che al SAR;
* fra 10 GHz e 300 GHz sono definiti valori limite di esposizione per
la densita' di potenza al fine di prevenire l'eccessivo riscaldamento
dei tessuti della superficie del corpo o in prossimita' della stessa.
Tabella 1
Valori limite di esposizione (art. 49-quindecies, comma 1).
Tutte le condizioni devono essere rispettate.
|
Intervallo di frequenza |
Densità di corrente per corpo e tronco J (mA/m2) (rms) |
SAR mediato sul corpo intero (W/kg) |
SAR localizzato (corpo e tronco) (W/kg) |
SAR localizzato (arti) (W/kg) |
Densità di potenza (W/m2) |
|
Fino a 1 Hz |
40 |
/ |
/ |
/ |
/ |
|
1 - 4 Hz |
40/f |
/ |
/ |
/ |
/ |
|
4 - 1000 Hz |
10 |
/ |
/ |
/ |
/ |
|
1000 Hz - 100 kHz |
f/100 |
/ |
/ |
/ |
/ |
|
100 kHz - 10 Mhz |
f/100 |
0,4 |
10 |
20 |
/ |
|
10 MHz - 10 GHz |
/ |
0,4 |
10 |
20 |
/ |
|
10 - 300 GHz |
/ |
/ |
/ |
/ |
50 |
Note:
1. f e' la frequenza in Hertz.
2. I valori limite di esposizione per la densita' di corrente si
prefiggono di proteggere dagli effetti acuti, risultanti
dall'esposizione, sui tessuti del sistema nervoso centrale nella testa
e nel torace. I valori limite di esposizione nell'intervallo di
frequenza compreso fra 1 Hz e 10 MHz sono basati sugli effetti nocivi
accertati sul sistema nervoso centrale. Tali effetti acuti sono
essenzialmente istantanei e non v'e' alcuna giustificazione scientifica
per modificare i valori limite di esposizione nel caso di esposizioni
di breve durata. Tuttavia, poiche' i valori limite di esposizione si
riferiscono agli effetti nocivi sul sistema nervoso centrale, essi
possono permettere densita' di corrente piu' elevate in tessuti
corporei diversi dal sistema nervoso centrale a parita' di condizioni
di esposizione.
3. Data la non omogeneita' elettrica del corpo, le densita' di corrente
dovrebbero essere calcolate come medie su una sezione di 1 cm ^2
perpendicolare alla direzione della corrente.
4. Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori di picco della densita' di
corrente possono essere ottenuti moltiplicando il valore efficace rms
per (2)^«1/2».
5. Per le frequenze fino a 100 kHz e per i campi magnetici pulsati, la
massima densita' di corrente associata agli impulsi puo' essere
calcolata in base ai tempi di salita/discesa e al tasso massimo di
variazione dell'induzione magnetica. La densita' di corrente indotta
puo' essere confrontata con il corrispondente valore limite di
esposizione.
Per gli impulsi di durata la frequenza equivalente per l'applicazione
dei limiti di esposizione va calcolata come f = 1/(2).
6. Tutti i valori di SAR devono essere ottenuti come media su un
qualsiasi periodo di 6 minuti.
7. La massa adottata per mediare il SAR localizzato e' pari a ogni 10 g
di tessuto contiguo. Il SAR massimo ottenuto in tal modo costituisce il
valore impiegato per la stima dell'esposizione. Si intende che i
suddetti 10 g di tessuto devono essere una massa di tessuto contiguo
con proprieta' elettriche quasi omogenee. Nello specificare una massa
contigua di tessuto, si riconosce che tale concetto puo' essere
utilizzato nella dosimetria numerica ma che puo' presentare difficolta'
per le misurazioni fisiche dirette. Puo' essere utilizzata una
geometria semplice quale una massa cubica di tessuto, purche' le
grandezze dosimetriche calcolate assumano valori conservativi rispetto
alle linee guida in materia di esposizione.
8. Per esposizioni pulsate nella gamma di. frequenza compresa fra 0,3 e
10 GHz e per esposizioni localizzate del capo, allo scopo di limitare
ed evitare effetti uditivi causati da espansione termoclastica, si
raccomanda un ulteriore valore limite di esposizione. Tale limite e'
rappresentato dall'assorbimento specifico (SA) che non dovrebbe
superare 10 mJ/kg calcolato come media su 10 g di tessuto.
9. Le densita' di potenza sono ottenute come media su una qualsiasi
superficie esposta di 20 cm^2 e su un qualsiasi periodo di 68/f^«1,05»
minuti (f in GHz) per compensare la graduale diminuzione della
profondita' di penetrazione con l'aumento della frequenza. Le massime
densita' di potenza nello spazio, mediate su una superficie di 1 cm^2,
non dovrebbero superare 20 volte il valore di 50 W/m^2.
10. Per quanto riguarda i campi elettromagnetici pulsati o transitori o
in generale per quanto riguarda l'esposizione simultanea a campi di
frequenza diversa, e' necessario adottare metodi appropriati di
valutazione, misurazione e/o calcolo in grado di analizzare le
caratteristiche delle forme d'onda e la natura delle interazioni
biologiche, tenendo conto delle norme armonizzate europee elaborate dal
CENELEC.
B. VALORI DI AZIONE
I valori di azione di cui alla tabella 2 sono ottenuti a partire dai
valori limite di esposizione secondo le basi razionali utilizzate dalla
Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non
ionizzanti (ICNIRP) nelle sue linee guida sulla limitazione
dell'esposizione alle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP 7/99).
Tabella 2
Valori di azione ( art- 49-quindecies, comma 2)
[valori efficaci (rms) imperturbati]
|
Intervallo di frequenza |
Intensità di campo elettrico E (V/m) |
Intensità di campo magnetico H (A/m) |
Induzione magnetica B(mT) |
Densità di potenza di onda piana Seq (W/m2) |
Corrente di contatto (W/m2) le (mA) |
Corrente indotta attraverso gli arti IL (mA) |
|
0 - 1 Hz |
/ |
1,63 x 105 |
2 x 105 |
/ |
1,0 |
/ |
|
1 - 8 Hz |
20000 |
1,63 x 105/f2 |
2 x 105/f2 |
/ |
1,0 |
/ |
|
8 - 25 Hz |
20000 | 2 x 104/f | 2,5 x 104/f | / | 1,0 | / |
|
0,025 - 0,82 kHz |
500/f |
20/f |
25/f |
/ |
1,0 |
/ |
|
0,82 kHz - 2,5 kHz |
610 |
24,4 |
30,7 |
/ |
1,0 |
|
|
2,5 - 65 kHz |
610 | 24,4 | 30,7 | / | 0,4f | / |
|
65 - 100 kHz |
610 | 1600/f | 2000/f | / | 0,4/f | / |
|
0,1 - 1 MHz |
610 | 1,6/f | 2/f | / | 0,4/f | / |
|
1 - 10 MHz |
610/f | 1,6/f | 2/f | / | 40 | / |
|
10 - 110 MHz |
61 | 0,16 | 0,2 | 10 | 40 | 100 |
|
110 - 400 MHz |
61 | 0,16 | 0,2 | 10 | / | / |
|
400 - 2000 MHz |
3f1/2 | 0,008f1/2 | 0,01f1/2 | f/40 | / | / |
|
2 - 300 GHz |
137 | 0,36 | 0,45 | 50 | / | / |
Note:
1. f e' la frequenza espressa nelle unita' indicate nella colonna
relativa all'intervallo di frequenza.
2. Per le frequenze comprese fra 100 kHz e 10 GHz, S «eq», E, H, B e I
«L» devono essere calcolati come medie su un qualsiasi periodo di 6
minuti.
3. Per le frequenze che superano 10 GHz, S «eq», E, H e B devono essere
calcolati come medie su un qualsiasi periodo di 68/f^«1/05» minuti (f
in GHz).
4. Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori di azione di picco per le
intensita' di campo possono essere ottenuti moltiplicando il valore
efficace rms per (2)^«1/2». Per gli impulsi di durata t p, la frequenza
equivalente da applicare per i valori di azione va calcolata come f =
1/(2t p).
Per le frequenze comprese tra 100 kHz e 10 MHz, i valori di azione di
picco per le intensita' di campo sono calcolati moltiplicando i
pertinenti valori efficaci (rms) per 10^a, dove a = (0,665 log (f/10) +
0,176), f in Hz.
Per le frequenze comprese tra 10 MHz e 300 GHz, i valori di azione di
picco sono calcolati moltiplicando i valori efficaci (rms)
corrispondenti per 32 nel caso delle intensita' di campo e per 1000 nel
caso della densita' di potenza di onda piana equivalente.
5. Per quanto riguarda i campi elettromagnetici pulsati o transitori o
in generale l'esposizione simultanea a campi di frequenza diversa, e'
necessario adottare metodi appropriati di valutazione, misurazione e/o
calcolo in grado di analizzare le caratteristiche delle forme d'onda e
la natura delle interazioni biologiche, tenendo conto delle norme
armonizzate europee elaborate dal CENELEC.
6. Per i valori di picco di campi elettromagnetici pulsati modulati si
propone inoltre che, per le frequenze portanti che superano 10 MHz, S e
q valutato come media sulla durata dell'impulso non superi di 1000
volte i valori di azione per S e q, o che l'intensita' di campo non
superi di 32 volte i valori di azione dell'intensita' di campo alla
frequenza portante.
|
indice 626/94 |
![]() home pag |