ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE

VIDEOTERMINALI SALUTE

note informative

per il personale dell’INFN

DOPO AVER LETTO IL MANUALE, STAMPATE E COMPILATE IL QUESTIONARIO DI VERIFICA DELL’AVVENUTA FORMAZIONE:  

Il presente documento informativo è stato promosso dalla Commissione nazionale permanente di igiene e sicurezza dell’INFN, tramite l’istituzione di un gruppo di lavoro incaricato della sua redazione.

GRUPPO DI LAVORO:

Marta Dalla Vecchia

Coordinatore Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione

INFN - Sezione di Padova

 

Umberto Candura

Medico Competente

INFN - Sezione di Napoli

 

Simona Ceccarelli

Funzionario Amministrativo

INFN - Amministrazione Centrale

Frascati (RM)

 

Sandra Calore

Servizio Prevenzione e Protezione

INFN - Sezione di Padova

 

SUPERVISIONE

 

Antonio Bergamaschi

Professore straordinario Medicina del Lavoro

Direttore Servizio Medicina del Lavoro INFN - Amministrazione Centrale Frascati (RM)

 

Enrico Bonanno

Dirigente Servizio Ingegneria

Coordinamento Servizi Prevenzione e Protezione

INFN - Amministrazione Centrale

Frascati (RM)

Edizione: Dicembre 2003

Revisione settembre 2014 a cura di Marta Dalla Vecchia

PRESENTAZIONE

L’utilizzo di attrezzature munite di videoterminali è divenuto, nel tempo, supporto e complemento indispensabile sia alle attività di ricerca che a quelle di carattere tecnico-amministrativo.

Con il Decreto Legislativo 626/94 (successivamente sostituito dal D.Lgs 81/08 - N.d.R.) è stata recepita la direttiva europea particolare 90/270/CEE che individua le prescrizioni minime per la sicurezza delle attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali.

In ambito INFN, il Direttore di Struttura, svolgendo il ruolo di datore di lavoro, ha pertanto l’obbligo di individuare ed attuare ogni migliore standard ergonomico per le attività con uso di videoterminali.

La Commissione nazionale permanente di igiene e sicurezza sul lavoro dell’INFN, con il presente documento, intende fornire un contributo informativo generale sul corretto uso dei videoterminali, che viene posto all’attenzione del personale dell’Istituto.

Prof. Enzo Iarocci

Presidente INFN

 

 

INDICE

Prefazione

Introduzione

Effetti sulla salute

Sorveglianza Sanitaria

L’organizzazione del posto di lavoro

Le componenti del posto di lavoro

L’utilizzo di attrezzature portatili

Brevi cenni sugli esercizi di rilassamento

Glossario

Test Finale

Appendice Normativa

INTRODUZIONE

Lo sviluppo della tecnologia dei computer e la loro estesa applicazione nelle attività pubbliche e private hanno determinato, in tempi brevi, un significativo incremento dell’uso di unità videoterminali, quale strumento indispensabile della vita lavorativa. Se le nuove attrezzature hanno prodotto indubbiamente maggiore funzionalità e snellimento del normale lavoro, è pur vero che hanno sollevato problematiche di protezione del lavoratore addetto al loro impiego. In particolare, è stata dedicata attenzione ai disturbi psicofisici che possono essere attribuiti all’uso dei videoterminali qualora inseriti in un ambiente e in un modello organizzativo non adeguati alla nuova tecnologia.

Le categorie di lavoratori interessati sono sempre più numerose e comprendono, nel nostro Istituto, i ricercatori impegnati in presa o analisi dati, il personale amministrativo e di direzione, i progettisti, ecc.
Il Decreto Legislativo 81/08, e successivi, -che recepisce, tra l’altro, gli indirizzi della Direttiva 90/270/CEE - riporta al titolo VII, artt. 172 -179, tutte le norme per il controllo delle attrezzature e del personale addetto ai videoterminali ed, in allegato XXXIV, le prescrizioni minime per l’uso di videoterminali (v. appendice).
Con il Decreto Interministeriale del 2 ottobre 2000 "Linee guida d’uso dei videoterminali" (v. appendice) vengono altresì fornite indicazioni fondamentali per lo svolgimento dell’attività al videoterminale al fine di prevenire l’insorgenza di disturbi.

Numerose ricerche e indagini epidemiologiche condotte sui possibili effetti prodotti sulla salute degli addetti ai videoterminali non hanno confermato rischi da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, né è stato registrato aumento di malattie relative al sangue, all’apparato visivo, all’apparato riproduttivo (sia a carico dell’operatore che della prole). È stato altresì evidenziato che i principali problemi correlati all’uso dei videoterminali possono essere, esclusivamente, la fatica visiva connessa all’impegno degli occhi (astenopia), alle caratteristiche dello schermo, alle condizioni di illuminazione e di microclima dell’ambiente; i disturbi muscolo-scheletrici condizionati da posture non corrette, arredi e tempi di lavoro; e lo stress (affaticamento mentale) influenzato dai contenuti della mansione, dal software e dal rumore. Tali disturbi, da considerarsi non come conseguenti all’uso di videoterminali, bensì derivanti da inadeguata progettazione dei posti e delle modalità di lavoro, possono quindi essere prevenuti sia con l’applicazione di principi ergonomici che con comportamenti corretti da parte degli utilizzatori.

La presente pubblicazione, in applicazione della normativa vigente, delinea un quadro essenziale dei principi generali di prevenzione e protezione per l’utilizzo in sicurezza delle attrezzature munite di videoterminali. In particolare, vengono considerati i possibili effetti dei videoterminali sulla salute, i contenuti della sorveglianza sanitaria quale misura preventiva e periodica, l’organizzazione del lavoro e le componenti del posto di lavoro con i videoterminali, nonché brevi cenni sugli esercizi di rilassamento da adottare durante il lavoro al videoterminale. La pubblicazione intende quindi porsi come strumento conoscitivo utile a fornire corrette indicazioni comportamentali ed accorgimenti per eliminare o ridurre al minimo i rischi per la sicurezza e la salute, derivanti dall’uso di videoterminali. Si propone inoltre come complemento dell’attività di informazione dei lavoratori che viene disciplinata dagli artt. 18 e 177 del D.Lgs. 81/08.

EFFETTI SULLA SALUTE

L’introduzione dei videoterminali negli ambienti di lavoro è stata accompagnata per anni da falsi allarmi circa possibili problemi per la salute derivanti dal loro uso prolungato, così come spesso avviene di fronte a nuove tecnologie di cui non si conoscono i potenziali pericoli.

Appare utile ribadire che l’evidenza scientifica ed epidemiologica sostiene in misura incontrovertibile che "in soggetti addetti ai videoterminali, non sono stati messi in evidenza né la comparsa di una patologia oculare né l’aggravamento di eventuali disturbi o turbe persistenti, attribuibili all’eventuale rischio lavorativo".

Una abbondantissima letteratura tecnico-scientifica ha quindi stabilito che il videoterminale di per sé non rappresenta un rischio per la salute dell’operatore, bensì è la sua utilizzazione in condizioni ambientali e organizzative non idonee a poter provocare disagi e/o disturbi reversibili e prevedibili per i lavoratori, consistenti in:

• affaticamento visivo (astenopia);

• disturbi muscoloscheletrici da postura e movimenti ripetitivi;

• affaticamento mentale (stress).

A tutt’oggi chi si occupa di formazione negli ambienti di lavoro si accorge che non sono del tutto scomparse ingiustificate preoccupazioni circa:

• le radiazioni ionizzanti (raggi X) emesse dai tubi catodici degli schermi (peraltro in via di sostituzione da quelli a cristalli liquidi);

• le radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici);

• effetti sulla gravidanza;

• danni visivi (patologie oculari);

• insorgenza o aggravamento di vizi di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia).

 

I DISTURBI OCULOVISIVI

 

 

Astenopia e pause

 

Dagli studi epidemiologici sui videoterminalisti sono emersi, con una certa frequenza, quei disturbi visivi che vanno sotto il nome di astenopia: bruciore oculare, visione sfocata o doppia, cefalea, lacrimazione, prurito, frequente ammiccamento, arrossamento alle congiuntive, spasmo palpebrale, ecc.
Tutta la letteratura scientifica concorda nel ritenerli transitori e reversibili con il riposo.
Essi sono infatti da riportare alla sollecitazione prolungata dei muscoli oculari, deputati alla messa a fuoco (accomodazione) dell’immagine, che è tanto più impegnativa quanto più l’oggetto è posto vicino. All’opposto, quando si osserva un oggetto lontano, questi muscoli vengono rilasciati e l’occhio si ritrova in una condizione di riposo.
Da qui la necessità - prevista anche dall’attuale normativa (art. 175 del D.Lgs. 81/08) - di provvedere ad organizzare il lavoro in modo tale da contemplare pause o interruzioni di almeno 15 minuti ogni 2 ore di applicazione al video, durante le quali svolgere attività prive di sforzi accomodativi importanti.
È importante ricordare che lo sforzo dei muscoli oculari durante il lavoro è per lo più svolto in maniera inconsapevole rivelandosi spesso con l’affaticamento di fine giornata qualora non vengano adottate le misure preventive previste. Inoltre è noto come il potere di accomodazione sia progressivamente ridotto dall’età, per cui il punto prossimo di messa a fuoco passa, da circa 10 cm, a 20 a 50 cm a 45-50 anni.
Ecco perché la distanza consigliata del video dagli occhi è di 50-70 cm e perché agli ultracinquantenni viene resa obbligatoria una frequenza biennale di controlli medici nell’ambito della regolamentazione della sorveglianza sanitaria prevista dall’art. 176 del D.Lgs 81/08.

 

 

I fattori che influenzano l’affaticamento visivo

 

I disturbi di affaticamento visivo sono favoriti ed accentuati da fattori clinici, ambientali ed organizzativi, tra cui si ricordano:

• i vizi di refrazione non corretti o corretti non sufficientemente: alcuni lavoratori, soprattutto giovani, sono ignari di lievi difetti visivi, che in questo tipo di lavoro diventano un elemento critico di scarsa tolleranza ad un’applicazione prolungata;

• lo strabismo e le turbe della convergenza (eteroforie), che limitano la cooperazione binoculare utile per apprezzare la profondità ed il rilievo delle immagini;

• le condizioni illuminotecniche: abbagliamenti diretti o riflessi, scarsa definizione dei caratteri, eccessivo contrasto di luminanza tra gli arredi, errata disposizione degli schermi rispetto alle fonti luminose;

• l’inquinamento indoor: le sostanze volatili ad azione irritante presenti negli ambienti confinati (formaldeide, sostanze organi- che, fumo di sigaretta, ecc.), e la polverosità ambientale rientrano tra i fattori di rischio. La loro presenza favorisce - insieme ad una relativa secchezza dell’aria ambiente - l’insorgenza di sintomi su base irritativa agli occhi, alla cute del volto ed alle mucose delle prime vie aeree;

• l’orario di lavoro: il protrarsi eccessivo dei carichi funzionali legati agli sforzi di accomodazione e convergenza dell’immagine comporta sempre - anche alle persone che vedono bene - l’insorgenza dei segni di affaticamento. Per questo è bene rispettare l’obbligo delle pause;

• il tipo di lavoro: il contenuto del lavoro implica gradi diversi di impegno visivo e mentale, per cui è da prevedere un maggior carico accomodativo in lavori che richiedano il cambio frequente della messa a fuoco, ed un maggior impegno mentale in caso di attività più ripetitiva, con basso grado di soddisfazione oppure con difficoltà eccessive rispetto alla formazione ricevuta.

 

 

I DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI


Le caratteristiche anatomofisiologiche del nostro apparato muscolare sono concepite e finalizzate al naturale alternarsi delle contrazioni e dei rilassamenti, tipico del lavoro dinamico. I nostri muscoli, ed anche le strutture articolari della nostra colonna vertebrale, mal sopportano un lavoro statico con uno stato di contrazione e postura fissa prolungata, in quanto ciò riduce il normale afflusso di sangue, l’eliminazione di prodotti di scarto (acido lattico), creandosi rapidamente le condizioni di affaticamento.
Da ciò deriva una prima affermazione di ordine generale circa il vantaggio di una vita attiva e della pratica di attività fisica regolare, per contrastare gli effetti negativi di una vita lavorativa prevalentemente se- dentaria, soprattutto laddove - come nel caso dei videoterminalisti - si osserva una sollecitazione statica prolungata, e spesso movimenti ripetitivi degli arti superiori, che coinvolgono una serie di muscoli (trapezio, deltoide, sopraspinoso, muscoli paravertebrali) ed i tendini che sovrintendono ai movimenti delle dita delle mani.
Si può quindi avere l’insorgenza di sintomi di dolore e tensione a carico della nuca, delle spalle, per poi avere l’interessamento degli arti superiori e del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale.
D’altra parte la digitazione a ritmi sostenuti ovvero l’uso spinto del mouse, con sforzi di pressione prolungati, spesso accompagnati da ano- male angolazioni del polso, e la mancanza di spazi sufficienti per l’appoggio degli avambracci, possono comportare infiammazioni delle strutture tendinee fino alla cosiddetta sindrome del tunnel carpale, che comporta una compressione dolorosa del nervo mediano del polso.
Va inoltre ricordato che la fissità posturale in posizione seduta rap- presenta un fattore di rischio - oltre che per i muscoli - anche per la colonna vertebrale, ed in particolare per i dischi intervertebrali che ne rap- presentano "gli ammortizzatori".
Al contrario, il costante alternarsi di condizioni di carico e di scarico del disco - come avviene nel movimento del tronco - rappresenta l’evento ottimale per lo scambio nutritizio ed il rallentamento dei processi degenerativi. Per contro, condizioni prolungate di sovraccarico (posizione eretta o seduta senza supporto) o di sottocarico discale (posizione seduta con supporto del tronco e degli arti) possono ostacolare questo processo rispettivamente ritardando l’ingresso di sostanze nutritive e l’allontanamento dei prodotti metabolici di scarto.
La funzione preventiva e riabilitativa della ginnastica per il tronco (v. paragrafo) deriva proprio da queste considerazioni di fisiopatologia.
Le raccomandazioni legate all’attività fisica traggono forza dall’evidenza dei benefici che essa comporta anche sul sovraccarico funzionale del ritorno venoso al cuore, altro fattore di rischio per chi rimane seduto troppo a lungo.
Alla luce di quanto detto si possono definire in sintesi gli orientamenti preventivi per i disturbi trattati nel presente paragrafo:

1) progettazione e strutturazione del posto di lavoro secondo i criteri ergonomici espressi dalle Linee Guida Ministeriali del D.M. 2/10/2000 (v. appendice);

2) organizzazione del lavoro i cui contenuti possano consentire la massima variabilità posturale possibile, ed una certa discrezionalità operativa agli addetti;

3) educazione alla salute ed informazione sanitaria per contrastare stili di vita ed abitudini nocive (sedentarietà, alimentazione errata, fumo, sovrappeso, ecc.)

 

 

L’AFFATICAMENTO MENTALE

 

Nella valutazione dei rischi professionali a cui sono potenzialmente esposti videoterminalisti assumono un posto di rilievo anche i fattori psicosociali. Questi completano infatti il profilo di rischio della mansione, aggiungendosi agli elementi ambientali ed ergonomici già ricordati, e sono alla base dell’insorgenza di alcuni disturbi somatici lamentati dagli addetti (cefalee, insonnia, dispepsie, ecc.), nonché di una condizione di tensione generalizzata e di stress.
Non è sempre facile attribuire tali disturbi all’ambiente di lavoro, essendo essi frutto di un sostanziale squilibrio tra le richieste dell’organizzazione e le offerte individuali. Risulta cruciale allora intervenire sull’organizzazione del lavoro, così come ricordato dallo stesso D.Lgs. 81/08 e dal D.M. 2/10/2000, allo scopo di evitare:

• monotonia e ripetitività nello svolgimento del lavoro;

• carichi di lavoro eccessivi;

• responsabilità in eccesso o in difetto;

• inadeguatezza delle competenze;

• formazione ed addestramento insufficienti;

• scarso controllo sul "prodotto" finale del lavoro

Ovviamente quanto detto inciderà tanto più negativamente sull’equilibrio psicoemotivo, quanto più conflittuali sono i rapporti di lavoro, e quanto più critici saranno i fattori di rischio ambientali (illuminazione, rumore, microclima, fumo passivo, spazi inadeguati, disergonomia della postazione, ecc.).
Nell’eliminare i suddetti fattori di rischio ci si propone di accrescere le motivazioni individuali, consentendo al lavoro al videoterminale di non essere vissuto come causa di disagio della sfera psicoaffettiva (con un’azione diretta che faccia emergere i disturbi preesistenti), quanto come uno strumento di promozione del benessere individuale e sociale.

 

 

QUALE PREVENZIONE?

 

Una sintesi efficace degli strumenti a disposizione per giungere a questo fine è la seguente:

a) informazione e formazione dei lavoratori: minori sono le preoccupazioni e gli allarmi (ingiustificati), minore è lo stato d’ansia collegato al lavoro;

b) istruzione ed addestramento: il training adeguato e l’apporto di conoscenze sono una tappa fondamentale per combattere lo stress da prestazione, contribuiscono a preservare il benessere e quindi la qualità del lavoro;

c) interventi sull’organizzazione del lavoro: nuova frontiera nella prevenzione rispetto ai rischi lavorativi più tradizionali;

d) counseling e supporto sociale: per impedire che iniziali condizioni di disagio possano trasformarsi in veri quadri clinici correlati al lavoro.

LA SORVEGLIANZA SANITARIA

L’art. 176 del D.Lgs. 81/08 prescrive che i lavoratori - così come definiti dall’art.173 - prima di essere adibiti all’utilizzo dei videoterminali, siano sottoposti a visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali, e ad un esame della vista e degli occhi effettuati dal medico competente.
Qualora l’esito della visita ne evidenzi la necessità, il lavoratore sarà sottoposto ad esami specialistici, come la visita ergoftalmologica.


Come avviene in tutte le altre esposizioni a rischio professionale viene formulato un giudizio medico specifico alla mansione che può esprimersi con:

a) idoneità;

b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;

c) inidoneità temporanea;

c) inidoneità permanente.

Inoltre le visite mediche seguiranno una periodicità biennale per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per chi abbia compiuto i 50 anni di età, mentre sarà quinquennale negli altri casi.
Rimane comunque facoltà del medico competente stabilire diverse periodicità a seconda dei singoli casi esaminati, mentre i lavoratori possono richiedere un controllo oftalmologico qualora sospettino una sopravvenuta alterazione della funzione visiva confermata dal medico competente.
Si ricorda che il medico ha l’obbligo di comunicare per iscritto sia al lavoratore che al datore di lavoro, il giudizio medico anche in ordine alla prevista possibilità di un ricorso avverso tale giudizio (entro 30 giorni) presso l’organo di vigilanza territorialmente competente (art. 41del D.Lgs 81/08).

 

 

Cause di non idoneità o di idoneità parziale all’uso del videoterminale

 

In merito alla effettiva sussistenza di condizioni psicofisiche che possano inficiare l’idoneità ai VDT, va evidenziato che esse appaiono sicura- mente non frequenti, e che solo raramente sono stati registrati casi di non idoneità permanente.
Esclusi infatti gravi quadri clinici di interesse ortopedico ovvero riguardanti la sfera psicoaffettiva, l’attenzione degli esperti si è diretta soprattutto sui rapporti tra funzione visiva ed idoneità al lavoro. Sinteticamente si possono ricordare quelle patologie oculari che - per la loro naturale evoluzione - possono ridurre l’acuità visiva (cheratocono, glaucoma, cataratta, neurite ottica, retinopatie, ecc.), nonché quelle alterazioni che possono condurre più facilmente a stanchezza visiva (gravi vizi refrattivi, nistagmo, strabismo, congiuntiviti, deficit della secrezione lacrimale, ecc.).
Queste situazioni possono richiedere misure di prevenzione consistenti soprattutto in una limitazione temporale dell’utilizzo del VDT, con aumento quindi delle pause di lavoro.
Altri quadri clinici, a caratteri di acuzie, possono invece consigliare una sospensione transitoria dell’idoneità, come nel caso di cheratiti, congiuntiviti, uveiti, alterazioni del film lacrimale.
Assolutamente rari sono i casi di deficit visivo binoculare (< 2/10 con la migliore correzione), ovvero di patologie d’organo (retinopatie in fase avanzata, cheratocono bilaterale, maculopatie, paralisi miogene o neurogene, ulcere corneali) che possono far decidere per una non idoneità permanente.
Si ricorda infine che la norma riconosce ai lavoratori addetti all’utilizzo di attrezzature munite di videoterminale il diritto di usufruire dei dispositivi speciali di correzione in funzione dell’attività svolta, forniti con spese a carico del datore di lavoro, qualora i risultati degli accertamenti sanitari ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare dispositivi di correzione normali in uso al lavoratore né sia possibile una efficace riorganizzazione ergonomica del posto e delle modalità di lavoro.

L’ORGANIZZAZIONE DEL POSTO DI LAVORO

 

AI momento della progettazione del posto di lavoro, la collocazione delle attrezzature (video, tastiera, foglio, stampante), la dimensione degli spazi e le caratteristiche degli arredi dovranno essere scelte in funzione del tipo di attività prevista.
La ricerca della funzionalità operativa deve essere contemperata con il rispetto dell’ergonomia.

 

 

LA POSTURA

 

L’operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro:
iI tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali;
• i piedi devono essere ben appoggiati al pavimento;

 


 


• lo schermo deve essere posizionato in modo tale che il bordo superiore sia posto all’altezza degli occhi, o al di sotto di essa, e a una distanza compresa tra i 50 e 70 cm, per evitare l’affaticamento della muscolatura oculare e le contratture dei muscoli del collo;
• il porta-documenti, se utilizzato, deve es- sere posto alla stessa altezza e distanza da- gli occhi dello schermo;
• la tastiera deve essere disposta in modo tale da permettere l’appoggio degli avambracci (a 15 cm circa dal bordo del tavolo) per evitare contratture muscolari;
• il mouse deve essere utilizzato evitando irrigidimenti delle dita e del polso, tenendo gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle;
• le posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati devono essere, per quanto possibile, evitate. Nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento.

 


 

 

 

L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

 

L’attività al videoterminale deve essere organizzata in modo da evitare al più possibile ripetitività e monotonia.
Si sottolinea come la conoscenza del contesto in cui si colloca il risultato del lavoro al videoterminale è un elemento utile per ridurre i fattori di possibile affaticamento mentale.
Il lavoratore dovrà eseguire almeno una pausa di 15 minuti ogni due ore di lavoro al videoterminale. Durante le pause o i cambiamenti di attività è bene non dedicarsi a mansioni che richiedano un intenso impegno visivo, inoltre è opportuno distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l’affaticamento visivo.
La scelta del software è particolarmente importante per ridurre l’affaticamento mentale.

Si sottolinea l’utilità:

• di prevedere un periodo di formazione all’uso dei programmi e delle procedure informatiche;

• di scegliere un software adeguato alle mansioni da svolgere, di facile uso e comunque utilizzato dopo aver fornito al lavoratore tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità;

• di seguire le indicazioni e la formazione ricevute per l’utilizzo dei programmi e delle procedure informatiche;

• di poter disporre di un referente a cui rivolgersi in caso di anomalie del software e delle attrezzature.

 





 

 

 

LE COMPONENTI DEL POSTO DI LAVORO

 

 

IL PIANO DI LAVORO

 

Per essere adeguato al lavoro con il videoterminale, il tavolo deve essere stabile ed avere le seguenti caratteristiche:
• dimensioni adatte a garantire la comoda disposizione delle attrezzature di lavoro, con possibilità di collegamento ad altri moduli utili;
• profondità sufficiente a consentire una corretta distanza visiva dallo schermo;
• altezza fissa o regolabile tra 70 e 80 cm in modo da lasciare adeguato spazio per le gambe dell’operatore e consentire comodi aggiustamenti posturali;
• superficie di colore neutro e opaca in modo da evitare abbagliamenti e riflessi fastidiosi;

 


 


• tastiera separata dal video, mobile, inclinabile, con i tasti in materiale opaco e con caratteri leggibili;
• video orientabile e inclina- bile, con luminosità e contrasto regolabili, con l’immagine stabile, i caratteri definiti e leggibili, inoltre non deve avere riflessi o riverberi che possono causare mole- stia all’utilizzatore.
In generale va garantita la massima flessibilità nella disposizione e nell’uso dei diversi strumenti e accessori.

 

 

IL SEDILE

 

Un sedile da lavoro ergonomico deve essere:


 


• solido, sicuro, ben regolabile e dimensionato, confortevole e pratico;
• mobile con rotelle in modo da consentire l’accesso alle diverse attrezzature del posto
di lavoro e facilitare l’aggiustamento posturale;
• con basamento stabile o a cinque punti di appoggio; infatti può essere pericoloso se la superficie del piano del sedile è più ampia del basamento: in questo modo il sedile si può ribaltare;
• in materiale permeabile al vapore acqueo e pulibile.

Inoltre deve avere:
• l’altezza del piano sedile regolabile tramite comandi facilmente accessibili e azionabili;
• lo schienale, anatomicamente conformato, agevolmente regola- bile in altezza ed in inclinazione, in modo da permettere un co- modo appoggio del tratto lombare della colonna vertebrale.

Qualora fosse necessario, è opportuno utilizzare un poggiapiedi separato, per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori dell’operatore.

 

 

L’ILLUMINAZIONE

 

L’organizzazione dei posti di lavoro dove si utilizzano videoterminali deve tener conto della disposizione dell’illuminazione naturale (finestre o altro) mentre i sistemi di illuminazione artificiale andranno collocati in relazione all’attività prevista e in modo tale da evitare riflessi e contrasti fastidiosi.
In particolare andranno osservati i seguenti criteri:
• le finestre o altre fonti di luce artificiale non schermata non devono essere davanti dietro allo schermo video;



• le finestre devono avere tende inter- ne orientabili, pareti e attrezzature di color chiaro non devono produrre riflessi sullo schermo.
• la direzione dello sguardo operatore - schermo deve trovarsi parallela alle finestre;
• la linea tra l’occhio e la lampada deve formare con l’orizzonte un angolo non inferiore a 60’, in caso di lampade a soffitto non schermate.
Va in ogni modo evitato l’abbagliamento dell’operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine.

 

 

IL RUMORE

 

Nell’ambiente di lavoro dove si utilizzano videoterminali difficilmente i livelli di intensità sonora sono tali da provocare un danno all’appara- to uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un’attività che può ri- chiedere anche un’elevata concentrazione mentale e, in particolare, non devono perturbare l’attenzione e la comunicazione verbale. Si consiglia- no le seguenti misure preventive:

• scegliere strumentazione poco rumorosa;

• solare gli strumenti rumorosi in ambienti separati o con dispositivi fonoisolanti.

 

 

IL MICROCLIMA

 

Con il termine di microclima si intendono quei parametri ambientali che influenzano gli scambi termici tra soggetto e ambiente negli spazi confinati e che determinano il cosiddetto "benessere termico".

Le grandezze fondamentali che entrano in gioco nel determinare il benessere termico dell’organismo umano sono: la temperatura dell’aria, l’umidità relativa, la ventilazione, il calore radiante, il dispendio energetico, la resistenza termica del vestiario. L’organismo umano, infatti, tende a mantenere il bilancio termico in condizioni di equilibrio in modo da mantenere la sua temperatura sui valori ottimali.

 


 


Per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d’ufficio ed è comunque preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che
invernale.


Ci si deve comunque assicurare che:
• nella postazione di lavoro la velocità dell’aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d’aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc.;
• l’aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi;
• fonti di calore radiante non siano poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento ma an- che finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc..

 

 

LA PULIZIA

 

Tastiera, schermo e mouse devono essere periodicamente puliti.
In particolare l’accumulo di polvere sulla superficie dello schermo può deteriorare la percezioni delle immagini. Si deve quindi effettuare una frequente pulizia dello schermo e degli eventuali filtri (in questo caso va pulita sia la superficie interna che esterna del filtro). Per la pulizia si raccomanda l’utilizzo di prodotti appositi

 

L’UTILIZZO DI ATTREZZATURE PORTATILI

La legge 29/12/2000, n. 422 ha notoriamente allargato la definizione di videoterminalista.
Ciononostante rimangono al di fuori della tutela normativa una serie di categorie di lavoratori, anch’essi caratterizzati da attività con alto e prolungato impegno visivo (assemblaggi fini, microscopisti, ispezioni visive, ecc.), fra cui gli utilizzatori di attrezzature portatili munite di videoterminale (notebook, laptop, tablet).
L’art. 172 del D.Lgs 81/08 esclude infatti i lavoratori addetti ai sistemi denominati formati da macchine di videoscrittura senza schermo separato.
Si assiste però alla diffusione sempre crescente di tali apparecchiature come strumenti di lavoro indubbiamente più comodi alle esigenze odierne di mobilità e flessibilità del personale, in alternativa ai tradizionali PC desktop, per cui si rende attuale qualche riflessione sulle modalità corrette del loro utilizzo.
Già l’individuazione della soglia "dell’utilizzazione prolungata" può essere oggetto di valutazioni differenti, per cui si può innanzitutto equiparare a tutti gli effetti coloro che utilizzano per almeno venti ore settimanali il portatile in un unico posto di lavoro al videoterminalista individuato dalle nuove definizioni normative. Vanno esclusi invece coloro che ne fanno uso frequente, ma in più posti di lavoro, ovvero gli utilizzi brevi e discontinui in posti di lavoro variabili.
In effetti si può dire che l’esenzione - al momento - dei portatili dal- le aree di tutela normativa non vuol certo significare che essi non possano causare le problematiche conosciute per i PC tradizionali (disturbi muscolo-scheletrici, affaticamento visivo, affaticamento mentale).
È appena il caso di ricordare che, così come è necessario valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, è altrettanto vero che per tutti i lavoratori va perseguito il massimo comfort ovvero la minimizzazione dei fattori di rischio e/o disagio lavorativo (art. 2087 CC.).

Nella fattispecie l’alta qualità delle attrezzature, video ad alta risoluzione, tastiere o dispositivi di puntamento separati o wireless, accessori come le dock-station, ecc. possono determinare condizioni di utilizzo migliori sul piano ergonomico. Il rispetto delle condizioni ambientali ottimali diventa invece più critico in base alle necessità tecniche o organizzative connesse all’espletamento della mansione. Non sembra invece specifico l’argomento della facilità di utilizzo dei software, che hanno applicazioni indifferenti nelle varie configurazioni del posto di lavoro.
Quanto detto fa risaltare l’utilità - se non l’obbligo - da parte del datore di lavoro, di erogare un’informazione ed una formazione anche agli utilizzatori di portatili (spesso peraltro l’utilizzo è misto), al fine di promuovere l’adozione di comportamenti corretti per l’uso in situazioni non ordinarie, ed in particolare:
• in viaggio
• all’aperto
• sui mezzi di trasporto
• in luoghi a maggior rischio di incendio o esplosione
• in luoghi con rischio di interferenze (aerei, ambienti sanitari)
• in ambienti che impediscano posture sicure o corrette
Le raccomandazioni possono essere dirette sostanzialmente a:
• utilizzare apparecchiature di classe adeguata in relazione all’impiego, relativamente a contrasto, potere di risoluzione, velocità, ecc.
• organizzare comunque la postazione di lavoro - per quanto temporanea - nella maniera più soddisfacente (superfici a disposizione, appoggi, orientamento dello schermo, regolazione dell’illuminazione, ecc.), ed in particolare:
• non posizionare il computer direttamente sulle gambe, ma creare eventualmente un appoggio di fortuna (valigetta, libro, coperta, asciugamano, ecc.);
• sopraelevare il sedile con un cuscino o altro se è troppo basso rispetto al piano di lavoro;
• creare, se necessario, un poggiapiedi con oggetti di opportune dimensioni;
• coprire lo schienale con una coperta e provvedere a fornirsi di un appoggio lombare (es. asciugamano arrotolato), se lo schienale è scomodo;
• provvedere ad adeguati sostegni per gli avambracci se si lavora su un divano o un letto;
• cambiare spesso posizione facendo frequenti soste;
• evitare di piegare la schiena in avanti;
• mantenere in asse avambracci, polsi e mani che digitano o cliccano;
• fornirsi - laddove possibile - di tastiera e mouse indipendenti dal portatile soprattutto in caso di lavoro prolungato;
• lavorare solo il tempo necessario in condizioni disagiate (viaggio, postazioni di fortuna) e con interruzioni frequenti, rimandando tutto ciò che è rimandabile a future condizioni di maggior comfort;
• controllare al meglio la postura, l’altezza e l’orientamento dello schermo;
• operare una accurata manutenzione ordinaria dell’apparecchiatura (schermo!), più esposta al deterioramento proprio per le modalità particolari di utilizzo.

Va infine sottolineato che l’utilizzo dei portatili deve essere previsto solo laddove veramente necessario, e non per ripiego o per un atteggiamento elusivo delle norme.

ESERCIZI DI RILASSAMENTO

 

BREVI CENNI


Ecco alcuni semplici esercizi, che richiedono pochi minuti e che possono essere fat- ti a casa o nelle pause di lavoro.

 

PER IL COLLO


In posizione seduta, intrecciare le dita dietro la nuca e tirare lentamente il capo verso il basso. Restare così per 10 secondi. Ripetere almeno 10 volte.

 

PER GLI AVAMBRACCI

Mettere le mani come in figura e mantenere la posizione per 20-30 secondi. Ripetere 5 volte.


 

PER LE SPALLE

In posizione seduta portare una mano tra le scapole tenendo il gomito bene in alto. Per aumentare lo stiramento aumentare progressivamente l’estensione del capo. Mantenere la posizione per 20 secondi. Ripetere alternando per 5 volte.

 

PER LA SCHIENA


Seduti su una sedia, schiena ben dritta, piedi appoggiati a terra, gambe leggermente allargate. Abbandonare le braccia fra le gambe, lasciarsi cadere in avanti lentamente a partire dalla testa fino a toccare terra con il dorso delle mani. Restare qualche istante in questa posizione poi tirarsi su lentamente: prima la  schiena, poi il dorso ed infine la testa. Ripetere l’esercizio 5 volte.

GLOSSARIO

Ergonomia

Scienza che studia la relazione esistente tra uomo-macchina-ambiente per ottenere il migliore mutuo adattamento.

Formazione

Attività basata sull’istruzione e l’addestramento opportuni ai fini della progressiva acquisizione di competenze specifiche da parte dei soggetti destinatari. Comporta azioni di verifica - in corso e alla fine - e di attestazione finale.

Informazione

Attività di comunicazione di notizie e dati a tutti i soggetti destina- tari, con l’obiettivo di orientarli secondo certe direttive o indicazioni.

Lavoratore videoterminalista

Lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico ed abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni.

Lavoratore non videoterminalista

- lavoratore che utilizza attrezzature munite di videoterminale per meno di 20 ore settimanali;
- lavoratore che impiega computer portatili, qualora questi non sia- no utilizzati come postazioni fisse (desktop) per tempi prolungati;
- lavoratore addetto: ai posti di guida di veicoli o macchine; ai sistemi informatici posti a bordo di mezzi di trasporto; alle macchine calcolatrici, a tutti gli strumenti provvisti di piccoli schermi per la visualizzazione dati ed ai sistemi di videoscrittura senza schermo separato; ai microscopi ed ai sistemi di collaudo provvisti di schermo; al telelavoro; alla dia- gnostica per immagini.

Medico competente

Medico in possesso di specifici titoli accademici, quali le specializza- zioni in Medicina del lavoro, Medicina Preventiva dei lavoratori e Psico-tecnica, Tossicologia Industriale, Igiene Industriale, Fisiologia ed Igiene del lavoro, Igiene e Medicina Preventiva, Medicina Legale.

Microclima

i parametri ambientali che influenzano gli scambi termici tra soggetto e ambiente negli spazi confinati e che determinano il cosiddetto "benessere termico" (temperatura, umidità, ecc.).

Posto di lavoro

L’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, ovvero software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante.

Prevenzione

il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell’attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

Rappresentante per la sicurezza

Persona, ovvero persone, eletta o designata, per rappresentare i la- voratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Persona designata dal datore di lavoro in possesso delle capacità e dei requisiti professionali, di cui all’art. 8-bis del D.Lgs. 626/94, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

Sorveglianza sanitaria

Le visite preventive e periodiche, effettuate dal medico competente, ai fini della valutazione della idoneità dei lavoratori alla mansione specifica.

Videoterminale

Uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di pro- cedimento di visualizzazione utilizzato.

 

APPENDICE NORMATIVA

Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81

Titolo VI


Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81
Allegato VII

DECRETO 2 ottobre 2000

LINEE GUIDA D’USO DEI VIDEOTERMINALI

1. Introduzione.

La guida che segue è stata messa a punto per fornire le indicazioni fondamentali per lo svolgimento dell’attività al videoterminale al fine di prevenire l’insorgenza dei disturbi muscoloscheletrici, dell’affaticamento visivo e della fatica mentale che possono essere causati dall’uso del videoterminale. Per la redazione della presente guida si è fatto riferimento a norme tecniche nazionali (CEI, UNI), comunitarie (CENELEC, CEN) e internazionali (IEC, ISO) che forniscono la regola dell’arte sull’utilizzo dei videoterminali.
Va chiarito, preliminarmente, che tutti gli studi e le indagini epidemiologiche sinora svolti portano ad escludere, per i videoterminali, rischi specifici derivanti da radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, sia a carico dell’operatore sia della prole. In particolare, nei posti di lavoro con videoterminale le radiazioni ionizzanti si mantengono a livelli rilevabili nei comuni ambienti di vita e di lavoro. Per quanto si riferisce ai campi elettromagnetici, la presenza della marcatura CE sul videoterminale comporta che tali campi siano mantenuti al di sotto dei limiti raccomandati e riscontrabili nei comuni ambienti di vita ove sono utilizzate apparecchiature elettriche e televisive.
Nelle lavoratrici gestanti sono presenti variazioni posturali legate alla gravidanza che potrebbe favorire l’insorgenza di disturbi dorso-lombari atti a giustificare la modifica temporanea delle condizioni o dell’orario di lavoro, ai sensi del decreto legislativo n. 645/1996, concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti.
Al fine di prevenire i disturbi che talvolta si accompagnano ad una utilizzazione dei videoterminali è necessario attenersi alle indicazioni di seguito elencate.

2. Indicazioni sulle caratteristiche dell’arredo della postazione del video terminale.

Il piano di lavoro (scrivania) deve:
a) avere una superficie sufficientemente ampia per disporre i materiali necessari e le attrezzature (video, tastiera, ecc.) nonché consentire un appoggio per gli avambracci dell’operatore davanti alla tastiera, nel corso della digitazione;
b) avere una profondità tale da assicurare una corretta distanza visiva dallo schermo, tenendo presente che schermi di grandi dimensioni richiedono tavoli di maggiore profondità;
c) avere il colore della superficie chiaro, possibilmente diverso dal bianco, ed in ogni caso non riflettente;
d) essere stabile e di altezza fissa o regolabile, indicativamente fra
70 e 80 cm;
e) avere uno spazio idoneo per il comodo alloggiamento e la movimentazione degli arti inferiori e per infilarvi il sedile.
Il sedile deve:
f) essere di tipo girevole, saldo contro slittamento e rovesciamento, dotato di basamento stabile o a cinque punti di appoggio;
g) disporre del piano e dello schienale regolabili in maniera indipendente così da assicurare un buon appoggio dei piedi ed il sostegno della zona lombare;
h) avere i bordi del piano smussati, in materiale non troppo cedevole, permeabile al vapore acqueo e pulibile;
i) essere facilmente spostabile anche in rapporto al tipo di pavimento;
l) qualora fosse necessario, essere dotato di un poggiapiedi separato, per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori dell’operatore.

3. Indicazioni sugli ambienti.

In sede di predisposizione degli ambienti di lavoro ove ubicare postazioni munite di videoterminale occorre prevedere:

a) per quanto riguarda il rumore, la eliminazione di eventuali problemi di rumore determinati in fase di stampa dalle stampanti ad impatto procedendo alla loro segregazione o insonorizzazione;


FIGURA 1


b) per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d’ufficio. È necessario che nella postazione di lavoro la velocità dell’aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d’aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc. È importante che l’aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi. Altrettanta precauzione andrà posta per evitare fonti di calore radiante poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento ma anche finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc.;
c) per quanto riguarda l’illuminazione, al fine di evitare riflessi sullo schermo, abbagliamenti dell’operatore ed eccessivi contrasti di luminosità la postazione di lavoro va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti nell’ambiente di lavoro. L’illuminazione artificiale dell’ambiente deve essere realizzata con lampade provviste di schermi ed esenti da sfarfallio, poste in modo che sia- no al di fuori del campo visivo degli operatori; in caso di lampade a soffitto non schermate, la linea tra l’occhio e la lampada deve formare con l’orizzonte un angolo non inferiore a 60’ (figura1). Va in ogni modo evitato l’abbagliamento dell’operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine.

4. Indicazioni atte ad evitare l’insorgenza di disturbi muscoloscheletrici.

Per la prevenzione di tale tipologia di disturbi occorre:

a) assumere la postura corretta di fronte al video, con piedi ben poggiati al pavimento e schiena poggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l’altezza della sedia e l’inclinazione dello schienale;


FIGURA 2


b) posizionare lo schermo dei video di fronte in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po’ più in basso dell’orizzontale
che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza dagli occhi pari a circa 50-70 cm.(figura 2);
c) disporre la tastiera davanti allo schermo (figura 3), salvo che lo schermo non sia utilizzato in maniera saltuaria, e il mouse, od eventuali altri dispositivi di uso frequente, sullo stesso piano della tastiera ed in modo che siano facilmente raggiungibili;


FIGURA 3


d) eseguire la digitazione e utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso, curando di tenere gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli dei collo e delle spalle;
e) evitare, per quanto possibile, posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori ed inferiori)

5. Indicazioni atte ad evitare l’insorgenza di problemi visivi.

A tale scopo si dovrà:

a) illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale, mediante la regolazione di tende o veneziane, ovvero con illuminazione artificiale. Le condizioni di maggiore comfort visivo sono raggiunte con illuminamenti non eccessivi e con fonti luminose poste al di fuori del campo visivo e che non si discostino, per intensità, in misura rilevante da quelle degli oggetti e superfici presenti nelle immediate vicinanze, in modo da evitare contrasti eccessivi;
b) orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie;
c) assumere la postura corretta di fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa 50-70 cm;
d) disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendo ai meccanismi di regolazione;
e) distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l’affaticamento visivo;
f) durante le pause ed i cambiamenti di attività previsti, è opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto;
g) cura della pulizia periodica di tastiera, mouse e schermo;
h) si raccomanda l’utilizzo di eventuali mezzi di correzione della vista se prescritti.

6. Indicazioni atte ad evitare disturbi da affaticamento mentale.

Nel lavoro al videoterminale è possibile riscontrare una certa difficoltà degli operatori a seguire adeguatamente il continuo aggiornamento dei software. L’attività al videoterminale richiede pertanto che essa sia preceduta da un adeguato periodo di formazione all’uso dei programmi e procedure informatiche.
È utile, al riguardo:
a) seguire le indicazioni e la formazione ricevute per l’uso dei programmi e delle procedure informatiche;
b) disporre di tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità;
c) rispettare la corretta distribuzione delle pause;
d) utilizzare software per il quale si è avuta l’informazione necessaria, ovvero facile da usare;
e) in caso di anomalie del software e delle attrezzature, è bene che l’operatore sappia di poter disporre di un referente per la soluzione del problema.

Infine, si ricorda che la conoscenza del contesto in cui si colloca il risultato del lavoro al videoterminale, è un elemento utile per l’attenuazione di uno dei possibili fattori di affaticamento mentale.

 

Per ulteriori approfondimenti:

Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n.16/2001 "Uso delle attrezzature munite di videoterminali"

Circolare Dipartimento Funzione Pubblica n. 5/2001 "Uso delle attrezzature munite di videoterminali"