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Dalle particelle
elementari alla mente
(From elementary particles to mind) |
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"De Rerum Natura" di Lucrezio
(~60 a.C.): [Dunque], se ogni moto si connettesse sempre ad altri, e quello nuovo sorgesse dal precedente secondo un ordine certo, se le particelle primordiali non fossero deviate da un principio del moto che viola le imposizioni del destino scombinando l'infinita successione dei nessi causali, come si spiegherebbe l'esistenza sulla terra di animali dotati di libero arbitrio? Da dove proverrebbe, mi chiedo, questa volontà affrancata dal destino, in virtù della quale noi procediamo dove più ci piace e deviamo il nostro percorso non ad un determinato istante, né in un luogo preciso, ma quando lo decide la mente? ... Bisogna perciò riconoscere che sugli elementi formatori della materia, oltre agli urti e alla gravità, agisce anche un altro fattore del moto dal quale trae origine quella nostra facoltà innata, poiché nulla viene dal nulla. La gravità, infatti, contraddice che tutto ciò che accade si riduca ad urti, come per azioni esercitate dall’esterno. Ma il fatto che la mente stessa in ogni sua decisione non segua una necessità interna, né, come domata, sia costretta a patire e subire, deriva da quelle esigue deviazioni casuali delle particelle primordiali che si producono a tempi e in luoghi incerti. (Traduzione dell'Autore) |
Latin text and English translation ![]() Tito Lucrezio Caro
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