Informazioni per i media

In questa pagina trovate comunicati stampa di attività locali o nazionali che vedono un coinvolgimento della nostra Sezione. 
Per eventi nazionali e internazionali potete fare riferimento alla pagina dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN a Roma. 

Se avete domande o volete concordare un appuntamento con un nostro ricercatore siamo a disposizione:
comunicazione@pd.infn.it
Sabine Hemmer, 049 967 7315
Anna Dalla Vecchia, 049 967 7022

Comunicati stampa della nostra Sezione

  • Dopodomani, il 29 novembre, più di 2000 studenti delle scuole superiori parteciperanno all’International Cosmic Day nelle città di Bari, L’Aquila, Lecce, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Siena, Roma e Torino

    Che cosa sono i raggi cosmici e da dove provengono? Come possono essere misurate le particelle che li compongono? Queste sono alcune delle domande a cui circa 2000 studenti degli istituti superiori di tutta Italia cercheranno di dare una risposta durante l’International Cosmic Day (ICD), organizzato con il supporto dei ricercatori delle Sezioni o Laboratori locali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). L’appuntamento internazionale, giunto alla sua settima edizione, è fissato quest’anno per il 29 novembre. Gli studenti incontreranno i ricercatori dell’INFN direttamente nelle Università e nei Laboratori INFN delle loro città. In particolare, quest’anno, l’International Cosmic Day organizzato dall’INFN si svolgerà nelle città di Bari, L’Aquila (presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ad Assergi, con la collaborazione del Gran Sasso Science Institute), Lecce, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Siena, Roma (presso le università Sapienza e Tor Vergata) e Torino.

    L’International Cosmic Day si propone di avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo della ricerca scientifica di frontiera. In particolare, cercheranno di svelare i misteri dell’Universo racchiusi nei raggi cosmici. Gli studenti italiani, come altri coetanei all’estero, analizzeranno i dati di un vero e proprio rivelatore di raggi cosmici, lo strumento con cui i ricercatori “vedono” la pioggia di particelle provenienti dal cosmo. Quando i raggi cosmici attraversano l’atmosfera terrestre, interagiscono con questa e vengono prodotte delle particelle secondarie, che al livello del mare sono nel numero di alcune centinaia al secondo per ogni metro quadrato di superficie. Gli studenti studieranno il flusso di queste particelle secondarie, misurandone l’intensità e cercando di capire come questa dipenda dalla direzione di provenienza. Poi, attraverso una videoconferenza, confronteranno le loro risposte con quelle ottenute da gruppi di studenti di altre università e centri di ricerca in tutto il mondo. Alla fine della giornata gli studenti saranno invitati a preparare, come in una vera collaborazione scientifica internazionale, un breve articolo in lingua inglese che riassuma i risultati ottenuti, e gli elaborati saranno tutti pubblicati online.

    L’iniziativa è coordinata dal centro di ricerca tedesco DESY di Amburgo, e organizzata in collaborazione, oltre che con l’INFN e altri partner, con i più importanti centri di ricerca che operano nell’ambito della fisica delle particelle: il CERN di Ginevra, il FERMILAB di Chicago e i gruppi International Particle Physics Outreach Group (IPPOG), il tedesco Netzwerk Teilchenwelt e lo statunitense QuarkNet. In Italia l’iniziativa è organizzata in collaborazione con le Università che ospitano le Sezioni INFN.

    Per informazioni:

    La pagina web dell’ICD dell’INFN: https://web.infn.it/OCRA/international-cosmic-day/

    La pagina web dell’ICD internazionale: http://icd.desy.de/ 

    La pagina Facebook dell’ICD: https://www.facebook.com/InternationalCosmicDay/

    La mappa mondiale delle istituzioni partecipanti: https://icd.desy.de/e25775/

    Programma dell’ICD 2018: https://icd.desy.de/e35439/

     

    Contatti per la stampa nazionale:

    Ufficio Comunicazione INFN, Catia Peduto, catia.peduto@presid.infn.it, tel.: 06 6868162, 3393784477

     

    Contatti per le scuole: Sabine Hemmer (sabine.hemmer@pd.infn.it), Carla Aramo (aramo@na.infn.it)

     

    Attività a Padova: 

    Le attività a Padova vedranno la partecipazione di quasi 100 ragazzi di sei Istituti Scolastici padovani: i Licei Scientifici “Curiel”, “Fermi” e “Galilei”, il Liceo “Nievo”, il Liceo Classico “Tito Livio” e l’IIS “Alberti”. Le attività si svolgeranno secondo il seguente programma:

    8.30     Saluti dei Direttori dell’INFN – Sezione di Padova e del Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Padova
    8.45     “I raggi cosmici: l’avventura della scoperta e le ricerche in corso” – Riccardo Rando
    9.45   “Introduzione alle misure” – Michele Doro
    10.15   Pausa
    10.45   Misura del flusso dei raggi cosmici
    12.00   Collegamento video con altri gruppi di tutto il mondo
    12.30 Conclusioni
    13.00   Fine attività

    Sede: Tutte le attività si svolgeranno in Aula Aula Luf 1, Via Luzzati, Padova, Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Padova.
    Orario: 29 novembre:  8.30 – 13.00
    Referenti locali:
    Sabine Hemmer, tel. 3312171984, sabine.hemmer@pd.infn.it
    Anna Dalla Vecchia, tel. 0499677022, anna.dallavecchia@pd.infn.it

     

  • Mercoledì 10 ottobre 2018, oltre 200 ospiti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti all’Osservatorio astrofisico del Roque de los Muchachos a La Palma, isole Canarie, per l’inaugurazione del Large-Sized Telescope. Il telescopio, denominato LST-1, è il prototipo dei quattro LST programmati nel sito nord del Cherenkov Telescope Array (CTA) e, di fatto, il primo telescopio su un sito CTA.

    LST ha una superficie riflettente parabolica di 23 metri di diametro, supportata da una struttura tubolare in fibra di carbonio rinforzata con tubi di acciaio. La superficie riflettente di 400 m2 raccoglie e focalizza nella camera la luce Cherenkov prodotta in atmosfera da particelle cariche di altissima energia, dove tubi fotomoltiplicatori la convertono in segnali elettrici che sono elaborati da un’elettronica dedicata. Sebbene LST-1 sia alto 45 metri e pesi circa 100 tonnellate, è in grado di riposizionarsi entro 20 secondi per acquisire brevi segnali gamma a bassa energia.

    Gli LST estenderanno il potenziale osservativo a distanze cosmologiche e sorgenti più deboli. Sia la velocità di riposizionamento che la bassa soglia di energia sono fondamentali per gli studi di sorgenti transienti di raggi gamma nella nostra galassia e per lo studio di nuclei galattici attivi e di raggi gamma ad alto redshift, cioè da sorgenti particolarmente lontane. Contribuiranno, assieme agli altri telescopi, a nuovi risultati e possibili nuove scoperte nel campo dell’astrofisica delle alte energie, nella fisica dei raggi cosmici e nell’astronomia multi messaggero.

    Il team di LST-1 è composto da oltre 200 scienziati di dieci paesi: Brasile, Croazia, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Polonia, Spagna e Svezia. In questo sforzo internazionale la leadership della progettazione e della gestione è stata condivisa tra LAPP, Annecy, Francia; Max Planck Institute for Physics, Monaco di Baviera, Germania; INFN, Italia; ICRR, Università di Tokyo, Giappone; IFAE, Barcellona e CIEMAT, Madrid, Spagna.

    La Sezione dell’INFN di Padova in stretta collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università, hanno avuto un ruolo di particolare rilievo nella progettazione e nella realizzazione di questo complesso strumento.

    Oltre a LST, saranno necessarie altre due classi di telescopi per coprire l’intera gamma di energia del CTA, da 20 gigaelectronvolt (GeV, un miliardo di eV ) a 300 teraelectronvolt (TeV, 1000 miliardi di eV): telescopi di dimensioni medie e piccole. Poiché i raggi gamma a bassa energia producono una piccola quantità di luce Cherenkov, per catturarne le immagini sono necessari telescopi con grandi specchi. Quattro LST saranno disposti al centro di entrambi gli osservatori dell’emisfero settentrionale a La Palma, e meridionale in Cile, di CTA.

    CTA (www.cta-observatory.org) è un’iniziativa globale per costruire l’osservatorio di raggi gamma ad alta energia più grande e sensibile al mondo con circa 120 telescopi divisi tra due siti: uno nell’emisfero nord presso l’osservatorio astrofisico di Roque de los Muchachos sull’isola di La Palma, in Spagna, e l’altro nell’emisfero australe vicino al sito esistente dell’Osservatorio meridionale di Paranal, in Cile. Oltre 1.400 scienziati e ingegneri di 31 paesi sono impegnati nello sviluppo scientifico e tecnico del CTA. CTA per l’Italia è finanziata da INFN e INAF.

    Recentemente, CTA è stato promosso come punto di riferimento nella roadmap 2018 del Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI). Questo progetto riceve finanziamenti dai programmi di ricerca e innovazione di Horizon 2020 dell’Unione Europea.

    Contatti locali per Padova:

    Mose’ Mariotti +39 334 7151543 mose.mariotti@pd.infn.it, mose.mariotti@unipd.it

    Michele Doro +39 328 7123188 michele.doro@pd.infn.it, michele.doro@unipd.it

    Elisa Prandini +39 349 7711304 elisa.prandini@pd.infn.it, elisa.prandini@unipd.it

    Giovanni Busetto +39 347 9291381 giovanni.busetto@pd.infn.it, giovanni.busetto@unipd.it

  • Martedì 18 settembre alle ore 18.00, presso l’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano via Altinate 71, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Padova, in collaborazione con il Comune di Padova, organizza una conferenza sulla medicina nucleare; l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

    Relatore sarà Diego Bettoni, direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN: in modo semplice e adatto a tutti, parlerà di fisica nucleare, uno dei campi più affascinanti della scienza moderna, utile non solo per approfondire la conoscenza dell’Universo, ma anche per migliorare le nostre condizioni di vita grazie ad innumerevoli applicazioni tecnologiche. Si parlerà sia di come gli acceleratori ai Laboratori di Legnaro servano per studiare i processi che portano alla formazione dei nuclei pesanti all’interno delle stelle e sia del laboratorio che si sta realizzando ai LNL per la produzione di radioisotopi innovativi per applicazioni mediche nel campo della diagnostica e della terapia.

    Questo è il secondo di una serie di 4 seminari di divulgazione sulla scienza fatta all’INFN di Padova e organizzati in collaborazione con il Comune di Padova. Il primo è stato il 15 maggio, titolo: ‘Da LHC al Big Bang: la sfida del lato oscuro dell’Universo’, relatore prof. A. Masiero.

    I prossimi appuntamenti saranno il 18 ottobre sulle nuove scoperte sull’universo ottenute grazie all’astrofisica multimessenger (onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica, neutrini). Il quarto appuntamento sarà il 15 novembre e riguarderà la fisica delle alte energie, con la presentazione dei risultati degli esperimenti all’LHC del CERN di Ginevra e il progresso scientifico che ne consegue.

    Per informazioni:
    www.pd.infn.it
    comunicazione@pd.infn.it

    flyer:
    https://docs.infn.it/share/s/rXzYjWybRJKAX7AKSAptBQ

  • Per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a individuare la possibile sorgente di un neutrino cosmico grazie all’associazione con una sorgente di raggi gamma, cioè fotoni di altissima energia. Si tratta di un blazar, ossia una galassia attiva con al centro un buco nero supermassiccio di diverse centinaia di milioni di masse solari, distante 4,5 miliardi di anni luce, in direzione della costellazione di Orione. A questo straordinario risultato, pubblicato oggi su Science, i ricercatori sono arrivati combinando i dati del rivelatore di neutrini IceCube, che opera tra i ghiacci del Polo Sud, e altri 15 esperimenti per la rivelazione dei fotoni da terra e nello spazio. 

    L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e varie Università italiane hanno dato contributi determinanti attraverso la partecipazione dei propri ricercatori a molti degli esperimenti e osservatori coinvolti nella scoperta.

    Questa osservazione senza precedenti è frutto del lavoro “corale” dell’ultima frontiere dell’astronomia, quella a “molti messaggeri”: non solo la radiazione elettromagnetica in tutte le lunghezze d’onda (radio, microonde, infrarosso, visibile, ultravioletto, raggi X e gamma), ma anche le onde gravitazionali, i raggi cosmici, i neutrini. Si è così ottenuto un solido indizio verso la spiegazione di uno dei maggiori enigmi ancora irrisolti dell’astrofisica: l’origine dei raggi cosmici di altissima energia. I raggi cosmici sono, infatti, composti prevalentemente da protoni, particelle elettricamente cariche che sono deviate dai campi magnetici che permeano lo spazio, impedendoci di risalire alla loro origine. Un aiuto per chiarire questo mistero, che dura da oltre 100 anni, arriva dai neutrini che sono prodotti proprio dai protoni di alta energia. Essendo particelle neutre e con massa piccolissima, i neutrini non vengono deviati dai campi magnetici e interagiscono pochissimo con la materia, dimostrandosi dunque perfetti messaggeri, in grado di portarci diritti alla loro origine.

    Il 22 settembre 2017 il rivelatore di neutrini IceCube osservava un interessante neutrino, battezzato poi IC-170922A. La sua energia molto elevata, pari a 290 TeV (teraelettronvolt, mille miliardi di elettronvolt), indicava, con ogni probabilità, che era stato originato da un lontano oggetto celeste molto “attivo”. Ci si aspettava che la produzione di neutrini cosmici fosse accompagnata da raggi gamma. Quando IceCube ha identificato IC-170922A, ha subito lanciato un “allerta neutrino” a tutti i telescopi, disseminati nello spazio e sulla Terra, nella speranza che le loro osservazioni potessero aiutare a individuarne con precisione la sorgente. E così è stato.

    Il satellite Fermi, realizzato dalla NASA con una importante partecipazione di ASI, INAF e INFN, osservando con il telescopio LAT (Large Area Telescope) i raggi gamma molto energetici provenienti dalla direzione del neutrino, ha localizzato entro un decimo di grado un’emissione di radiazione gamma coincidente con una sorgente conosciuta. Era il blazar TXS 0506+056: un nucleo galattico attivo (AGN), cioè un buco nero supermassiccio al centro di una galassia che espelle nella nostra direzione un getto di radiazione e di materia a velocità vicine a quella della luce. Fermi-LAT ha diramato subito un’allerta che ha consentito ai diversi esperimenti di puntare la sorgente. Anche i telescopi MAGIC, realizzati con il contributo importante di INAF e INFN sull’isola di La Palma alle Canarie e che studiano dalla terra i raggi gamma provenienti dalle sorgenti celesti attraverso la radiazione Cherenkov prodotta nell’interazione con l’atmosfera terrestre, hanno orientato i loro giganteschi specchi verso la sorgente individuata riuscendo  a rivelarla, osservandone lo spettro di emissione a un’energia mille volte maggiore di quella di Fermi, fornendo così un altro importante tassello per il completamento di questa scoperta.

    Grazie alla combinazione di tutte le diverse osservazioni è stato così possibile individuare proprio nel blazar TXS 0506+056, che si trova nel cuore di una galassia a una distanza di 4,5 miliardi di anni luce dalla Terra, la sorgente del neutrino. La distanza di tale galassia ospite è stata misurata da un team di ricercatori guidato dall’INAF di Padova.

    Il tema dello studio dei raggi cosmici ha una lunga tradizione nell’ateneo patavino. La Sezione di Padova dell’INFN e l’Università di Padova che sin dalla nascita dell’Ente hanno mantenuto fortissimi legami di collaborazione, hanno reso possibile una partecipazione importante della comunità locale di ricercatori agli esperimenti MAGIC e Fermi sin dal momento del disegno di questi apparati sperimentali, fornendo contributi significativi per il loro sviluppo. Anche in questa fase di particolare complessità i ricercatori in servizio a Padova o che si sono formati in questa sede hanno lavorato in prima linea sia per l’identificazione della sorgente del neutrino con la sorgente TXS 0506+056 osservata dal telescopio LAT di Fermi sia per lo studio dello spettro di emissione della radiazione elettromagnetica di altissima energia con i telescopi MAGIC. Proprio lo studio dello spettro di energia ha permesso una descrizione coerente dell’accelerazione di protoni a energia sufficientemente elevata da giustificare la produzione di neutrini come quello osservato, contemporaneamente all’emissione della radiazione elettromagnetica osservata in questa fase dagli esperimenti nelle diverse lunghezze d’onda fino alle energie estreme.

    Adesso, che oltre ai raggi gamma abbiamo osservato anche un neutrino molto energetico, possiamo concludere che nei getti prodotti dall’AGN questi protoni sono sicuramente di energia estremamente elevata. Oltre a questa importantissima indicazione, il neutrino             IC-170922A ci permette di risolvere, in parte, il mistero rappresentato dai raggi cosmici di energie estreme. Questo straordinario risultato dell’astronomia multimessaggero conferma dunque la strettissima connessione che sussiste tra i diversi messaggeri cosmici.

    Contatti locali:

    Alessandro De Angelis, alessandro.deangelis@pd.infn.it, 049.967.7193/320.4366230

    Mosè Mariotti, mose.mariotti@unipd.it, 049.827.5906/334.7151543

    Elisa Prandini, elisa.prandini@unipd.it, 049.827.5904/349.7711304

    visione artistica dell'evento osservato
    visione artistica dell’evento osservato
    riproduzione artistica di un blazar
    riproduzione artistica di un blazar (Credits: NASA/JPL-Caltech, https://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA16695)
    visione artistica dell'osservazione
    visione artistica dell’osservazione
    I telescopi MAGIC
    I telescopi MAGIC (Credits: IAC, http://www.iac.es/copyright.php?lang=en)
    I ricercatori italiani della collaborazione MAGIC
    I ricercatori italiani della collaborazione MAGIC
    L'esperimento FERMI
    L’esperimento FERMI (Credits: NASA
    https://www.nasa.gov/multimedia/guidelines/index.html)
    Uno dei telescopi di MAGIC
    Uno dei telescopi di MAGIC
  • La 27a edizione del congresso internazionale QUARK MATTER 2018 (International Conference on Ultrarelativistic Nucleus-Nucleus Collisions) è organizzata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova e con la collaborazione di numerosi atenei italiani. Il congresso si terrà nei giorni 13-19 maggio 2018 presso il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò al Lido di Venezia. Al congresso parteciperanno circa 900 fisici provenienti da 37 nazioni.

    La serie di conferenze “Quark Matter” è la più consolidata e importante occasione di presentazione e discussione di nuove ricerche scientifiche sulla fisica del Plasma di Quark e Gluoni, lo stato della materia di cui era composto l’Universo primordiale pochi istanti dopo il Big Bang e prima della formazione delle particelle che compongono i nuclei degli atomi. Le condizioni per lo studio del Plasma di Quark e Gluoni vengono ottenute nei grandi laboratori internazionali di fisica come il CERN di Ginevra e il Brookhaven National Laboratory negli Stati Uniti, attraverso interazioni di nuclei pesanti, come il piombo o l’oro, accelerati a velocità prossima a quella della luce. Le misure effettuate fino ad ora in questi laboratori ci dicono che il Plasma di Quark e Gluoni viene formato con una temperatura di 6 mila miliardi di gradi, cioè 400 mila volte più alta di quella del centro del Sole. Il Plasma si espande e si raffredda molto velocemente, comportandosi come un fluido di viscosità estremamente bassa. In questo senso, si può dire che le “gocce” di Plasma di Quark e Gluoni rappresentano il punto più caldo dell’Universo attuale, ma per un tempo estremamente breve di meno di un miliardesimo di miliardesimo di secondo.

    I fisici italiani dell’INFN sono in prima linea in questo ambito della ricerca fondamentale, in particolare attraverso la loro partecipazione al progetto ALICE, uno dei quattro grandi esperimenti al Large Hadron Collider (LHC) del CERN. L’Italia rappresenta circa il 13% dei 1800 partecipanti all’esperimento e il gruppo di Padova riveste un ruolo di primo piano, con la figura del responsabile dell’esperimento e di alcuni dei suoi coordinatori scientifici.

    L’assegnazione dell’organizzazione del congresso all’Italia è un forte segno di riconoscimento del ruolo centrale del nostro paese da parte della comunità scientifica internazionale.

    Conferenza stampa

    La Sezione di Padova dell’INFN invita ad una conferenza stampa giovedì 10 maggio 2018 alle ore 16.00 presso la sala Milla del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, via F. Marzolo 8, Padova

     Per ulteriori informazioni:

    Dott. Andrea Dainese – Coordinatore del Comitato Organizzatore di QM2018, andrea.dainese@pd.infn.it

    rendering QuarkMatter2018
    rendering del luogo della conferenza a Lido di Venezia
    Esperimento ALICE
    Esperimento ALICE al CERN di Ginevra
    Visualizzazione Evento ALICE a LHC
    Visualizzazione Evento ALICE a LHC
    Simulazione Quark Gluon Plasma
    Simulazione Quark Gluon Plasma
  • Il 30 novembre 800 studenti delle scuole superiori parteciperanno all’International Cosmic Day nelle città di Bari, Lecce, Napoli, Padova, Pavia, Perugia e Roma.

    Che cosa sono i raggi cosmici e da dove provengono? Come possono essere misurate le particelle che li compongono? Sono gli interrogativi con cui circa 800 studenti degli istituti superiori di Bari, Lecce, Napoli, Padova, Pavia, Perugia e Roma si cimenteranno con il supporto dei ricercatori delle Sezioni locali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), recandosi nelle Università delle proprie città. L’occasione è rappresentata dall’International Cosmic Day (ICD), un appuntamento internazionale fissato quest’anno per il 30 novembre e giunto alla sua sesta edizione.

    L’International Cosmic Day si propone di avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo della ricerca scientifica di frontiera. In particolare, gli studenti cercheranno di svelare i misteri dell’Universo racchiusi nei raggi cosmici. Gli studenti italiani, come altri coetanei all’estero, analizzeranno i dati di un vero e proprio rivelatore di raggi cosmici, lo strumento con cui i ricercatori “vedono” la pioggia di particelle provenienti dal cosmo. Quando i raggi cosmici attraversano l’atmosfera terrestre, interagiscono con questa e vengono prodotte delle particelle secondarie, che al livello del mare sono nel numero di alcune centinaia al secondo per ogni metro quadrato di superficie. Gli studenti studieranno il flusso di queste particelle secondarie, misurandone l’intensità e cercando di capire come questa dipenda dalla direzione di provenienza. Poi, attraverso una video-chat, confronteranno le loro risposte con quelle ottenute dai gruppi di altre università e centri di ricerca in tutto il mondo. E alla fine li pubblicheranno online. Seguiranno, così, lo stesso iter degli scienziati nel loro lavoro quotidiano nell’ambito di una collaborazione scientifica internazionale.

    L’iniziativa è coordinata dal centro di ricerca tedesco DESY, di Amburgo, e organizzata in collaborazione, oltre che con l’INFN e altri partner, con i più importanti centri di ricerca che operano nell’ambito della fisica delle particelle, il CERN di Ginevra, il FERMILAB di Chicago e con i gruppi International Particle Physics Outreach Group (IPPOG), il tedesco Netzwerk Teilchenwelt e lo statunitense QuarkNet. In Italia l’iniziativa è organizzata in collaborazione con le Università di Bari, di Napoli, di Padova, di Pavia, di Perugia, del Salento, di Roma Tor Vergata e Sapienza di Roma.

    Per informazioni:

    La pagina web dell’ICD: http://icd.desy.de/
    La pagina Facebook dell’ICD: https://www.facebook.com/InternationalCosmicDay/
    La mappa mondiale delle istituzioni partecipanti: https://icd.desy.de/e25775/
    Programma dell’ICD 2017: https://icd.desy.de/e35439/

    Contatti per la stampa:
    Ufficio Comunicazione INFN, Catia Peduto,
    catia.peduto@presid.infn.it, tel.: 06 6868162

    Contatti per le scuole (coordinatore INFN):
    Sabine Hemmer,
    sabine.hemmer@pd.infn.it

    L’International Cosmic Day a Padova

    Le attività organizzate dalla Sezione INFN di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, sono articolate in due momenti che vedono coinvolti gli studenti. Un primo incontro è già avvenuto il pomeriggio del 24 novembre, quando un gruppo di 7 studenti ha partecipato alla preparazione dell’apparato sperimentale, lavorando a stretto contatto con i ricercatori.

    L’evento principale si svolgerà invece il 30 novembre e vedrà la partecipazione di quasi 200 ragazzi di sei Istituti Scolastici padovani: i Licei Scientifici “Curiel”, “Fermi” e “Galilei”, il Liceo “Nievo”, il Liceo Classico “Tito Livio” e l’IIS “Alberti”. Le attività si svolgeranno secondo il seguente programma:

    9.00     Saluti dei Direttori dell’INFN – Sezione di Padova e del Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Padova
    9.15     “Gli enigmi dei raggi cosmici” – Riccardo Rando
    10.00   “Quali sorgenti per i raggi cosmici?” – Elisa Prandini
    10.45   Pausa
    11.00   Misura del flusso dei raggi cosmici
    12.00   Collegamento video con altri gruppi
    13.00   Fine attività

    Sede: Tutte le attività si svolgeranno in Aula Rostagni (ingresso Via Paolotti 9), Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Padova.
    Orario: 30 novembre:  9.00 – 13.00
    Referenti locali:
    Sabine Hemmer, tel. 0499677315,
    sabine.hemmer@pd.infn.it

    Anna Dalla Vecchia, tel. 0499677022,
    anna.dallavecchia@pd.infn.it

  • A Venezia il progetto “Art & Science across Italy” ha coinvolto più di 300 studenti.

    Avvicinare gli studenti liceali al mondo della Scienza e della Ricerca usando l’Arte come linguaggio di comunicazione: questo l’obiettivo del progetto Art & Science across Italy. Il progetto è iniziato il 20 ottobre 2016 a Milano per poi arrivare a Padova, Firenze, Venezia e Napoli. Ad oggi afferiscono al progetto 38 licei classici, scientifici ed artistici per un totale di 107 classi e 2980 studenti.

    A Venezia il progetto ha coinvolto 323 studenti delle classi terze e quarte dei Licei Foscarini, Benedetti e Marco Polo di Venezia e del Liceo Stefanini di Mestre. Durante la prima fase del progetto, svoltasi tra gennaio e febbraio di quest’anno, ricercatori della Sezione di Padova dell’INFN hanno tenuto seminari presso le scuole per introdurre gli studenti al mondo della fisica delle particelle elementari e degli esperimenti del CERN. Nella seconda fase, durata da marzo a inizio giugno, gli studenti si sono dedicati alla realizzazione di “manufatti artistici” ispirati agli argomenti scientifici affrontati durante la fase precedente. Le opere veneziane sono catalogate al sito https://amva4newphysics.wordpress.com/

    La fase finale del progetto si svolgerà dal 5 al 12 luglio in concomitanza della conferenza EPS Conference on High Energy Physics a Lido, appuntamento molto importante della fisica delle particelle, che vedrà la partecipazione di più di 1000 ricercatori provenienti da tutto il mondo. Durante la conferenza le 17 migliori opere realizzate dagli studenti veneziani saranno esposte all’interno della mostra I colori del Bosone di Higgs, affiancata dalla collezione art@CMS che raccoglie a tutt’oggi una quarantina di elementi, ed è stata esposta in una ventina di eventi ed esibizioni internazionali, tra cui Singapore, Miami, Pechino, Chicago, e Ginevra. Una commissione composta da ricercatori ed esperti d’arte selezionerà le opere vincitrici degli studenti, che saranno premiate dal Direttore Generale del CERN, Fabiola Giannotti, sabato 8 luglio alle ore 21:00.

    Tutte le opere premiate nelle selezioni locali saranno esposte anche all’evento finale a Napoli nel aprile 2018, dove verranno selezionato i due lavori migliori e inseriti nella collezione art@CMS del CERN, diventandone parte integrante. I giovani vincitori saranno invitati a trascorrere un periodo di 3 giorni presso il CERN di Ginevra dove visiteranno alcuni degli esperimenti e degli acceleratori di particelle e parteciperanno ad eventi divulgativi.

    “Art & Science across Italy” è un progetto del network Europeo CREATIONS di Horizon2020 ed è organizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dal CERN di Ginevra e dall’esperimento CMS. L’edizione veneziana è organizzata in collaborazione con il progetto AMVA4NewPhysics della Commissione Europea, che sponsorizza l’iniziativa offrendo i premi ai migliori studenti di Venezia.

    Date e sede:

    Esposizione delle opere e mostra I colori del Bosone di Higgs: dal 5 al 12 luglio 2017, Casinò di Venezia, Lido

    Cerimonia di premiazione: sabato 8 luglio 2017, ore 21:00, Sala Perla, Casinò di Venezia, Lido

    Per informazioni: 

    Tommaso Dorigo, INFN – Sezione di Padova, telefono 049 9677230, email: amva4newphysics@pd.infn.it

  • Dopo il conferimento della Laurea ad honorem in Fisica dell’Università di Padova venerdì 9 settembre 2016, un secondo appuntamento padovano con Takaaki Kajita: nella mattinata del 12 settembre 2016 il vincitore del Premio Nobel per la Fisica 2015 aprirà il congresso Invisibles16 che si terrà dal 12 al 16 settembre all’Orto Botanico di Padova.

    L’evento, organizzato dalla Sezione di Padova dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, si colloca nel contesto di due reti di collaborazione internazionale finanziate dall’Unione Europea, ELUSIVES e INVISIBLESPLUS, attive nell’ambito della Fisica delle particelle. Al convegno parteciperanno 170 ricercatori provenienti da 20 nazioni, tra cui Colombia, Iran e India. Particolare attenzione verrà data ai giovani ricercatori che avranno occasione di presentare il loro lavoro alla comunità di esperti all’interno del Young Researcher Forum.

    Tra gli argomenti più importanti trattati durante il convegno c’è lo studio delle più evanescenti particelle di materia conosciute, i neutrini. Infatti, proprio per la scoperta delle oscillazioni dei neutrini è stato conferito il Premio Nobel al Prof. Kajita.

    “Una delle domande centrali della nostra ricerca è l’origine e la natura dell’energia e della materia che osserviamo nell’Universo” dice Stefano Rigolin, professore dell’Università di Padova e presidente del comitato organizzativo della conferenza. “Solo il 5% dell’energia dell’universo è costituita da materia ordinaria, quella di cui siamo fatti tutti noi. Il 25% è invece composta da un tipo di materia chiamata “Materia Oscura”, dato che non interagisce con la luce e quindi rimane invisibile ai nostri occhi. Il restante 70% è rappresentata da una misteriosa forma di “Energia Oscura”, la maggior parte delle cui proprietà sono ancora ignote. Un altro argomento di grande importanza che verrà trattato durante il congresso è la recente scoperta delle onde gravitazionali. Siamo particolarmente lieti, infatti, di avere tra i nostri partecipanti anche Barry C. Barish, per tanti anni coordinatore e direttore del laboratorio dell’esperimento LIGO che a febbraio di quest’anno ha annunciato, insieme a Virgo, l’osservazione delle onde gravitazionali.”

X