Premio Nobel per la Fisica 2026 assegnato a Francis Halzen per i contributi decisivi alla scoperta dei neutrini di origine atmosferica
Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen «per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini di alta energia di origine astrofisica».
L’Osservatorio IceCube, completato nel 2010 e tuttora in fase di presa dati e potenziamento, consiste in una serie di cavi verticali (stringhe) che sorreggono sensori ottici DOM, Digital Optical Module) distribuiti ad intervalli regolari lungo la loro lunghezza a profondità tra 1450 e 2450 metri nel ghiaccio del Polo Sud. Gli oltre 5000 sensori, la cui componente principale sono i cosiddetti fotomoltiplicatori, rivelano la luce Cherenkov prodotta nel ghiaccio dalle particelle cariche generate dalle interazioni dei neutrini. Le attuali 91 stringhe equipaggiano un volume di circa 1 km³ di ghiaccio, che alla profondità di IceCube è il materiale in assoluto più trasparente del nostro pianeta.
Ricercatrici e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia e della Sezione INFN di Padova partecipano direttamente all’esperimento con ruoli di alta responsabilità scientifica. La menzione diretta dell’esperimento nelle motivazioni del Premio Nobel è motivo di grande soddisfazione.
«Desidero condividere l’entusiasmo per la notizia del Premio Nobel per la Fisica di quest’anno a Francis Halzen!» dice la Professoressa Elisa Bernardini. «Questo riconoscimento sottolinea l’importanza della ricerca sui neutrini, un campo in cui Padova vanta una lunga tradizione. Il Premio Nobel per la Fisica 2026 celebra il ruolo di questa straordinaria particella nello svelare i misteri dell’Universo alle energie più estreme, migliaia di volte superiori a quelle esplorate ai grandi acceleratori di particelle ed inaccessibili con altri messaggeri astrofisici. IceCube è stato il primo esperimento a rivelare nel 2013 neutrini astrofisici di altissima energia. Diverse indicazioni di sorgenti astrofisiche si sono da allora susseguite. IceCube ha inoltre scoperto un contributo di neutrini cosmici emessi dalla Via Lattea, la prima volta che la nostra galassia è stata osservata con segnali diversi dalla tradizionale radiazione elettromagnetica, risultato già menzionato tra le motivazioni del Premio Nobel per la Fisica 2024 per il machine learning. Il Premio Nobel per la Fisica 2026 rende merito non solo a risultati scientifici straordinari di IceCube, ma anche alla collaborazione globale che, con inossidabile motivazione e resilienza, ha reso possibili tali scoperte.»
Dal 1988 la Sezione INFN di Padova organizza con il Dipartimento di Fisica e Astronomia il ciclo di conferenze Neutrino Telescopes, che è diventato uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale sulle tematiche relative al Premio Nobel. In particolare, la prima edizione del 1988 ha ospitato una delle prime presentazioni in assoluto riguardo alla possibilità di installare un rivelatore di neutrini astrofisici nei ghiacci del Polo Sud.
Il Prof. Halzen è stato ospite della conferenza in numerose occasioni; durante l’edizione del 2019 una giovane ricercatrice del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova ha realizzato con lui questa intervista.
Dell’edizione del 2025 invece è la foto di copertina, che lo ritrae con una replica del telescopio di Galileo da noi realizzata.
Il 7 ottobre Francis Halzen era a Torino per la riunione del Comitato di Valutazione Internazionale dell’INFN, di cui è componente. E’ stata l’occasione per raccogliere le sue prime impressioni e i suoi commenti dopo l’annuncio del premio, in questa intervista.



