Nuovo studio sul contributo adronico al g-2 del muone per risolvere tensioni nel Modello Standard

News della Sezione di Padova dell’INFN

Lunedì 25 Novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. L’INFN, attraverso il suo CUG (Comitato Unico di Garanzia), ha invitato le sedi ad aderire al progetto “Panchina Rossa”.
A Padova abbiamo preparato una targa da aggiungere alla panchina rossa già presente nel giardino dell’edificio di Via Marzolo, acquisita negli scorsi anni dal Dipartimento di Fisica e Astronomia.
Vi invitiamo a partecipare alla presentazione della targa INFN e ad un momento di riflessione, con la partecipazione di INFN e DFA, Lunedì 25 Novembre alle 15:30 presso l’entrata di Via Marzolo, 8.
A seguire ci sarà lo spettacolo teatrale “Uno, nessuna, centomila” di Matàz Teatro, organizzato dal Comitato inclusione e diversità del DFA, alle 16:00 in Aula Rostagni.
Giovanni Carugno, ricercatore presso la Sezione INFN di Padova, è stato insignito del prestigioso Premio Giuseppe Occhialini “per i suoi contributi alla fisica fondamentale, concependo e sviluppando esperimenti di frontiera con approcci innovativi basati sulle proprietà fondamentali della materia.”
Si tratta di un riconoscimento conferito congiuntamente dalla Società Italiana di Fisica (SIF) e dall’Institute of Physics (IOP) a partire dal 2007, in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Occhialini. Il premio viene assegnato annualmente a un fisico che abbia operato principalmente in Italia ed è il risultato di una valutazione rigorosa da parte delle due Società, con l’obiettivo di rafforzare i legami tra SIF e IOP e valorizzare il contributo italiano alla fisica globale.
“Il mio percorso nella fisica è stato principalmente dedicato alla realizzazione di nuovi strumenti, poiché credo profondamente che questa sia una dei modalità per esaminare nuovi fenomeni. Vorrei ringraziare il supporto ricevuto dalla Sezione di Padova e dal Dipartimento di Fisica per avermi permesso lo sviluppo delle mie attività di ricerca assieme ai miei più stretti collaboratori nelle persone del Dott. G. Ruoso e della Prof.ssa C. Braggio” ha dichiarato Giovanni Carugno in riferimento al premio ricevuto.
Il premio intende valorizzare il suo ricco curriculum nel campo della ricerca iniziato quando, ancora studente presso l’università di Roma, cominciò ad interessarsi alla natura del vuoto quantistico che costituisce uno dei pilastri della teoria quantistica dei campi e che egli definisce “il nostro principale quadro teorico per valutare i fenomeni del mondo della fisica microscopica”.
Dopo anni di gavetta passati ad apprendere il mestiere con Conversi, Rubbia, Charpak e Zavattini e dopo aver effettuato il primo esperimento con una camera a TPC a xenon liquido per la ricerca del decadimento radiativo del pione, ha intrapreso la misura dell’Effetto Casimir. Questo effetto mette in evidenza come il vuoto quantistico non sia un semplice vuoto, ma un campo con fluttuazioni di energia che produce effetti misurabili. Un lavoro che ha contribuito a migliorare la capacità di misurazione delle proprietà del vuoto quantistico testandole per la prima volta su scala macroscopica.
L’interesse di Carugno è proseguito con l’esplorazione anche di altri fenomeni, come la Radiazione di Schwinger, connesso a processi di dissipazione del vuoto quantistico, ma anche piccoli progetti relativi a questioni fondamentali che, ammette egli stesso, “potrebbero stimolare le nostre menti” con la prospettiva di avere a disposizione nuovi strumenti per migliorare la conoscenza del mondo che ci circonda.
Egli è attualmente referente nazionale per l’INFN dell’esperimento QUaerere AXions (QUAX) e PHYDES: progetti di ricerca finalizzati alla scoperta della materia oscura presente nell’alone galattico sotto forma di assioni e allo studio del momento di dipolo permanente delle particelle elementari legato alla risoluzione del mistero della asimmetria tra materia ed antimateria presente nell’universo. Si tratta di una collaborazione che coinvolge, oltre ai ricercatori padovani, i gruppi collegati di Salerno e Trento, la Sezione INFN di Ferrara, i Laboratori Nazionali di Legnaro e i Laboratori Nazionali di Frascati.
Ci congratuliamo quindi con Giovanni Carugno che, con questo riconoscimento, si unisce alla lista degli illustri fisici premiati e contribuisce a consolidare il prestigio internazionale della ricerca italiana in fisica.
Patrizia Azzi, ricercatrice presso la Sezione INFN di Padova e docente presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia è stata recentemente nominata Fellow dell’American Physical Society (APS) per i suoi meriti nel campo della fisica.
Questo prestigioso riconoscimento le è stato conferito per i contributi alla fisica delle particelle e per l’influenza nelle collaborazioni internazionali, in particolare per i ruoli di leadership al CERN e il suo impegno nella comunità scientifica.
L’APS Fellowship è un riconoscimento assegnato dall’American Physical Society (APS) a membri che si sono distinti per il loro eccezionale contributo alla fisica, che hanno dimostrato risultati significativi nella ricerca, nell’insegnamento o nel servizio alla comunità scientifica.
“Sono molto onorata per questo riconoscimento che sottolinea l’importanza del lavoro di ricercatore che ho condotto in prima linea durante il tempo speso nei laboratori esteri” ha commentato la dottoressa Azzi a seguito della nomina e ha aggiunto: “un lavoro che richiede indubbiamente un grande impegno scientifico, ma anche umano nella collaborazione con colleghi di tutto il mondo. “
Patrizia Azzi si occupa di esplorare i fondamenti della materia e di favorire la collaborazione tra scienziati di tutto il mondo. Parallelamente si dedica alla divulgazione scientifica, contribuendo a rendere la fisica delle particelle più accessibile e comprensibile per il pubblico e per le nuove generazioni di scienziate e scienziati. Senza dimenticare il suo impegno per promuovere l’accesso delle donne alle discipline STEM.
Nella sua carriera ha collaborato all’esperimento CDF al Tevatron di Fermilab (USA), per poi integrare la collaborazione CMS al CERN di cui è stata di recente eletta nuova referente locale.
Inoltre, con il suo gruppo di Padova è coinvolta nella progettazione del Future Circular Collider (FCC): un ambizioso progetto per un nuovo acceleratore, ancora più potente, da costruirsi in un tunnel di 90km al CERN di Ginevra per continuare l’esplorazione della fisica delle particelle dopo la fine del programma di LHC.
Il riconoscimento dell’APS sottolinea il valore dell’impegno scientifico e umano della dottoressa Azzi, e mette in luce la rilevanza della nostra Sezione e dell’intero gruppo padovano nel panorama della ricerca scientifica internazionale.
Il Modello Standard delle particelle elementari descrive accuratamente le interazioni tra i mattoni fondamentali della materia. Esso è però incompleto, non essendo in grado di dare una risposta a importanti interrogativi, come ad esempio la natura della materia oscura e dell’energia oscura. In questo modello, la massa dei bosoni Z e W è legata all’intensità dell’interazione elettromagnetica e dell’interazione nucleare debole tra le particelle. Conseguentemente, valori osservati di queste masse in disaccordo con le previsioni teoriche sarebbero una indicazione dell’esistenza di nuova fisica.
Attualmente, il valore della massa del bosone Z è una delle grandezze conosciute con maggiore precisione, al livello di 20 parti per milione, mentre l’incertezza sul valore della massa del bosone W è ancora elevata rispetto alla precisione delle predizioni teoriche; esistono inoltre delle tensioni tra i risultati ottenuti da esperimenti diversi.
La recente misura di CMS, che utilizza i decadimenti semi-muonici del bosone W, si inserisce in questo contesto e rappresenta un nuovo tassello che aiuterà i fisici a discriminare tra diverse opzioni. Il risultato presentato alla comunità scientifica internazionale risulta il più preciso, al livello di una parte su diecimila, tra quelli compatibili con il valore previsto dal Modello Standard, e per la sua complessità ha richiesto anni di lavoro e verifiche.
“Il gruppo CMS di Padova è uno dei gruppi più grandi della collaborazione” spiega Martino Margoni, responsabile locale di CMS, “ha contribuito alla progettazione, realizzazione e mantenimento dei rivelatori per la ricostruzione delle traiettorie delle particelle cariche e per il trigger e la ricostruzione dei muoni, partecipando in maniera significativa allo sviluppo degli algoritmi di selezione, ricostruzione e calibrazione degli eventi, con ruoli rilevanti di responsabilità e coordinamento in queste specifiche attività”.
Durante gli anni necessari per raggiungere questo importante risultato, vari membri del gruppo padovano hanno ricoperto ruoli di spicco nella collaborazione, da quello di spokesperson, a quelli di coordinamento in settori rilevanti per questo tipo di ricerche, in particolare nella fisica del modello standard e oltre.
Per maggiori informazioni: comunicato stampa INFN e CERN
Contatti
Martino Margoni, responsabile CMS Padova
Mia Tosi, coordinatrice della fisica CMS in Italia

Torna a Padova la grande festa della scienza: Science4All, un evento imperdibile per tutte le età, organizzato in occasione della Notte Europea dei Ricercatori dall’Università di Padova.
Da giovedì 26 a domenica 29 settembre 2024, ben 27 Dipartimenti, 4 Musei, 5 Centri d’Ateneo, 3 Biblioteche, 12 enti partner e l’Orto Botanico daranno vita a un’esperienza unica tra esperimenti, giochi e dialoghi con ricercatrici e ricercatori.
Il cuore pulsante dell’evento sarà il “Boulevard delle Scienze”, che si snoderà da Palazzo del Bo e lungo il Liston, proseguendo in Piazzetta Garzeria, piazza Cavour e via San Fermo, arrivando fino alla sede del Museo della Natura e dell’Uomo.
Qui, da sabato 28 settembre dalle 10 alle 19 a domenica 29 dalle 10 alle 14, sarà possibile esplorare 66 stand, dedicati alle diverse discipline scientifiche.
Tra i protagonisti non potevano mancare la fisica e l’astronomia!
Saranno, infatti, presenti la Sezione INFN di Padova, il Dipartimento di Fisica e Astronomia, i Laboratori Nazionali INFN di Legnaro e l’INAF, insieme per presentare le nostre proposte presso gli stand in Piazza Garibaldi, organizzeranno, inoltre, quattro emozionanti Escape Room sui temi della fisica e dell’astronomia presso Palazzo del Bo.
Di seguito l’elenco delle nostre attività:
ESCAPE ROOM (su prenotazione a partire da lunedì 16 settembre ore 14)
Palazzo del Bo’ – Cortile nuovo, Aula delle Studentesse
sabato 28 settembre 2024
AsteroidAlert
10:00 – 10:35
10:50 – 11:25
11:40 – 12:15
Stranger Physics
13:30 – 14:05
14:20 – 14:55
15:20 – 15:55
HEPscape room
16:15 – 16:50
17:05 – 17:40
17:55 – 18:30
Domenica 29 settembre 2024
Viaggio all’origine dell’Universo
10:00 – 10:35
10:50 – 11:25
11:40 – 12:15
GAZEBO
Piazza Garibaldi, postazioni n. 56, 57, 58, 59
Sabato 28 settembre 2023, dalle 10.00 alle 19.00
Domenica 29 settembre 2024, dalle 10:00 alle 14:00
Per dettagli sulle singole attività, visita la pagina dedicata alla fisica. Per informazioni generali su Science4All, vai su science4all.it.
Dal 9 all’11 settembre, 30 insegnanti di fisica provenienti da istituti secondari di secondo grado di tutta Italia hanno preso parte al corso di aggiornamento “Alla scoperta dell’Universo delle alte energie” che ha offerto un percorso formativo di alto livello, volto a potenziare le conoscenze degli insegnanti sui raggi cosmici.
Il corso, tenuto da ricercatori e docenti dell’INFN e dell’Università di Padova, si è svolto presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia di via Marzolo a Padova e presso i Laboratori Nazionali dell’INFN di Legnaro.
Obiettivo principale è stato introdurre i partecipanti ai raggi cosmici e accrescere le loro conoscenze e competenze pregresse, nonché facilitare l’implementazione in classe degli argomenti appresi.
Durante i tre giorni si sono tenuti seminari per approfondire le conoscenze sul tema dei raggi cosmici e degli eventi estremi che li producono, come i blazar, e che vengono rivelati grazie all’astrofisica multimessaggera. Non è mancato lo spazio per attività sperimentali mediante l’uso di portali astronomici per attingere ai dati degli osservatori astronomici, svolgere attività di analisi dati e sviluppare percorsi didattici da usare in classe.
Un momento significativo è stata la visita ai Laboratori Nazionali di Legnaro, dove i docenti hanno potuto osservare da vicino le attività sperimentali in corso, guidati dai ricercatori.
“Non mi aspettavo un corso tanto interessante, non solo per le cose nuove apprese, ma perché ci ha fatto scoprire un nuovo aspetto della scienza: cioè quello di mettere a disposizione dei cittadini i dati raccolti da telescopi sparsi in tutto il mondo e, attraverso i satelliti, attorno al mondo.
Sicuramente sfrutterò quest’esperienza anche in classe, per motivare gli studenti che potranno così dedicarsi a dati reali e sentirsi loro stessi ricercatori.”
Ha commentato Pavone, insegnante del Liceo “Canudo” di Gioia del Colle (BA), al termine del corso.
Il corso è stato proposto nell’ambito del progetto PNRR Cherenkov Telescope Array Plus CTA+ come attività del progetto dell’INFN OCRA (Outreach Cosmic Ray Activities) che coordina a livello nazionale le attività sulla fisica dei raggi cosmici dedicate alle scuole e al pubblico, coinvolgendo, in tutta Italia, ogni anno oltre 1500 studenti e docenti.
L’Università di Padova, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, propongono il Dottorato Nazionale in Tecnologie per la ricerca fondamentale in Fisica e Astrofisica, un corso di dottorato a carattere fortemente multidisciplinare, che mira allo sviluppo di competenze ed abilità tecnologiche ed ingegneristiche che rappresentano una componente indispensabile per il successo della ricerca fondamentale sperimentale in Fisica e Astrofisica.
Il progetto formativo propone la partecipazione ad attività di ricerca originali e di assoluto rilievo nell’attuale contesto scientifico internazionale e si sviluppa su varie tematiche associate ai cinque curricula nei quali è articolato il Dottorato. Fornirà inoltre un bagaglio di strumenti e competenze che permetteranno di svolgere un ruolo da protagonista dell’innovazione nell’ambito delle tecnologie di punta utilizzate nella ricerca sia pubblica che privata e nel trasferimento di tali tecnologie verso la filiera produttiva nazionale.
Sono disponibili 32 borse, presso 6 atenei e 2 enti di ricerca per il ciclo di dottorato 2024-2027.
Il percorso di dottorato si sviluppa su cinque curricula, con l’obiettivo di coprire tutte le aree tematiche di interesse:
• Meccanica, riguarda l’impiego e lo sviluppo di metodologie e tecnologie avanzate nei settori della produzione additiva, dei materiali, della criogenia, dell’ultra-alto vuoto, della metrologia, della meccatronica e delle simulazioni ed analisi multi-fisiche.
• Elettronica, si focalizza su tematiche di microelettronica analogica e digitale per lettura di rivelatori, reti di sensori e rivelatori, elettrodinamica, magnetismo, elettronica resistente alle radiazioni, elettronica a radiofrequenza per rivelatori, elettronica di potenza per rivelatori, elettronica per sistemi di controllo, diagnostica e sicurezza di acceleratori e rivelatori, sistemi di radiocomunicazione.
• Sistemi di Calcolo e Informatica, verte sull’implementazione di tecnologie di calcolo e reti, metodi e applicazioni di supercomputing, Big Data, archivi e uso di AI.
• Rivelatori, Laser e Ottica, raccoglie le tecnologie per i rivelatori di radiazione, per rivelatori ottici, infrarossi e ad alte energie, tecnologie laser, ottiche e optomeccaniche.
• Elettrotecnica ed Elettrotecnica per acceleratori, incentrato sulle tecnologie applicate alla realizzazione di campi elettromagnetici di estrema intensità per gli acceleratori, che comprendono elettromagneti, cavità a radiofrequenza e sistemi di trasmissione, operanti in particolare in regime di superconduttività, magneti permanenti e sistemi di alimentazione ad alte prestazioni.
Termine presentazione domanda: 25 luglio 2024, ore 13:00
Avviso di selezione e istruzioni
Per ulteriori informazioni
Di seguito le borse finanziate dall’INFN con le relative sedi, per tutte le altre borse fare riferimento al bando.
INFN – Sezione di Padova
CURRICULUM: Elettronica
TEMATICA: Studio di metodi per la distribuzione della sincronizzazione a basso rumore di fase negli esperimenti di astrofisica
INFN – Sezione di Torino
CURRICULUM: Rivelatori, Laser e Ottica
TEMATICA: Sviluppo e caratterizzazione della camera del Small-Sized Telescope del Cherenkov Telescope Array (CTA)
INFN – Sezione di Ferrara
CURRICULUM: Elettronica
TEMATICA: Upgrade del sistema DAQ dei rivelatori Ring Imaging Cherenkov (RICH) di LHCb per l’operazione alle condizioni di High-Luminosity LHC (HL-LHC)
INFN – Sezione di Cagliari
CURRICULUM: Rivelatori, Laser e Ottica
TEMATICA: Sviluppo di una phase-camera innovativa per l’interferometro Einstein Telescope
INFN – Sezione di Cagliari
CURRICULUM: Rivelatori, Laser e Ottica
TEMATICA: Sviluppo di tecniche innovative per la riduzione del fondo nei rivelatori criogenici a liquidi nobili
INFN – Sezione di Napoli
CURRICULUM: Meccanica
TEMATICA: Sviluppo di tecnologie meccaniche per l’isolamento dalle vibrazioni in rivelatori di onde gravitazionali ed altri esperimenti di fisica fondamentale
INFN – Sezione di Perugia
CURRICULUM: Rivelatori, Laser e Ottica
TEMATICA: Sviluppo di rivelatori a stato solido per dosimetria di fasci clinici, sia convenzionali che FLASH
INFN – Sezione di Lecce
CURRICULUM: Sistemi di Calcolo e Informatica
TEMATICA: Ottimizzazione di architetture di Machine Learning per ricostruzione e calibrazione di eventi in esperimenti di fisica fondamentale
INFN – Laboratori Nazionali di Legnaro
CURRICULUM: Meccanica
TEMATICA: Sviluppo, progettazione e test di componenti metallici per applicazioni in fisica nucleare ad alta temperatura prodotti mediante tecnologie di manifattura additiva
INFN – Sezione di Bari
CURRICULUM: Elettronica
TEMATICA: Sviluppo e caratterizzazione di un sistema di lettura per un detector a pixel con interfacce multi-Gbps
INFN – Sezione di Roma Tor Vergata
CURRICULUM: Sistemi di Calcolo e Informatica
TEMATICA: Sviluppo di database e sistemi di archiviazione per il monitoraggio real-time dei dati scientifici per missioni di fisica astroparticellare
INFN – Sezione di Roma Tre
CURRICULUM: Elettronica
TEMATICA: Sistemi di acquisizione avanzati per dispositivi medici in adroterapia
The Physics PhD School of the Padua University welcomes applications for 25 PhD positions in all areas of Physics, for the academic year 2024/25.
Interested candidates may visit the Physics PhD School home page:
http://www.dfa.unipd.it/didattica/dottorati-di-ricerca/phd-physics/
The admission documents and the procedure for the application can be found at this url:
https://www.unipd.it/en/phd-courses-2024-2025 – PhD Course in Physics Table
Deadline: May 13, 2024 – 1 pm (CEST)
Details on the 25 available positions:
– 13 open-topic positions (2 funded by INFN);
– 12 positions with assigned research topics (1 funded by INFN – Laboratori Nazionali di Legnaro – Topic: Research in Nuclear Physics within the activities of the National Laboratories of Legnaro).
When not explicitly indicated, the positions are to be considered without any restriction on the institution that awarded the M. Sc. (equivalent to the Italian Laurea Magistrale) to the candidate: everyone is encouraged to apply!
Contact:
More Information:

È stato recentemente approvato il progetto LoCoMoSa (Low Cost Molten Salt) per la riduzione delle emissioni di CO2 nell’industria e che vede coinvolta l’Italia, attraverso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Padova e la Ditta Seamthesis S.r.l, la Danimarca e la Germania. Il progetto mira a potenziare gli accumuli di energia rinnovabile mediante soluzioni innovative e rappresenta una proposta tecnologica concreta per gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal della Comunità Europea; per l’Italia è finanziato dal MIMIT.
L’INFN Sezione di Padova sarà al centro del progetto contribuendo con la sua esperienza nell’additive-manufacturing per materiali metallici, cioè nella progettazione e produzione di dispositivi mediante l’uso di stampanti 3D.
Il Laboratorio DIAM (Development and Innovation on Additive Manufacturing for metals) della Sezione di Padova ricopre rilevanti incarichi di responsabilità per la progettazione e realizzazione di apparati nell’ambito della fusione nucleare e della tecnologia delle machine acceleratrici. La partecipazione al progetto LoCoMoSa rappresenta quindi un impegno concreto dell’INFN verso applicazioni di tipo prettamente industriale, in ambiti di grande interesse per il nostro Paese.
Sintesi del progetto: la produzione di TES per lo stoccaggio di energia termica da fonti rinnovabili
Il progetto LoCoMoSa si concentra sulla produzione di Thermal Energy Storage (TES) ovvero di sistemi di accumulo dell’energia rinnovabile, in particolare l’energia solare ed eolica, utilizzando sali fusi a medie ed elevate temperature.
La variabilità nella produzione di energie rinnovabili, strettamente legate a fattori naturali, è infatti una delle cause per cui il settore industriale rimane vincolato all’uso di energie derivanti da combustibili fossili che, al contrario, garantiscono un rifornimento più costante.
Con questo progetto s’intende quindi rispondere alle esigenze di alcuni settori industriali “energivori”, quali quello della carta, degli alimenti e delle bevande, che necessitano di una continua disponibilità energetica, permettendo inoltre di ridurre l’impatto ambientale attraverso soluzioni sostenibili.
Al fine di coinvolgere le aziende e dimostrare le potenzialità economiche, di innovazione e di sostenibilità ambientale di quanto si sta elaborando con LoCoMoSa, sono previste diverse iniziative di dissemination rivolte in particolare ai succitati settori industriali e piani di divulgazione scientifica per il pubblico generico.
La Sezione INFN di Padova sarà responsabile della progettazione del “generatore di vapore” (steam generator) utilizzando la tecnologia dell’additive-manufacturing. Questo approccio innovativo consente la realizzazione di nuove geometrie che ottimizzano lo scambio termico, minimizzando l’utilizzo del materiale, massimizzando di conseguenza l’efficienza del sistema di scambio e riducendone al minimo le zone morte. La realizzazione dello scambiatore non richiederà l’utilizzo di giunzioni saldate tra le parti (fascio tubiero, alette di scambio termico e serbatoio di contenimento), ma permetterà di realizzare il generatore di vapore in un unico elemento. Saranno quindi ridotti drasticamente i costi per la produzione e per la manutenzione, utilizzando solo la minima quantità di materia prima necessaria, garantendo la sostituzione delle apparecchiature in modo molto rapido.
Lo stoccaggio di energia rinnovabile verrà quindi realizzato garantendo costi bassi, alta efficienza e funzionamento flessibile. A seconda del settore industriale e della potenza richiesta, l’energia potrà essere accumulata per un periodo variabile tra poche ore ad una settimana.
A dimostrazione del raggiungimento dei risultati sono inoltre previsti test per dimostrare l’efficacia del prototipo e l’integrazione con il sistema TES.
Il progetto LoCoMoSa rappresenta una collaborazione internazionale rilevante per affrontare le sfide ambientali e promuovere un futuro industriale più sostenibile.
Ancora una volta l’INFN, grazie alla sua esperienza in ambito scientifico e nella realizzazione di tecnologie innovative, è protagonista di nuove sfide nel settore industriale, dimostrando il suo interesse e l’impegno nel contribuire allo sviluppo sostenibile.
Processo di produzione additiva
L’Additive Manufacturing (AM), o manifattura additiva, è la tecnologia produttiva di oggetti e dispositivi che avviene “strato per strato” utilizzando la materia prima in forma di polvere, filo o fogli solo dove necessario e riducendo al massimo lo scarto prodotto.
L’AM, conosciuta anche come stampa 3D, può essere considerata una tecnologia complementare al più tradizionale processo sottrattivo. In quest’ultimo la produzione di oggetti avviene rimuovendo materiale scarto da un blocco di materia prima.
Il concetto principale alla base di questa tecnologia è che un modello creato con il CAD 3D può essere prodotto direttamente in un solo passaggio, rendendo possibile la produzione di geometrie complesse. Naturalmente tutto questo richiede precise competenze nell’uso dei dati CAD, il rigoroso rispetto di procedure della tecnologia AM e la conoscenza dei macchinari e dei materiali di stampa per realizzare l’oggetto desiderato.
Il processo di fusione LPBF usato a Padova
Il processo produttivo denominato in inglese Laser-Based Powder Bed Fusion (LPBF), usato presso il laboratorio DIAM della Sezione di Padova, è la tecnologia AM più diffusa a livello industriale per componenti metallici prodotti tramite manifattura additiva. Tale processo, come dice il nome stesso, basa la produzione strato per strato del componente sulla fusione del letto di polvere attraverso l’energia fornita da un laser.
l video che seguono mostrano il suo funzionamento.
In pratica il raggio laser esegue la scansione a una velocità controllata e fonde l’area selezionata del letto di polvere per lo strato specifico. Terminato quest’ultimo, il letto di polvere viene abbassato di uno spessore predeterminato e il dispositivo di distribuzione della polvere deposita un nuovo strato omogeneo di polvere. Una lama in silicone oppure metallica, o una spazzola in fibra, vengono utilizzati per trasportare e distribuire uniformemente la polvere in tutta l’area produttiva. La procedura viene poi ripetuta fino al completamento di tutte le sezioni.
